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Se non ora, quando? Piazza Unità piena per la dignità delle donne
Il seguente articolo è stato pubblicato su bora.la
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La manifestazione “Se non ora, quando?”, svoltasi domenica 13 febbraio in centinaia di città italiane, è nata sul web.
Il sito senonoraquando13febbraio2011 ne elenca motivazioni e simboli.
Trieste ha risposto con una piazza Unità d’Italia insolitamente piena, e il fatto che la manifestazione sia stata prevalentemente spontanea è stato visibile dalle caratteristiche del corteo.
Diverse associazioni femminili hanno preso parte al corteo, ma alcune ne hanno anche preso le distanze; e per la maggior parte dei partecipanti si sono visti singoli cittadini; soprattutto donne, ma anche i loro compagni e mariti, le famiglie, i bimbi.
Tra le assenze, quella dell’UDI, che a livello nazionale ha preso la seguente posizione: “A titolo personale, ognuna è libera di partecipare; è opportuno però ribadire che l’UDI non può essere chiamata a schierarsi, a portare donne a una manifestazione che non rientra nella sua politica. Noi non abbiamo mai sottovalutato l’importanza di esporci nelle piazze, nelle quali ci siamo misurate in diverse situazioni: raccolta firme, Staffetta, in ultimo, il contrasto agli stereotipi con la Campagna Immagini Amiche. Ma non possiamo rinunciare alla nostra identità per rappresentare un confuso genere femminile, indignato e anonimo. La manifestazione in questione è infatti promossa in varie città come una manifestazione di donne non meglio definita.”
Tra le presenze, con i propri simboli e striscioni, quella delle realtà consolidate della Casa internazionale delle donne, e del Coordinamento donne Trieste. Seguite da molte persone che avevano creato il proprio cartellone colorato, il proprio messaggio personale. Il tricolore fatto di mutande, l’invito a spegnere la tv, la mimosa in mano.
Il vademecum della mobilitazione è stato nel complesso rispettato: non ci sono stati simboli politici o sindacali, a parte qualche adesivo o spilletta per la coda dell’occhio. Non era previsto alcun segno di riconoscimento (oggetti, fiocchi, sciarpe, colori..) oltre al logo della manifestazione creato da Maddalena Fragnito. Per cui gli ombrelli alti aperti, le sciarpe collegate a far striscione, sono risultate sì, prevalentemente rosa, rosse, bianche, nere… ma comunque casuali.
Alla testa del corteo, con in mano lo slogan principale, “Se non ora quando“, si sono presentate la Presidente della Provincia Maria Teresa Bassa Poropat, la parlamentare Tamara Blazina, insieme a donne notoriamente attive nella città. E molte giovani, giovanissime.
Il fatto che la manifestazione sia stata prevalentemente spontanea, effettivamente chiamata dal pensiero serpeggiante del web più che da strutture centralizzate, è risultato visibile dall’andamento che il movimento di piazza ha avuto nel corso della mattinata.
Dopo l’appuntamento delle ore 11 nel cuore della Piazza Unità d’Italia, che ha potuto sorprendere i visitatori della domenica con la presenza di migliaia di persone accalcate in una piazza praticamente piena, si è coagulato un primo corteo, che si è incamminato verso il Canale, intasando via Cassa di Risparmio, e poi bloccando per breve tempo il traffico delle Rive, giusto il tempo dell’attraversamento fino allo spazio pedonale. Un secondo corteo, più lento e che quindi si è ritrovato sganciato, ha compiuto un percorso più breve, megafono alla mano, fino a Piazza della Borsa, per poi rientrare e ritrovarsi con l’altro segmento in Piazza Unità.
Comunque, i temi resi visibili dall’iniziativa sono risulati prevalentemente due: il “Berlusconi dimettiti” (declinato in molti modi, per lo più ironici, tipo: “zio Mubarak si è dimesso, papi Berlusconi fai lo stesso“) e quello della dignità delle donne calpestata dall’immagine corrente. “La dignità delle donne è la dignità dell’Italia“, “Donne sull’orlo di un crisi di disgusto“, “Donne non in vendita“, con in mano il saggio di Lorella Zanardo, “Il corpo delle donne“.
Questa, in sintesi, l’immagine che la piazza Triestina ha esposto, con una partecipazione prevalentemente allegra, pacifica, bambine al seguito (“Anche lei c’è stata, alla sua prima manifestazione!“, ha detto la mamma di una bambina di un anno).
Sicuramente, una partecipazione numerosa. Secondo il servizio d’ordine, che ha scortato il tratto nel traffico con le auto della polizia, l’argomento ha portato in piazza più persone del solito.
