Archive for Paola

Adoro Douglas Adams

Ho finito di leggere l’ultimo libro della trilogia in cinque parti della Guida Galattica per Autostoppisti. Quello secondo cui la Guida liquida tutta la descrizione del nostro pianeta con due sole parole: Praticamente Innocuo.
Ora che ho completato la serie, mi sento orfana, ne leggerei tranquillamente altre dieci puntate, se ce ne fossero.

Peraltro questa è stata la mia prima lettura interamente svolta su kindle, e devo dire che mi ha fatto un effetto strano.
A leggerla sulle pagine di uno schermo, la storia sembrava un po’ rubata e un po’ ineffabile, come se dopo aver girato pagina il vecchio paragrafo non ci fosse più. E poi certi pomeriggi crollavo letteralmente di sonno… e quando mi svegliavo, mi domandavo se ero finita in un’altra dimensione. In chissà quale degli infiniti universi paralleli esistenti nel racconto.

Non so per quale motivo l’ultimo volume della serie è meno noto e amato degli altri. Gli eventi si incastrano perfettamente con il resto della storia, anche se gli agganci a quanto è successo prima avvengono mediante liberi salti nel tempo, del tutto leciti in fantascienza.
Per me Adams è spettacolare nel come tratteggia mondi e situazioni, paradossali ed estremi eppure così simili alle nostre organizzazioni reali che lui vuole prendere in giro…
Fosse davvero tutto così il mondo, ci sarebbe un sacco da divertirsi.

La copertina su Kindle

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Punto “graniglia”: ogni sfumatura è possibile

punto graniglia- 1 punto graniglia- 2

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Ecco il nuovo punto sulla tela

un punto facile facile

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Una tappa da ricordare

Finalmente una gran notte di sonno profondo. Perchè, quando son soddisfazioni, si sta bene fino in fondo!

(qua il link all’evento di ieri, anche se sono uscita solo per una mezz’ora)

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Quante permutazioni di colore sono ammesse?

scacchi e colori freddi scacchi e colori caldi

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Super nuovo regalo da parte di Dado

Ieri Dado era molto impaziente che arrivasse il postino, che gli portasse dei pacchi.
Ha suonato solo nel pomeriggio, ed è arrivato con due scatoloni.
Uno era pieno di carte da gioco per la collezione dadica, e l’altro era una sorpresa per me: “Apri“, mi dice Dado, “Guarda il biglietto di auguri“.
Leggo a voce alta l’etichetta sull’esterno del pacco: “Il tuo nuovo Kindle“.
Ma nooo!“, si lamenta Dado, “avevo chiesto che non mettessero informazioni visibili!!!“.

Beh comunque decisamente non me lo aspettavo. Spedizione veloce un po’ in anticipo sul mio compleanno. Non mi ero mai posta l’idea di prendere un kindle, un lettore di libri elettronici. Sai quella cosa per cui sei abituata al piacere di tenere i volumi cartacei in mano.
E invece, come prima scoperta, realizzo che si tratta di un’altra sensazione.
Innanzitutto, con la connessione wi-fi, ti tenta subito a prendere al volo i libri che ti passano per la testa. Dopo un anno e mezzo che lo cercavo a tempo perso senza trovarlo, eccolo qua, in un minuto l’ho comprato ed è arrivato finalmente tra le mie mani: l’ultimo episodio della saga di Douglas Adams, che era mezzo scomparso dalle librerie, da quanto tempo lo volevo leggere!
Poi mi piazzo sul divano, e trovo le nuove pose col kindle sul cuscino… senza mani! Mi fa strano non dover tenere le pagine in modo che il libro non si chiuda, sta lì tranquillo e si lascia leggere sul bianco e nero.
Poi mi ricordo delle situazioni in viaggio, con la bici e un solo libro a testa per Dado e per me, che alla fine per non aumentare i pesi ce li scambiavamo; mentre ora se ne possono portare in giro molti tutti qua dentro.
Alla fine la mia impressione è che con questo dispositivo non si smette di comprare libri cartacei, ma si aggiungono letture e golose occasioni.
Pancia mia fatti capanna!

il nuovo Kindle di Palla

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E dopo gli scacchi, come continuerà la tela?

tela a scacchi

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A caccia di fioriture

Domenica pomeriggio prendo il tram, e scendo sopra via degli Olmi.
Il mio piano è calarmi sul sentiero verso Piscianzi, collegarmi a Scala Santa sul percorso nel bosco isolivello, e poi giù alla terza fontana cercare la scaletta nascosta verso via Moreri di cui mi ha parlato papi.
Quindi, comincia l’esplorazione.
Appena attraverso i binari, subito la vista è riempita da una nuvola di fiori di pesco. I giardini espongono gli alberi da frutto, sbircio tra le reti.

