Archive for musica

Suoni dall’Est

Sabato scorso, non era passato molto tempo dal viaggio in Ungheria, e ho rivisto Sandor, a casa di Anrea e Serena.
I nostri amici Deja avevano organizzato un “house concert”, un concerto vero e proprio nella calda atmosfera del loro salotto.
Sandor ha iniziato presto con il suo racconto: “Avete davanti a voi una persona che proviene dall’Oriente“.
Ci ha spiegato che, nel brano “rapsodia ungherese”, ha fuso sedici pezzi tradizionali dalla musica popolare del suo paese d’origine. Lo aveva proposto per la prima volta in Spagna, paese che è patria della chitarra, ed è riuscito comunque a superare l’imbarazzo del senso di confronto con gli altri chitarristi spagnoli in rassegna. Perchè “La musica non è competizione. La musica è voce dell’anima“.

Tag:

Commenti

L’immaginazione non è una cosa che sta ferma. E’ una cosa che si muove…

Uno dei brani più originali del nuovo album dei Deja, Laila, è “Lenzuolata”.
Nel mio immaginario, la storia in cui le lenzuola pendolano al vento viene arricchita da passi di ballerine che danzano sul filo come funamboli.
Questo nel testo originale non c’è. Ma è ovvio che una creazione, una volta data al mondo, poi può camminare ancora ed arricchirsi!

Comunque qualcosa succederà davvero. Ci saranno ancora nuove storie collegate a questa canzone.
In questi giorni Andrea e Serena hanno un progetto per cui stanno facendo una raccolta di lenzuola.
Chissà a cosa serviranno?
Noi gliene abbiamo già portato uno qualche settimana fa… era il primo!
L’unica cosa che si può dire è che in questo momento ne mancano ancora cinque (ma come mai, serve un numero preciso di lenzuola?)
Matrimoniali o singole, non ha importanza, però devono essere bianche, oppure molto chiare.
Questo sabato andremo a casa dei nostri amici, e se qualcuno vorrà prestare delle lenzuola (che poi verranno restituite così come stanno), noi gliele potremo portare…

foglie nel vento lavori in corso

Tag:

Commenti

Dado intervista Toni Bruna

Splendido lo spirito di questo cantautore.
A questo link il resto dell’articolo che Dado ha pubblicato su bora.la

Tag:,

Commenti

Deja – Di te dei no non so

Tag:,

Commenti

Deja – Tu sei qui

Tag:,

Commenti

Viaggiare con la mente

Sabato scorso, come se i giri precedenti non fossero bastati, ho passato la giornata a Bologna.
Ero all’assemblea annuale della realtà per cui faccio volontariato.
Sveglia alle cinque, ritorno alle nove e mezza di sera, sprofondamento per oltre sette ore nelle poltrone del treno col librone, e al mio rientro a casa: tuffo sul letto come un sacco di patate!
Ronf.

Ora il prossimo volo in vista è appena tra un tre settimane.
Dovrei riuscire a star tranquilla per un po’.

Eppure immagino.
Un nuovo tour.
Un altro concerto…

Quando viene il prossimo viaggio nel mondo dell’arte?

Tag:,

Commenti

Una giornata da supporter… in Ungheria – parte 3

Sono nell’auditorium di Érsekvadkert in Ungheria, è passata qualche ora dall’inizio del soundcheck, quando, ad un certo punto, gli artisti spariscono tutti dietro le quinte.
“Sta per arrivare il pubblico”, vengo avvisata.
Che strano, io su quelle sedie della platea avevo fatto mio un posto in prima fila già da molto tempo prima degli altri.

Sandor esce per primo, e lo spettacolo comincia.
Si vede che questo è il suo territorio, perchè le sue lunghe spiegazioni in ungherese vengono apprezzate dal pubblico che evidentemente non disdegna di parlar di musica.
L’esibizione di Sandor, che si conclude con un affascinante pezzo tibetano, viene seguita da quella di Roland, suo allievo, e nel passarsi il testimone eseguono un brano assieme.
E’ insolita per me una rassegna in cui si susseguono quattro musicisti dediti tutti alla chitarra acustica contemporanea. Solo i Deja, che chiudono il concerto, aggiungono la voce, che è quella di Serena. “Voce arabeggiante“, le dice Nikolai, che li precede come penultimo sul palco, con una esibizione che contiene delle cantilene bulgare, insieme ai ritmi variati con improvvisazione.
Nikolai viene applaudito con molto entusiasmo, e così l’atmosfera è diventata calda al punto giusto.
Quando arriva il turno dei miei amici, con i loro pezzi solari si crea continuità al clima avvolgente portato dalla musica precedente.

Sandor e Roland Nikolai, Bulgaria l'ingresso dei Dèja l'esibizione dei Deja

Andrea e Serena aprono l’esibizione con un brano tipico del loro lavoro: “Credo alle favole“. La loop-station di Serena le permette di sovraincidere la propria voce dal vivo, costruendo polifonie vocali che riecheggiano su quattro tracce sovrappposte.
Adoro vedere come Andrea trasporta il suono sulle corde in “Tu sei qui“. Gliel’ho visto fare molte volte, ormai, ed è sempre, in qualche modo, diverso.
Durante l’esecuzione, sono colta dalla sorpresa di vedere che sulla scena c’è anche un pezzo di me. Sullo sfondo vengono proiettate immagini tratte dai cd, e riconosco il segno della mia matita, sulla proiezione di frammenti della copertina di “Laila“.
Ad un certo punto, si crea una visione sorprendente: tra i video sovrapposti sullo schermo, compare il viso di Serena che sta cantando, ripreso dalle telecamere di scena, affiancato al volto della bambina disegnata per il cd, quasi a sovrapporsi in una similitudine evidente. Nessuno in sala, in quel momento, lo sa. Ma la bambina disegnata sulla copertina è veramente Serena, ritratta da una foto recuperata da vecchi album di quando era piccola, con le foglie in mano, mentre viveva nella Russia asiatica.
Quel frammento di storia riemerso da una vecchia stampa sbiadita si è per un attimo intrufolato tra le immagini della cantante di oggi, che calca un palcoscenico dell’Europa dell’est.