Per quanto generico il messaggio di partenza, che verrà poi declinato da interpretatori dei media anche nazionali in molti modi (non necessariamente corrispondenti al pensiero di chi ci è stato), l’opinione di chi scrive è che la risposta triestina all’idea di lancio è stata rappresentata dal seguente simbolo.
In uno dei cuori pulsanti dell’evento, alla testa del rumoroso gruppo di percussioni della sezione femminile della Banda Berimbau, le BerimBabe, non c’era il solito fischietto del vispo capobanda di sempre, ma una ragazza, schemi del ritmo nella mano alzata. “Ora suoniamo il tre; ora il quattro…“, incitava, facendo segnare il passo a tutto il seguito. Una donna si è sostituita al leader che siamo abituati a vedere da sempre: ci ha messo la propria faccia, alla guida.
C’è anche Davidaola su Monon Behavior 3
Sabato scorso siamo stati ad una conferenza sull’etologia e l’antropologia dei tipi triestini, quelli che manifestano comportamenti degni di un accurato studio sciementifico.
Che serata! Abbiamo avuto la fortuna di ascoltare l’intervista ad uno dei massimi esperti mondiali sull’argomento, il chiarissimo dott. prof. Diego Manna, autore del terzo libro sugli endemismi triestini, Monon Behavior 3, ricco di dottissimi articoli sciementifici, appunto!
Le pregevoli fonti dei suoi studi, quest’anno, hanno visto l’ingresso di ricchi contributi bibliografici, tra i quali può essere annoverato anche un neologismo coniato da noi. In questo modo, il Davidaola team ha portato il suo umile contribuito a questa innovativa opera della scienza… che onore!!! (Citazione a pagina 94-95)
E’ stato come sempre un piacere incontrare dal vivo uno dei nostri autori preferiti, ricevere una dedica personalizzata sul frontespizio fresco di stampa, e conservare memoria dell’evento con una foto scattata insieme all’illustrissimo. Come con le vere star!
Tag:libriMadln af dr Schupf – IL FILM
Eccolo! Il film è on-line! Trentatrè minuti di pura follia.
O forse dovrei dire, questa è la vera visione del mondo.
Una delle mie scene preferite è lo scontro tra Ciuccilla (Rossana Mozzarelli) e l’ultimo zombie (Franzis Pupazzonis). Ma non posso anticipare altro: guardatelo!!
Special thanks to Mikele W. Day Strudel.
Starring:
Aemiglia XXL
Leeny Iurchess
Ada de La Cavelada
Franzis Pupazzonis
Liza Conclelli
Enrius Cheese Petador
David Jacket
Rossana Mozzarelli
W. Day Strudel
Markus Gigas
Joseph Mac Goz
Alexia Coxi
Madln af dr Schupf from Michele Strudel on Vimeo.
Tag:lagolo, Madln af dr Schupf, videoMadln af dr Schupf (Ragazze in baita) – trailerDV
Finalmente è arrivato!
Stiamo parlando del nuovo film della produzione G.T. Movies, girato da Mikele W. Day Strudel, in quel di Lagolo e nei sotterranei della baita, a cui ha preso parte anche il Davidaola team!
Ieri sera si è svolta la prima proiezione dell’opera, con aggiunta di numerosi trailer, back-stage, bloopers e contenuti speciali…
Grazie ad Alessia che ha messo a disposizione copertina e cuscini per tutti! (Noi ci siamo occupati di portare salamella e benessere).
Ecco dunque qua per voi il Lagolo Tapes Trailer realizzato da David Jacket.
Buona visione, e restate sintonizzati perchè presto arriveranno le prossime puntate!!!
Madln af df Schpfn Trailer from davethewave on Vimeo.
Tag:lagolo, Madln af dr Schupf, videoCom’è andata
Questa mattina mi sono svegliata, e prima ancora di aprire gli occhi, ho pensato: “aaah che bello, tra poco ci sarà l’evento Concerto in cucina, letture di cucina, non vedo l’ora di godermelo“.
No no, lo so, si è già svolto lo scorso sabato pomeriggio, ho avuto solo uno spaesamento dello spazio-tempo.
E’ che mi sarei fatta volentieri un bis, tutto daccapo dall’inizio alla fine!
Giusto per darvi un’idea, vi riporto uno scambio di messaggi che si è svolto dopo l’evento:
“Ciao Serena, mia mamma dice che sei una Edith Piaf moderna!”
“Ah ah, ringraziala! Beh, lei ha fatto successo, spero sia di buon auspicio… Noi siamo contenti, è stata una serata di gran gusto!”
Innanzitutto devo ringraziare tutte le persone che hanno contribuito affinchè questo fosse possibile.
Non si direbbe, ma a guardarla dall’interno, una iniziativa così coinvolge un gran numero di persone e per parecchio tempo.
