Archive for foto e arte

Il sole sulla Strada Stefania

E’ impossibile rendere in fotografia le tre dimensioni di un bosco.
I passaggi nei tunnel frondosi di alberi che si curvano su di te.
I guizzi dei raggi di luce tra i rami, che come scintille colpiscono l’occhio.
I cambi di colore continui, da caldo a freddo nell’ombra.
E il senso di fare un viaggio attraverso uno spazio, stretto e largo senza contraddizione.

un contrasto un po' di asparagine tra le foglie anche i rami sono belli, non solo le foglie diversi tipi di oro
foglie di quercia sospese sommaco ed erba texture non solo di spine a fuoco e no
sotto di questi, c'è chi arrampica traguardando il sentiero vista dal costone una via di cuscini rossi mi attende

Tag:

Commenti

Invito all’evento: mostra collettiva, e non solo…

Questo venerdì si terrà l’evento, tutto a cura di autrici e artiste donne, “Immagini, pensieri poetici e filosofici – Poetične in Filozofske misli ter slike“.

Introduzione di Ester Pacor, Performance di Mirta Čok e Nicolò con la sua band,
interpretazione filosofica di Maria Cristina Milič.
Nello spazio espositivo verrà presentata la mostra collettiva: “Arte del fare” in Carso e Città. Tra le molte autrici, parteciperò anche io con dei disegni.

Venerdì 11 novembre alle ore 17.30, nella “Casa di Ljenčka” – a Trebiciano, Trieste – Oggi Museo Etnografico.
Siete tutti invitati!
immagini, pensieri poetici e filosofici

Tag:

Commenti

Pennelli in mano

Questa domenica, col sole fuori, l’idea migliore poteva sembrare fare un bel giro al sole.
E invece la tavola sgombra inondata di luce e la giornata completamente libera, erano proprio adatte per ritornare ad una vecchia passione.
Ho guardato l’ultima data annotata sui colori per stoffa… troppo tempo che non ne compravo di nuovi.

Ricominciare a dipingere dopo tanto tempo dedicato al disegno, sulle prime è come guidare col freno a mano. L’impasto denso scorre piano sul cotone, non è come la grafite che corre alla velocità della mente.
Però dopo un po’ le tecniche si mescolano. Come i colori sulla tavolozza.
E alla fine intingo veloce la punta nel verde, nel giallo, nel viola…
Riecco il metodo: tutti i colori dappertutto.

prova colore primo abbozzo metà dell'opera incrocio tra temi

Tag:

Commenti

Quando facevo queste cose, ero un’altra persona?

colori marmorizzati colori marmorizzati
colori marmorizzati colori marmorizzati

Commenti

Psichedelia…

psichedeliaaaa bollle
fractal glass

Commenti

Lo stato dell’arte in FVG

Ieri siamo andati a vedere l’inaugurazione del neo restaurato Magazzino 26 in Porto Vecchio, dove sono state esposte le opere regionali della “biennale diffusa” insieme a quelle di artisti centroeuropei, di fotografi e di studenti degli istituti d’arte che hanno omaggiato il centocinquantenario dell’Unità d’Italia.

Abbiamo trovato molti nomi dei nostri tempi, dagli artisti contemporanei Under30 che avevo già incontrato a Buttrio, agli autori che frequentano abitualmente le sale espositive triestine (Comunale, Rettori Tribbio, qualcosina anche della Lipanjepuntin); dai fotografi popolari (Franco Pace, Marino Sterle) alle installazioni-idea del Museo della Bora. Da una imponente Centauromachia disegnata con la sanguigna da Rossana Longo, a un fotografico mare impetuso, enorme lavoro a matita di Serse rientrato da Pechino.

L’operazione, secondo me, ha riunito uno strano mix di lavori accessibili e ricercati.
Non abbiamo certo visto creazioni coraggiose ed estreme come quelle che si espongono all’Arsenale di Venezia (anche se il Magazzino 26 fresco di rinnovo faceva l’occhiolino a quel tipo di spazi espositivi), però Dado ha potuto dire: “Finalmente si respira un po’ d’aria nuova“.

i visitatori tra le opere Centauromachia di Rossana Longo opere degli studenti del Nordio folla al Magazzino 26
eruzione di numeri le vele di Franco Pace grafica in stile orientale effetto Tindall
tacchi alti per l'inaugurazione tramonto estivo cielo del tramonto estivo Davidaola self shot

Tag:

Comments (2)