Appena prendo la discesa, un rumore di foglie secche mi distrae. Guardo se c’è movimento da vento. E l’acqua mi colpisce le palpebre. Un po’ di pioggia! Ma ti pare, proprio all’inizio del giro?
Un pezzo di cielo è coperto, il mio cappuccio non è impermeabile… ma vado avanti, incoraggiata dal profumo del bosco.
Per fortuna l’acqua non continua, e la strada (più sconnessa del solito) mi porta fino alla piazza del paesino imbucato tra tre vie.

All’inizio del tratto isolivello, mi saluta il consueto cartello che ricorda che si stanno attraversando fondi privati.
Nei vigneti c’è un po’ di rumore di lavoro, alzo lo sguardo.
Sul colmo del terrazzamento, sopra la collina, vedo incombere quattro sagome in controluce, di persone panciute con i cani a fianco. Sono fermi e fissano qualcosa, forse proprio me che passo là di sotto. A ‘sto punto, alzo un braccio in segno di saluto. E loro ridono. Si prendono in giro: “bella figura, qua, omini e birre…” E ci scambiamo un “buona giornata“. Comunque uno dei loro cani decide di saltar giù nel bosco, e di correre abbaiando verso di me, e di inseguire un mio polpaccio… Allora rallento, comincio a camminare con aria flemmatica, rilassata. E il trucco funziona: il cane smette di seguirmi, decide che posso allontarnarmi e andar via.

La luce ritorna e filtra tra le foglie del bosco: sul fondo scuro, i germogli luccicano in aria.
Sbuco in Scala Santa, e scendo pensando a qual è il punto con la terza fontana.
Alla prima laterale a sinistra, occhieggio dubbiosa, e un tipo mi vede: “cerchi una strada corta?“. Vuole suggerirmi la via per la scaletta che arriva fin sopra il Ricreatorio: proprio quella che cercavo!
Hai visto che sapevo qualcosa?“, si vanta, aggiungendo che troverò 285 scalini, con una scritta alla fine che ne ricorda il numero.

il primo pesco del sentiero giardini in fiioritura e un po' di fiori in mezzo all'edera Chiome di vario colore
Rami bianchi sulla collina questo è un fiore selvatico ilpesco e la luce sul mare germogli verdi e lucenti
Sentiero segnato col color della pietra? Direi ciliegio La scorciatoia da Scala Santa a via Moreri fiori di maggio che sbucano

Eppure ho dei dubbi: alla fine della laterale ci sono tre biforcazioni, e io provo quella più in fondo di tutte. Apro un cancellino che è seguito subito da degli scalini in discesa, dritti nel bosco. Epperò poi il sentiero si rompe, scende in mezzo ai campi, e mi trovo sempre più in graia… Mi sa che sto finendo tra gli orti di qualcuno, la via scompare!
Saluto pervinche e fiori d’ortica, e risalgo tutto il tratto fino al cancelletto, col fiato un po’ corto.

Allora riprovo: la variante due o la uno?
Imbocchiamo la uno: quella che vanta dei numeri civici ulteriori con la freccia.
E infatti un po’ più in basso la scaletta comincia, e non resisto all’idea: mi metto a contare tutti gli scalini.
Arrivo a quota centoquarantatre: un gatto mi guarda da sopra l’entrata di una casetta. Ma chi abiterà qua proprio in mezzo alla scalinata?
Quota duecentotrentotto: ecco la fine della via, siamo sul rio Montorsino. Orto di fiori gialli e fiori rosa, staccionate, poca acqua nel rivo.
Cerco cerco sulla via e sul palo, ma nessun numero conta gli scalini. Suggeritore millantatore!

Le casette ormai si accostano una dopo l’altra e i graffiti marcano qualche muro.
Prima che la strada si allarghi sul traffico e il giro finisca, noto ancora un portone che espone questa targhetta: Bed and Breakfast “alla casa ‘sconta“.
Giusto nome per un angolo come questo!

è più bianco il fiore o il cielo? Pervinche di sottobosco

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Intrappolata nella tela

secondo tema della tela terzo tema della tela

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Sequenze “optical”

prima parte della terza tela...

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