Andrea e Serena, Riccardo e Giulia, Carla e Davide, Rita e Franco, e pure Francesca che ha messo a disposizione la cucina… sono una squadra non da poco. E molti altri hanno contribuito con suggerimenti e agganci. Come Domenico, Julian, Francesca, Alessia, Paolo…
E poi c’è molto da imparare da questi momenti creativi di gruppo.
L’importanza della prova generale.
Il bisogno di feedback.
Di ascoltarci bene.
Di creare l’atmosfera.
Ad un certo punto (stavamo ancora componendo frammenti di prova) è arrivata la nostra ospite a sorpresa. Come un pezzo mancante al mosaico. Che ha ricreato le polarità.
Rido ancora, quando ripenso alla matita che sottolinea i “capelli sintetici bruciati del premier”. Alla potenza di un volo, di un lancio di fiori, poi accarezzati tra le mani raccolte. Alla cena in pizzeria poco dopo, con gli amici che cantano, forse si trasportano ancora. Alle idee per le prossime volte.
Ce n’è molto di più, che per un pomeriggio solo.
p.s. guest star: Giulia Mininel, danza contemporanea. Un mito.
Tag:Carluca, DéjaInvito all’evento dell’anno!!!
Concerto e letture in cucina
Sabato 30 ottobre 2010 il folk acustico dei Deja e brani di Nievo, Benni e Yoshimoto inaugurano il nuovo spazio interno e raccontano la novità “cucine”
Atelier della Casa – via Raffineria 4/c – Trieste
Sabato 30 ottobre 2010 dalle 18
Trieste, 19 ottobre 2010 – Canzoni in cucina, letture di cucina.
L’Atelier della Casa sceglie di presentare così al pubblico triestino, sabato 30 ottobre (dalle 18), i nuovi spazi interni del negozio di via Raffineria e le proposte della nuova stagione. Le note sono quelle dei Deja, duo acustico che presenterà in anteprima pezzi dal nuovo album Laila. I brani sono tratti da autori di ieri di oggi – da Ippolito Nievo a Banana Yoshimoto, passando per Stefano Benni – e hanno in comune uno sguardo personale e fantastico su quello che è il cuore della casa: la cucina.
La vera novità della stagione all’Atelier della Casa infatti è proprio lei, la cucina. Una parola che non indica solo un mobile, ma uno spazio della mente, dell’immaginario, del cuore. Ecco allora apparire, per una sera, una cucina tra le cucine, fatta di parole. E’ la colossale cucina persa tra le rovine del castello di Fratta, ma pulsante di vita nei ricordi d’infanzia di Ippolito Nievo, con la sua “fuliggine secolare” e le tante infernali pentole fumanti. Oppure la cucina che Mikage, protagonista di Kitchen di Banana Yoshimoto, elegge a proprio nido e compagnia, cullata dalla voce amica del frigorifero. O ancora quella stessa cucina che ospitò la spietata vendetta (servita calda!) tra gli chef sopraffini e agguerriti di Stefano Benni. Tre racconti, tre cucine a cui presterà la voce Riccardo Beltrame della Compagnia triestina Teatrobàndus.
E alle letture farà eco la musica tra le alte volte dei locali di via Raffineria. Sabato 30 ottobre infatti sarà di scena anche la voce vibrante di Serena Finatti, accompagnata da Andrea Varnier alla chitarra. Sono i Deja, affiatato duo folk acustico, già vincitore lo scorso anno del premio “Singer-Songwriter” all’Open Strings Festival in Germania forse il più prestigioso fra i festival europei dedicati alla musica acustica. Dopo il successo dell’album Distratti dal Vento, presentato al teatro Miela nel 2007 e poi in tutto il Nord e il Centro Italia in numerosi concerti, i Deja scelgono ora l’Atelier della casa per concedere al pubblico cittadino un’anteprima del nuovo album Laila, di prossima uscita (5 novembre).
Perché i mobili si vendono, sì, ma raccontano anche storie passate o future, proprio come questo spazio, l’Atelier della Casa, un immenso locale dalle alte volte celate dalla splendida facciata liberty di Via Raffineria. Un magazzino dismesso che che poco alla volta la professoressa Maria Rita Angelini ha deciso di far rivivere, nel segno dell’arredamento di qualità. Insieme al nuovo grande spazio risistemato sul retro del negozio, che si riappropria così di ulteriori 250 mq di superficie espositiva che verrà inaugurata.
info per il pubblico
Atelier della Casa
tel. 040/3721560
www.atelierdellacasa.it
contatto per la stampa
Carla Ferro | Press Office
www.cafenews.info
Deja
Serena Finatti – Andrea Varnier
www.distrattidalvento.com
www.myspace.com/conchiglia
Riccardo Beltrame
Associazione teatrale Teatrobàndus
www.teatrobandus.com
Abitare, da donne, la città di Trieste
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Questo giovedì 23 settembre, presso l’Hotel Duchi d’Aosta, si è svolta la conferenza stampa di presentazione del quaderno di testimonianze “Abitare, da donne, la città”.