Il blu di Giotto

Come da programma, tra ieri e oggi ho visto quasi tutte le mostre fotografiche della rassegna PadovaAprileFotografia. Certe non mi hanno convinta. Terribile, la esposizione nei sotterranei di galleria Cavour. Con la musichina di sottofondo (colonne sonore di film iper commerciali) e il commento di Sgarbi che non c’entrava niente.
Fuori dal gruppo, mi sono piaciute le opere di Francesca Della Toffola e di Luca Norbiato. Immagini nuove, fresche, stimolanti.
Molte esposizioni erano sistemate nelle sale laterali di locali adibiti ad altri usi, ad esempio librerie. Sì, diverse librerie di Padova hanno l’abitudine di ospitare eventi culturali: oltre alle foto di questi giorni, ho visto che promuovevano un calendario di eventi piuttosto ricco. Voglia di discutere, insomma.
La libreria Pangea, e già il nome lo dice, mi è apparsa il paradiso degli esploratori che amano girare con la mappa in mano. Per l’occasione, me ne sono comprata una nuova anche io. “Dolomiti di sinistra Piave”, carta Tabacco numero 21. Da usare già domani.

mostra alla galleria Sottopasso della Stua la mela tra le foglie le tribù della Nuova Guinea sottopasso del centro
archi in via Rogati ombre in via Rogati via Rogati sotto gli archi

E poi, prima di sera, avevo ancora un po’ di tempo. Non ce l’avevo in programma, eppure dovevo, mi era stato detto, dovevo passare alla Cappella degli Scrovegni.

L’ingresso è tutto un rito di passaggio.
Si attende, venti alla volta, nella sala climatizzata che proietta alcuni video. Si pregustano le storie degli affreschi, che ne anticipano i dettagli.
E poi tutti in fila, si varca la soglia, e si entra con un tuffo nell’ambiente raffreddato.
E ci si immerge nelle pareti dipinte. Sono molto vicine, sembra che si possano toccare. Quasi solo pittura, pochi fori, pochissime statue. I volti espressivi di profilo, gli animali docili a gruppi. Immagino l’esperienza di chi entrava nel Trecento, e restava ispirato.
Uno scrigno dal soffitto blu.
Certo, non è un luogo come gli altri. Finora non avevo mai visto un posto così.

quattro fori il Torresino il Torresino - dettagli il Torresino - dettagli
scatti di Luca Norbiato giallo alle finestre i canali di Padova Biglietto d'ingresso

Commenti

In viaggio per Padova

Oggi coi miei soliti tentativi di prendere il treno al volo ho tirato troppo la corda. So esattamente quanti minuti ci vogliono per arrivare alla stazione, fare il biglietto, timbrarlo, percorrere la pensilina… So quant’è il tempo minimo se non c’è fila alla macchinetta dei biglietti, e tengo presente la possibilità che il treno in realtà parta due-tre minuti dopo l’ora indicata.
Oggi infatti avevo fatto tutti i conti alla perfezione. C’era una variante rispetto alle solite operazioni: la bici era ancora in casa vecchia, per qualche motivo non l’ho ancora traslocata, mi sembra che stia meglio là, meglio che giù-giù per le scale della nuova cantina.
Sono andata a prendere la bici con le borse di tela un po’ troppo piene di vestiti: mah, per pochi giorni da passar fuori, non ho voluto organizzarmi per lavare i ricambi incontro, ho preferito aggiungere qualche cambio in più. Una volta arrivata in casa vecchia e alla bici, le manovre erano contingentate: riempire la borraccia d’acqua, attaccare le borse da bici laterali al portapacchi, e… Nooo! La borsa da bici piccola non è rimasta in casa vecchia… è stata già trasolcata in casa nuova! Un po’ di roba di qua, un po’ di roba di là, in questo periodo… E così sono dovuta tornare indietro a prenderla!
Mi dicevo: ah, questo imprevisto non ci voleva, questi cinque minuti in più mi faranno sforare, stavolta è la vera volta che perdo il treno. Provo lo stesso, mi sembra già inutile ma provo lo stesso.
Recupero ‘sta borsa piccola che mancava.
Arrivo in stazione.
Intravedo fila alle macchinette dei biglietti… ma ci sono delle macchinette nuove, una libera la trovo.
Bene. Un biglietto per Padova. Un supplemento bici.
Mentre batto velocemente i tasti, sono rimasti impostati due biglietti bici. Fa niente, vado avanti coi pulsanti, ne prendo lo stesso due, ho ancora due minuti alla partenza. Alzo gli occhi al tabellone. Binario cinque. Partenza alle 12.44.
Corro al binario.
Vedo una macchinetta per timbrare i biglietti… sto ancora correndo, la supero; mi fermo alla prossima.
Timbriamo sti biglietti. Nooo! Macchinetta fuori servizio!
Altra macchinetta. C’è una signora… chiedo di passare avanti. Il biglietto non entra. Nooo! Ormai lo dico a voce alta: “Sto per perdere il treno!”
Entra, biglietto, entra! Bah, entra solo dopo che l’ho girato. Con la coda dell’occhio vedo che il treno è ancora lì, ma sulla macchinetta ho letto l’ora: 12.47. Ormai anche l’ultimo margine sta scivolando via.
Arrivo al treno.
Sento un fischio.
La porta si chiude davanti a me.
Un controllore mi guarda da dietro la porta, ma scuote la testa.
Afferro la maniglia della porta appena chiusa, ma non si apre, il treno comincia a muoversi… Ciao ciao treno, ciao ciao controllore che ormai non puoi più fare più niente per me, eh lo so me lo avevi fatto capire!
Mi giro sconsolata, due persone persone dietro di me fanno una faccia triste.
In fondo lo sapevo, i miei calcoli sulla corda tirata erano giusti: questa era proprio la volta buona che succedeva.
Eh bon ah, giro la bici, torno a casa, tanto lo so, il treno successivo è esattamente un’ora dopo. Poco male, la vacanza è iniziata lo stesso.

