Archive for storielle

Storia di un asteroide

Dagli alti piani della casa delle CiilaMeraviglie, Fra ci narra la sua ultima avventura.

Indovinate cosa succede a sbattere il piumino dai peli di gigiuzza…
MIAO, mi guarda la micia un po’ in disparte, mentre faccio del piumino una pallotta.
Mi sporgo appena dalla finestra, spingo il piumino verso fuori.
Apro la palla e vedo… un oggetto in caduta per sei piani…
NOOOOooOOOoooOOOOOO!!!
Per un attimo, spero che si tratti “solo” del telecomando.
Invece, la legge di Murphy ha colpito ancora.

Ops, ho lanciato il cellulare fuori dalla finestra……..

gigiabag

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Messaggio dal Dado…

…che mi ricorda qualche evento reale!
messaggio dal Dado

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AmicoGeko

Oltre a quella delle nottole, c’è anche un’altra storiella animalesca simpatica da raccontare.
Qualche settimana fa, come al solito vado a chiudere le persiane della finestra della camera prima di andare a dormire. Mentre apro la finestra vedo con la coda dell’occhio qualcosa che si muove.
Alzo la testa e paf!, una cosa verdastra cade dalla parete e comincia a correre sul pavimento.
Svelto (io), l’abbranco tra le mani. È un geco!
Cerca di scappare ma tengo le mani chiuse. Chiamo Paola e mi faccio portare un Tupperware. Lo appoggio dentro e chiudo il tappo. Ma così non mi piace, poverino…
Vado a prendere il setaccio della farina, tolgo il coperchio e lo appoggio sopra la scatola. Adesso può respirare tranquillo!
Me lo guardo un po’: le zampe appiccicose che possono aderire su tutte le superfici sono proprio carine. Gli occhietti vigili.
Cerco notizie su internet: che bestia è? che ci fa da queste parti? cosa mangia? cosa beve? lo teniamo?
Posto che tenere un animaletto a casa non è comunque facile, tenere un geco non è comodo. Per la cronaca il geco è un rettile cacciatore notturno. Mangia farfalle, falene, grilli, larve, scarafaggi, cacciandoli vivi, dal crepuscolo in poi. Già qua è un problema: chi se lo tiene a casa in un terrario, si deve attrezzare anche di un altro terrario, dove dovrà allevare anche gli insetti che serviranno da pasto al geco…
Mi dispiace, stasera fai digiuno, non ho grilli sottomano. Però leggo su internet che per dargli da bere basta spruzzare il terrario con l’acqua, e poi lui si va a bere le gocce dalle pareti.
Il secondo problema è che il geco, come tutti i rettili italiani, è una specie protetta. Chi lo tiene a casa in cattività è multabile. Di suo, comunque, il geco entra a casa della gente, approfittando delle imposte aperte, e viene a cacciare anche in coabitazione con gli umani.
Bon, anche se ci avevo già fatto amicizia, mi sono risolto di lasciarlo libero il giorno dopo. Così, con un ultimo saluto, l’ho lasciato al giardinetto, su un muretto tra le cui fessure può farsi un nido. Ciao!

Questo per tutti quelli che credono che in città la natura non esiste.
E questo in foto è lui, l’amicoGeko, fotografato sulla parete, un secondo prima che mi cascasse quasi sulla testa!
amicoGeko

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Storia di tre nottole

incontro con tre pipistrelli

L’altra sera, era venerdì, c’era un concerto in piazzetta organizzato da Toni Lamponi.
Andiamo a sentirlo dopo cena, prendiamo un gelato, troviamo un sacco di gente.
Tastiera Fender Rhodes, tromba, contrabbasso e batteria: jazz con personaggi ufologici.

A fine concerto toniamo a casa, passando presso il giardinetto.
La strada è illuminata dai lampioni, e Dado ad un certo punto vede qualcosa a terra. Una massa marrone che si muove…
Che cos’è?
Un pipistrellino! Che cerca di risalire il muro, e forse non sa ancora volare bene, è troppo piccolo.
Dado prova a raccoglierlo. Ci vuole un po’, perché quello gira sempre dall’altro lato e non vuole farsi prendere, comunque alla fine si lascia posare presso il vano di una finestra, forse il telaio in legno è di suo gusto.
Restiamo a guardare mentre si sistema a testa in giù, e continua a fischiare “fi-fi-fi-fi-fi…” senza smettere mai. Sembra un richiamo. Un suono che penetra le orecchie e rimbalza facendo degli echi. Proviamo ad ascoltare. Dado dice: sarà l’effetto degli ultrasuoni. Ma no, secondo me c’è un controcanto, non è solo lui che fischia. E infatti guardiamo bene: poco più avanti, sempre a terra, ne vediamo un altro.
Amico pipistrellino numero due! Aspetta che tiriamo su anche te! Prima che tu venga calpestato!
Dado posa il secondo pipistrello in un altro punto del vano finestra.
Vediamo che i due si sentono, si avvicinano, si raggruppano, si appiccicano tra loro. Il fischio non smette.
Facciamo due passi, e nella parte bassa del muro della casa troviamo un terzo pipistrellino! Ma ciao, ci sei anche tu!
Prendiamo anche lui, e lo posiamo presso gli altri.
Fi-fi-fi-fi-fi” di fischietti continui.
Anche lui si avvicina ai compari. Passa sotto le ali degli altri, si intrufola. Prende posto a testa in giù pure lui, i tre si stringono a falange, si scaldano a vicenda.
E smettono di chiamare.
Finalmente.
Il fischio tace.
Ora che ci siamo riuniti, siamo a posto”.