Si tratta del risultato di un ciclo di incontri svoltisi al Caffè San Marco, e documentati in ventisette riassunti, che intendono lasciare traccia di un pensiero collettivo e di un’Agorà, che continuerà ad essere convocata ogni anno, in primavera, per mettere al centro della discussione le problematiche più urgenti per le donne.
“Un quaderno che rappresenta bellezze, disagi, libertà, idee. Corre ed entra tra ciascuna delle cittadine di questa città”, ci ha detto Ester Pacor al momento dell’introduzione.
Durante la presentazione, le autrici hanno ripercorso i tipici temi caldi delle questioni tra i generi: ripartizione del lavoro, immagine del corpo delle donne nei media oggi, messaggi non neutri trasportati dalla struttura della nostra lingua, esigenza di fare rete.
Ma due temi sono emersi più netti di altri.
Il primo, è stato il dubbio che sul problema della parità uomo donna si siano fatti di recente dei passi indietro. Le posizioni su questo argomento si sono rivelate non univoche.
Le donne com maggiore esperienza ci tenevano a ricordare i passi importanti fatti nel corso degli ultimi decenni, e il senso di “percorso in avanti” guadagnato dai diritti civili e dalla autonomia femminile.
Invece le partecipanti che erano state coinvolte più di recente in problematiche concrete (come la riduzione in pochi anni del numero di donne nelle istituzioni della regione, la più marcata assenza delle stesse nelle rappresentanze locali per l’industria e il privato, o le modifiche in discussione nella legge elettorale che vorrebbero annullare il sistema delle quote ove presente), segnalavano una più forte sofferenza da senso di regressione.
Il secondo argomento, è stato l’invito alla ricontestualizzazione del discorso delle donne, proposto dalla Presidente della Provincia Maria Teresa Bassa Poropat, che ha portato il saluto di chiusura.
La Presidente ha affermato: “Bisogna fare un passo in più rispetto ai temi del femminile già noti e che purtroppo, anche se ancora aperti, faticano ad avere presa. Le donne attive e presenti nei discorsi come quello di oggi, dovrebbero portare le loro esigenze direttamente agli interlocutori istituzionali, ai segretari di partito, e farsi sentire con gli strumenti ufficiali. Prediamo ad esempio i prossimi appuntamenti elettorali. I gruppi di donne e le loro associazioni del territorio dovrebbero riunirsi tra loro, e proporre un programma tecnico di punti specifici da chiedere ai candidati alle elezioni. Trasversalmente, a tutti i colori politici. E, da questi candidati, esigere una proposta concreta e operativa sulle modalità con cui affronterebbero queste esigenze, e far sì che poi diventi un punto del loro programma. E quando dico esigenze tecniche, intendo dire mirate sulle competenze specifiche dei vari enti. Ad esempio: trasporti, raccolta differenziata. Le statistiche sui trasporti, qui, non sono condotte distinguendo utenti maschili e femminili. Gli asili nido sono competenza della Regione. Cultura: qual è lo sbigliettamento collegato al pubblico femminile? Per ciascuno di questi temi, segnalare eventuali dati che esprimono un bilancio di genere.”
Le autrici che, oltre a me, hanno fissato nel “Quaderno” le loro idee del contare e dell’esserci nel futuro di Trieste, sono: Marianna Accerboni, Silvia Altran, Maria Teresa Bassa Poropat, Silva Bon, Luciana Boschin, Antonella Caroli, Lea Castellano, Tiziana Cimolino, Eva Ciuk, Clara Comelli, Luisa Fazzini, Carla Guidoni, Mariastella Malafronte, Monika Milic, Carla Carloni Mocavero, Sabrina Morena, Anna Maria Mozzi, Gabriella Musetti, Daniela Perazzo Mainenti, Annamaria Percavassi, Anna Piccioni, Melita Richter Malabotta, Bruna Tam, Gigetta Tamaro Semerani, Lorena Uxa, Gabriella Vaglieri e Marisa Zoppolato.
Tag:bora.la, gender issuesIniziativa del Forum Donne Trieste
Questo giovedì 23 settembre mattina, alle ore 12 presso l’hotel Duchi d’Aosta in piazza Unità, parteciperò alla presentazione del libro-quaderno di memorie “Abitare, da donne, la città“, alla cui scrittura ho contribuito anche io insieme ad altre rappresentanti della vita triestina.
Venite a vedermi! Vi aspetto!!!





























