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Vacanze in Austria

il lago visto dal bosco percorso ciclabile sul lago lago con giro in bici ciu-ciu-train
casa per insetti nuvolette di panna lana marrone torrente
prati verdi tuffoooo! fiori di campo due passi nel bosco

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Festa di compleanno con concerto

Auguri Davide e Elisa!

bimbi rock-n-roll! Davide e Stefano
disegno di Alice

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Una gioia condivisa

Francesca e Laura

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Prendere ispirazione

Per la vacanza del nostro anniversario, siamo andati tutti e tre a Treviso, a Murano (dove Diego ha soffiato il vetro!), a pedalare sul Sile, a Badoere con Carla e sull’Ostiglia, a veder volare i gufi nell’Oasi di Cervara.

Diego ha visitato con noi tutti i padiglioni del lato “Giardini” della mostra di arte contemporanea Biennale a Venezia. Alla fine della esposizione, ha detto: “A me piacciono le mostre, perchè così posso fare delle opere d’arte a casa!

biennale 2017 Diego e Dado alla biennale arte interattiva i burci
ipsta ciclabile sul sile verso Murano itinerario ciclabile Ostiglia pranzo a Badoere
cicogne all'oasi cervara il volo dell'allocco piccolo gufo gufo imperiale

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Gita in bici

Ieri abbiamo fatto buon uso del regalo di Giordano e Luisa, la cicloguida della Parenzana.

La Parenzana nel suo complesso propone un viaggetto in bici su un panoramico lungomare, ma ha certi tratti un po’ trafficati, o su ghiaia, o con salite impegnative.
Allora abbiamo caricato le bici di tutti e tre sull’auto, e siamo andati in Slovenia fino ad un punto intermedo del percorso, quello che parte dall’ingresso del campeggio di Lucija, e da lì abbiamo iniziato a pedalare.
Otto chilometri in tutta sicurezza, daprima nel campeggio, poi lungo le saline, fino al confine con la Croazia.
Diego si è scatenato chiedendoci continuamente di fare gare di velocità in bici… Fino a che è diventato troppo stanco per continuare allo stesso ritmo anche sul ritorno.
Per fortuna papà Davide era attrezzato con il “cammellino”, e ha attaccato Diego alla sua bici, per portarlo al traino fino al punto di partenza.

Per trovare un bel tratto ciclabile facile e interamente sicuro per i bambini piccoli, bisogna spostarsi un po’ da casa. Però abbiamo visto che si possono trovare alcuni segmenti con queste caratteristiche, all’interno degli itinerari turistici rinomati come questo.

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Il motore spiegato dai bambini

Anni fa, quando il camioncino ape poker di nonno Franco si era fermato, avevo ricevuto in regalo un pezzo del suo motore da tenere come ricordo: pistone, biella ancora fissata alla testina stantuffo, cuscinetti di biella. Per molti anni il destino di questo cimelio è stato quello di restare fermo in bella mostra ai piani alti della libreria.

Di recente, Diego si è interessato a questo pesante oggetto di metallo, e io gli ho dato corda: un giorno gli ho anche mostrato una animazione della combustione nel cilindro di un motore, da cui si apprezzava la rotazione dell’albero che era collegato al testa biella.

Questa mattina, al risveglio, Diego mi ha chiesto di poter prendere in mano il pistone dell’ape poker. Con la biella mossa dalle sue mani, me ne ha spiegato il funzionamemto, mentre io gli infilavo le pantofole per andare a fare colazione.
“Questo è il corpo”, ha detto Diego indicando la biella “e questo è il collo che viene attaccato alla testa”, ha continuato indicando la testina stantuffo. “E’ come una specie di dondolo: una volta un bimbo va di là, una volta un altro bimbo va dall’altra parte”.

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Lettera per lettera

Diego ha molta voglia di provare a leggere.
Noi cerchiamo di non aggiungere troppo a quello che lui chiede spontaneamente.
Trovo giusta l’osservazione delle educatrici che avvisano: “Se arriva a scuola sapendo già quello che gli insegneranno, poi si annoierà”.