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La pozione del brucaliffo

Ogni volta che vado nella casa delle Cillameraviglie, mi sembra sempre più spaziosa.
I pavimenti ora sono lucidi scintillanti, e Franci tocca il soffitto con un dito.
A seconda del punto di vista, ci si può sentire minuscole oppure giganti. Mi sa che c’è di mezzo una pozione magica, come quelle del brucaliffo, che ti fanno cambiare dimensione…

Piedi, scarpe e parchetti nuovi adesso entrerò in quella serratura... Ho mangiato la pozione che mi fa gigante!

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Strane ricerche

Giusto per curiosità, ho dato un’occhiata alle parole chiave usate nell’ultimo anno durante le ricerche su google, che hanno permesso al visitatore di arrivare su qualche pagina di davidaola.
Ce n’è per tutti i gusti:

- “a che punto è la pista ciclabile triestina?”
(per chi volesse ancora saperlo, lo abbiamo ribadito nel post precedente)

- “in olanda si mangia male”
(se lo dici tu… ah no, accidenti, se con questa ricerca sei finito sul nostro sito, vuol dire che almeno una volta l’abbiamo detto anche noi…)

- “si mangia bene in olanda?”
(ho capito, ci sono molti dubbi al proposito..)

- “panettone mortadellato farlocco”, “panettone mandorlato farlocco”, “panettone vongolato farlocco” e “panettone gorgonzolato farlocco”
(confermo: sono delle delizie promosse in radio su 610)

- “albergo bello viaggio di nozze a barcellona”
(ma ti pare questo il modo di fare una ricerca?)

- “domenica 21 febbraio 2010:posti per fare giretti”
(commento come sopra)

- “avvistamento tritoni periodo anno”
(sì, sul nostro blog si possono documentare degli avvistamenti)

- “basilico prima o dopo cottura pizza”
(vedi tu…)

- “botola pavimento piastrelle”
(questo ricercatore non deve essere rimasto soddisfatto, perchè la botola nel nostro pavimento è di legno…)

- “camminando sull’acqua percorso” e “bici che camminano sull’acqua”
(un miracolo!)

- “carretti di grattachecca”
(sì, abbiamo delle rievocazioni su questo tema)

- “catenelle di uova nello stagno”
(cavolo, non sono l’unica persona che se n’è incuriosita!)

- “clonella”
(ma questa è una parola che abbiamo inventato noi, come può esserci qualcuno che la cerca?)

- “cosa disegno?”
(vedi ti!)

- “disegnare dei girasoli al soffitto” e “ricamare disegno salame”
(ah ah ah!)

- “foto di due in bici sulle rive a trieste”
(e bon ah, ci avrà trovati!)

- “ho sognato una biscia lunghissima e nera cosa significa?”, “sognare ragni che mi attaccano” e “sogno un ragno che mi salta al collo”
(mamma mia!)

- “le nostre foto nozze”
(nostre di chi?)

- “paura dell’acqua cra cra era una ranocchia”
(ah ah)

- “guida con la ruota bucata”
(sei sicuro?)

- “a grasse in francia c’e’ il mare”
(falso!!!)

- “adulto in bicicletta con rotelle”, “bicicletta per adulti con rotelline”, “bicicletta con rotelle x adulti” e “bicicletta con rotelle posteriori per adulti”
(eh ho capito che non sapete stare in equilibrio!)

- “avvolgimento dei bigodini a tandem”
(ah aha ah!)

- “bellissime queste immagini della primavera”
(lo so, grazie!)

- “caduta nel cespuglio a barcola”
(chi?)

- “camicia bianca si rovina per colore come si fa”
(bù!)

- “collegare filosofia con la segregazione di genere”
(chiaro!)

- “come si presenta la berlina di gelato, sotto va la panna poi gelato?”
(sì!)