decimo festival internazionale di chitarra acustica Andrea, Serena di oggi, e Serena a otto anni

Alla fine, l’ultima canzone è un tripudio di chitarre.
Tutti i musicisti sono tornati fuori assieme, e arrangiano “Norwegian Wood“, improvvisando giri tra corde e voce.
Si vede che questi giorni di tour sono serviti a creare un’intesa tra gli artisti.
Il pubblico ungherese applaude, con un ritmo delle mani che diventa cadenzato e crescente: tutti all’unisono, creano un passo battuto a più riprese per trasmettere agli autori l’energia restituita dalla platea.
Non posso capire quello che viene detto tra i saluti finali nella loro lingua, ma certo la musica è stata compresa in modo universale.

manifesti del concerto tutti sul palco per il pezzo di chiusura

Tag:, ,

Commenti

Una giornata da supporter… in Ungheria – parte 2

La mia tappa in Ungheria comincia mantenendosi in movimento.
Subito dopo il mio arrivo a Vác, ho appena il tempo di lasciare la valigia in camera di Serena, che si riparte.
Il camioncino che deve portare gli artisti e i loro strumenti è già pronto per andare a Érsekvadkert, la località dove si tiene il concerto, e da oltre il finestrino vedo una faccia che mi riconosce come nuova del gruppo, e mi saluta: “Paola!“. E’ Sandor, che ha sentito parlare del mio arrivo dall’Italia, e che ha dato la disponibilità a prenotarmi un posto nella stessa pensione dove pernottano gli artisti, e a darmi un passaggio nel camioncino con loro.

Faccio dunque conoscenza con Sandor, Nikolai, Roland, Laura e Barnabas.
Attraversiamo per un’oretta campi e boschi interamente verdi: è strano, per essere a non molta distanza dalla capitale, le zone fuori città non hanno nessuna casa che interrompe la continuità del colore sulle colline.

Nikolai e Roland in partenza l'auditorium durante le prove
chiesetta di paese disegni dei bambini delle scuole corridoi dell'auditorium Andrea
Serena e Andrea Serena e Andrea le chitarre sul palco Roland che prova
Andrea e Nikolai Sandor alla prova del suono fiori di campo festival di chitarra acustica

Ci fermiamo finalmente all’ingresso dell’auditorium, dove è appeso lo striscione che presenta il Festival Internazionale di Chitarra Acustica.
E qui, i tempi si dilatano improvvisamente. Posso smettere di muovermi da un luogo all’altro, per fermarmi tutto d’un colpo ad aspettare.
Mancano ore all’inizio dell’evento, e tutti i musicisti diventano impegnati nelle loro consuete manovre di prova e preparazione; io invece mi siedo in una platea temporaneamente vuota, e ascolto.
Il soundcheck viene bene per tutti al primo colpo, mi dice Serena. L’organizzazione tecnica è tutta ad un livello molto alto.
E’ una bella occasione da vedere: i miei amici si sentono più del solito a loro agio, gli altri artisti si trovano in sintonia con loro.
Non conosco la musica degli altri chitarristi, e le loro prove del suono mi mettono curiosità.
Però poi mi sgranchisco un po’: esploro i ballatoi e la cucina, esco a curiosare vicino alla chiesa e tra i fiori di campo, noto il manifesto affisso là vicino che pubblicizza i loro nomi. Italia, Bulgaria, Ungheria: diverse nazionalità saranno presenti sul palco.

Nelle pause, Andrea mi spiega che Sandor è l’organizzatore della rassegna di eventi. Oltre ad essere un chitarrista acustico sperimentale lui stesso, porta altri autori internazionali a questo pubblico, che ormai lo conosce bene, e da dieci anni torna fedele in queste sale, quando passa il festival delle chitarre.
Si vede che Sandor vuol far sentire a proprio agio gli ospiti che ha radunato. Quando si rivolge a me, mi anticipa che dopo l’evento ci sarà una festa, con cena direttamente offerta sul posto. Per rispondere alle necessità dei miei amici ha fatto preparare anche un menu vegetariano, a cui mi accoderò volentieri anche io.

Per i Deja, questa è una esperienza che fa ricaricare le batterie. Per incontrare gruppi di persone che lavorano bene, in un settore musicale che ha delle specificità, con delle professionalità di eccellenza ma anche con delle qualità umane che lasciano spazio all’empatia e ai rapporti improntati a correttezza e scambio di ispirazione, bisogna talvolta fare molti chilometri. Esserci, è una opportunità.

Tag:,

Comments (2)

Lo volevo fare, lo volevo fare… l’ho fatto!

Lunedì, stanca della giornata pesante da cui volevo andare via, mi sono detta: vado in stazione.
E poco dopo ho mandato a Serena questo un messaggio:
“non ci crederai, ho davvero appena preso il biglietto del treno per Budapest… ci vediamo al vostro concerto in Ungheria!”

Deja Eastern Europe Tour dates:
13/05 – Vác (Hungary)
14/05 – Győr (Hungary)
15/05 – Érsekvadkert (Hungary)
17/05 – Szatmárnémeti (Romania)
19/05 – Prága (Czech Republic)

Tag:,

Comments (2)

Deja – Credo alle Favole

Tag:,

Commenti