Follow the Women Foto di donne in Medio Oriente i portici di Padova piazza delle Erbe
le crepe, la pelle mostra di PadovaFotografia pizza da rossopomodoro PadovaFotografia - la mappa

Commenti

Curriculum artistico

Ieri sera Dado mi ha aiutato a preparare il materiale di presentazione della mostra di sabato.
Delle altre mostre degli anni recenti sono state salvate recensioni anche su questo blog. Ecco una raccolta.

Personali
2010 DISEGNIIsola della Cona
2008 SGUARDI DA QUA – Fotografia – con Emilio Rigatti. Atelier della Casa – Trieste
2006 FLOREAL – Fotografia – Atelier della Casa – Trieste
2005 NUTRIZIONE COSCIENTE – Illustrazioni del libro omonimo di Nevio Sgherla – Trieste
2000 FRUTTA FIORI E VECCHI MERLETTI – Fotografia – APT – Trieste

Collettive
2008 sho-TS – Fotografia – Casa della Musica – Trieste
2001 Concorso fotografico “TRIESTE NEL BLU” – Trieste
2000 ex-tempore “TRIESTE IN PALIO” – Piazza Hortis – Trieste
2000 Concorso fotografico “TRIESTE NEL BLU” – Trieste
2000 GLI AMMUTINATI – Fotografia – Teatro Miela – Trieste
1998 TROFEO ART GALLERY 2 – APT Sistiana – Riconoscimento nella sezione ‘grafica’.
1998 Concorso fotografico “TRIESTE NEL BLU” – Trieste
1997 Concorso fotografico “CANI, GATTI & COMPANY” – Circolo Fotografico Triestino

Divulgazione scientifica - Progetto NANOMONDI – Scienza e Arte
2005 OLTRE LE FRONTIERE DEL VISIBILE – Pordenone
2005 OLTRE LE FRONTIERE DEL VISIBILE – FESTIVAL DELLA SCIENZA – Genova
2004 FESTIVAL DELLA SCIENZA – Genova
2003 FESTIVAL DELLA SCIENZA – Genova
2003 EURONANOFORUM (Congresso internazionale sulle nanotecnologie) – Trieste
2002 INFM meeting (Congresso Nazionale di Fisica della Materia) – Bari
2001 3000 – Il Giulia – Trieste
2001 3000 – Università di Trieste – Trieste

Libri illustrati
2009 MINIMA NATATORIA (opera di papà, già citato su questo blog)
2008 STORIA DI LILLA E ALTRI ANIMALI (come sopra, illustrato con disegni)
2006 ALIMENTAZIONE NATURALE TRA SOGNO E REALTA’ di Nevio e Franca Sgherla,
2005 NUTRIZIONE COSCIENTE di Nevio Sgherla, Settimocielo Edizioni

Commenti

Interlocutori dell’imperfetto: otto giovani artisti espongono a Buttrio

Il seguente articolo è stato pubblicato anche su bora.la

Claudia Cavallaro - Filamenti di Zooplancton Piedoni titoli Pallamirror Claudia Cavallaro - Biostrutture

*****************************************************
Ho notato il volantino della mostra Interlocutori dell’imperfetto tra i cataloghi della galleria LipanjePuntin.
L’occasione di visitare un sito per me nuovo, dedicato all’arte contemporanea, mi pareva golosa: quindi ho preso il treno per Buttrio, e sono andata a vedere di cosa si trattava.

Arrivo, esco dalla stazione, e trovo tra i primi cartelli quelli per la Villa di Toppo Florio, che ospita le iniziative del progetto SPAC FVG, Spazi Pubblici Arte Contemporanea.
Supero il cancello.
Inizio il giro.