- “la centrifuga di mele si ossida” e “quanto si conserva una centrifuga?”
(a questo proposito abbiamo suggerito di aggiungere nella centrifuga un po’ di kiwi come antiossidante naturale, sufficiente perchè resista una notte in frigo senza diventare scura)

- “esiste il nome carluca”
(ah ah, secondo il nostro blog, sì!)

- “le doglie di una mammut”
(cosa avremo scritto mai per rispondere ad un quesito del genere?)

- “le presine di davidaola”
(siamo diventati famosi!!!)

- “malattia geranio rinsecchimento” e “perche i gerani da qualche anno a questa parte si ammalano”
(sì, su questo abbiamo delle informazioni utili)

- “non vedo bianco dall’occhio sinistro”
(aiuto!)

- “personaggio femminile cattivissimo”
(eh eh eh…)

- “una frase che mi descrive”
(puoi trovarla sicuramente qui!)

- “ta ta ta tar tara ta”
(eh bon, ah!)

- “tre mendicanti incidi tremendi canti in cd”
(allegria!!!)

- “pizza tetta”
(tutta colpa del Dado che fa le forme strane con la pasta della pizza!!!!)

tutta colpa del dado

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Nuovi luoghi, nuove avventure

E’ ormai il momento di inaugurare ufficialmente la serie delle storie della Cilla nella Casa delle Meraviglie.
Dopo la prima puntata (lavori in corso in una mansardina da trasformare) e la seconda puntata (psichedelie e visioni di scrivanie equilibriste), è ormai chiaro che Franci ha uno spazio tutto per sè pieno di avventurose sorprese.

Oggi pomeriggio infatti mi ha invitata a prendere un gelato con lei, e a fantasticare sui modi futuri per organizzarsi in autonomia.
Dalla sua finestrella si vedeva un pezzettino di mare coi colori del crepuscolo.
Le proporzioni delle cose erano, come di norma nel suo mondo magico, tutte insolite. Sedia piccole per la sorella piccola, sedia grande per la sorellona grande (che, a differenza di quanto si potrebbe supporre, non ero io). Ecco allora che la visuale sulle cose, sulle porte ad arco in successione e sul tetto col lucernario, si faceva di nuovo vertigine, alto-basso, sopra-sotto, roteiamo e voliamo sopra i tetti….

sedia grande per la sorella grande, sedia piccola per la sorella piccola

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Scenette quotidiane

Oggi ero con Dado alla fermata dell’autobus. Nell’attesa, ci siamo messi a guardare la vetrina del fioraio. C’erano degli oggetti fatti a mano, degli animaletti di legno, dei cactus…

Ad un certo punto passa un tipo dietro a noi.
“Scusè, muli”, ci dice. “Voi che sè più giovani… ve domando una roba. Ma quele piante cossa xè, supposte per el raffreddor?”
E se ne va.

cactus in vetrina

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Aria d’inverno

Comincia la nuova stagione, un po’ in anticipo. La Bora come al solito ci ha messo lo zampino. Domenica scorsa si è sentito l’abbassamento della temperatura che preannunciava l’inverno, e il sole limpido è tornato fuori dopo un po’ di giornate uggiose.

Per l’occasione le famiglie davidaola si sono riunite per pranzo, e si sono concesse una bella mangiata di pesce al Villaggio del Pescatore. Sì, è già il momento dei pranzi delle feste, diciamo che noi abbiamo cominciato in anticipo per evitare la folla! (Ogni scusa è buona). Nei giorni precedenti Luisa e Giordano non si sono fatti scappare gli ultimi funghi venuti fuori dalle piogge, e così hanno portato un cesto di deliziosi finferli per Rita.

Vediamo dunque il menu offerto dall’Ittiturismo.
Ribaltavapori in savor, cozze impanate (col bis!), tagliolini alla siciliana (piccanti!), filetto d’orata (il pezzo migliore) e polpette di pesce con polenta; insalta mista e patate al forno; dolce di carote e mandorle e biscotti da pucciare nel ramandolo.

finferli Luisa e Rita coi finferli Cilla e Palla in foto
gli uomini di famiglia pranzo all'ittiturismo foto di gruppo

Dalle chiacchiere del pranzo prendo nota di un paio di buone uscite:
“El legno te scalda tre volte: quando te lo tai, quando te lo porti casa, e quando te lo brusi!”

“Drio de la casa iera un grande albero de cachi, che quando che i cascava zo, i faseva tuto un plotch. Soto iera la vanesa de radicio, e no te rivavi mai a ingrumar radicio senza far una marmelata. E po’, se te cascava un caco in testa, te se ritrovavi tuto ‘negà!”

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Non ti arrabbiare

Quando senti che stai per arrabbiarti, pensa ai delfini…
che giocano a palla con le meduse!!!

(grazie papi per la segnalazione)

il delfino e la medusa

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