Nel frattempo, lui inventa utili esercizi.
Si guarda allo specchio prima di lavarsi i denti, dice le parole che gli vengono in mente, scandendole lettera per lettera: C-I-A-O-D-I-E-G-O.
Osserva le confezioni delle cose che mangia, trova delle parole mimetizzate tra le figure, e chiede: “Cosa c’è scritto qui?”.
Adocchia i numeri che stanno all’interno di un testo più ampio, e per il momento legge quelli.
Segue col dito le righe sui libri, citando i raccontini a memoria.

Io ci metto molto più tempo ad imparare.
Stamattina, per la prima volta dopo mesi, ho scritto una delle mie password senza consultare il foglietto dove me l’ero segnata.
Aaah, ora l’ho memorizzata, mi sono detta.
A quel punto, si è aperta la schermata di avviso: “password scaduta, scrivi nuova password”.

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Fino a dove arriva la neve

Questa settimana ero in viaggio, e per passare le molte ore in arereo e in treno, mi sono portata due libri nuovi da leggere.
Ho fatto bene.
Il primo l’ho già finito, dopo tre voli un intercity e un pendolino.
L’argomento aveva tempismo perfetto: mentre fuori dal finestrino scorrevano rade macchie bianche della neve tra l’erba dei campi, il libro “La scienza in vetta” di Jacopo Pasotti mi aggiornava sul numero dei ghiacciai perenni. Che sono in aumento.
Ma il vero motivo è che la superficie coperta da ghiacciaio si è dimezzata, e che quelli che prima erano grandi isole di ghiaccio perenne, ora si sono frammentate in piccole isolette solitarie e in ritirata.

L’autore riesce a contenere l’informativa sull’impatto del cambiamento climatico in alcune parentesi, mentre il resto del libro descrive con gusto la scienza delle rocce, dei vulcani, dei cristalli di neve e della pressione in vetta.
Sì, fa venire voglia di andare a visitare i luoghi citati.

Intanto, il mio viaggio continuava.
Al mio arrivo in Finlandia, ho cominciato a sentire pareri concordi: “non c’è più la neve della mia infanzia”. “Da piccolo andavo ogni anno a sciare, ora questo sarà più raro, e sono già due inverni consecutivi che siamo senza neve”.
Io sono stata sorpresa dalle giornate calde, e la migrazione visibile della linea della neve mi ha impressionata, eppure qualcun altro qui al nord, che in passato si lamentava degli inverni che arrivavano a 20 gradi sotto zero, mi ha detto: “mi piace stare più al caldo, sono contento”.

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Piccolo giro in bici al Sincrotrone

Paola: “com’era la neve oggi?”
Diego: “croccante!”

in bici al sincrotrone

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Avevo l’influenza

Oggi Diego ha ricevuto la sua seconda scatola gioco dei pirati.
Si combina bene con la prima, quella era di legno, la nuova è di cartone, ed in questo periodo Diego dà facilmente vita a molte scenette con i vari personaggi.
Nella nave di cartone c’è un foro da cui sbuca all’altezza giusta il cannoncino di legno della prima serie.
Diego mi chiede: “Spara con il cannone!”
Io gli rispondo: “Non voglio sparare, non voglio fare questa parte”
E Diego aggiunge: “Allora devo farlo io?”
Cerco di salvarmi con un: “Puoi fare paura mostrando che ce l’hai, e poi non lo usi”.

Più tardi Diego è vestito con berretto e giaccone, sta per raggiungere Dado che si avvia alla porta, per andare ad una festa dei nostri amici. Passa a salutarmi con un bacino mentre io resto a casa sopra molti cuscini e sotto le coperte.
“Mi mancherai”, dico a Diego dandogli il cambio per una volta, dato che di solito lo dice lui, se qualcuno di noi esce la sera.
Diego mi risponde pronto: “Un’altra sera andremo tutti assieme, tu papà ed io, ad un’altra festa”.

Non dovrei far fare a Diego discorsi troppo da grande.
Ma forse per il fatto che avevo la febbre, sono giustificata.

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