Noto subito le opere di Claudia Cavallaro: colore, filamenti, biostrutture. Il suo lavoro è ispirato ai testi di divulgazione scientifica. Secondo le parole dell’artista, vengono ricreati dei “sistemi emergenti, che sono delle società costituite da molteplici individui (possono essere termiti, tartarughe, neuroni) che riescono ad autoregolamentarsi in assenza di leader. In questo caso, non sono tanto gli individui di una società, ma il tipo di organizzazione che li lega”, ad essere oggetto di studio e rappresentazione immaginifica.
Questo tema mi sembra presente in diversi punti della mostra. Ritrovo le forme elementari della natura anche nelle sculture di Ilaria Bortolussi. Facendo uso di tecniche diverse, è evidente che la scultrice si interessa non di elementi singoli, ma della loro interdipendenza. Forme, masse e contorni sono in relazione e dialogano tra loro, anche con i vuoti, anche con gli elementi più distanti.

Scendo al sotterraneo. Vedo sulla targhetta il nome di Serse. Basta questa indicazione, a farmi venire in mente lo stile astratto, e la tipica forma a coppia di cerchi, simbolo del lavoro dell’autore triestino. Che strano, non avevo mai visto una sua personale prima d’ora. Eppure, quando mi soffermo sui disegni fotografici a tutta grafite, li riconosco. Evidentemente, la comunicazione del suo segno è riuscita a passare anche in una memoria disattenta; è chiaro, il suo lavoro è indubbiamente tipico.

Cambio stanza. Lo spazio espositivo è piuttosto ampio.
Vengo colpita dai coni di sabbia di Carlo Bach. Un altro collaboratore degli spazi triestini: nel suo curriculum trovo lo spazio Juliet, la Illycaffè. La installazione delle sue opere effimere è fotografata, nei suoi passaggi, nel catalogo della mostra. Mi metto a curiosare sotto l’armadio, oggetto esposto. La sabbia accumulata al di sotto è parzialmente metallica, venata di lucido. Scopro solo nelle immagini del catalogo che, dentro l’armadio, di sabbia dovrebbe essercene ancora. Potrebbe uscire dalla serratura col tempo, potrebbe trasformare l’opera ancora.

Salgo al primo piano.
Trovo la serie di Michele Spanghero: “Exhibition Rooms”. Sono grandi foto, mostrano ritagli e porzioni di muro. Rivelano inaspettatamente crepe, irregolarità e variazioni nei bianchi. Sono gli angoli dei musei a cui non siamo soliti prestare attenzione. Parlano di movimenti delle stanze, mostrano lo spigolo imperfetto. Mi sembra questa una delle più centrate intuizioni della rassegna.

In diversi punti, tornano i lavori di Cristina Treppo. Mi sembra ossessiva, un po’ cupa, colpisce il naso col profumo della cera (fatta colare sugli oggetti). La sua opera è appesantita, finchè l’artista non cambia tono, e scompone con un soffio leggero i suoi frammenti. Come quando accende un ventilatore in una stanza piena di fogli. Come quando il vento entra da una finestra. Tutto si scombina, vola. Nella installazione “Archivio di realtà”, finalmente è alleggerito il peso dei sedimenti del tempo, quello con cui l’autrice aveva impolverato i suoi altri lavori.

La mostra è stata dedicata a otto artisti giovani operanti nella nostra regione, e ha dialogato con altri autori meno giovani. Hanno partecipato anche Matteo Attruia, Beppino De Cesco, Stefano Graziani e Alessandro Ruzzier.
La rassegna delle iniziative correlate è più fitta di quello che pensavo. Lo SPAC FVG organizza anche incontri tra gli artisti e il pubblico. La custode mi avvisa che il sito web sarà presto aggiornato con nuovi eventi.
Ci sono buoni spunti, che stimolano la mente. Varrà la pena di tener d’occhio ancora questo luogo del contemporaneo.

Serse - Fotographite SPAC - spazio per l'arte contemporanea
Spazio espositivo - Beppino de Cesco e il fotografo Claudia Cavallaro - Biostrutture Michele Spanghero - Ergo1 Cristina Treppo - Archivio di realtà
Claudia Cavallaro - biosistema alfa Michele Spanghero - Exhibition Rooms (Roma) Ilaria Bortolussi - Famiglia Ilaria Bortolussi - serie cotto (pouf Beba, poltrona Maba, tavolo Abo)
Ilaria Bortolussi - Ceramica e graniglia Claudia Cavallaro - Filamenti di Zooplancton

Tag:,

Commenti