Archive for Diego

Diego fa il “tuffo Leuca” in piscina

Diego ha chiesto di andare in piscina

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Le spiegazioni di Diego

Paola: “Dove sono le ciabatte?”

Davide: “Non lo so, non le vedo…”

Diego: “Le ciabatte sono fatte per andare dappertutto!”

una busta da parte di Diego

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Se le foglie non sono verdi

Domenica mattina ho trapuntato a mano libera il mio secondo quilt, tracciando delle foglie d’albero sul mosaico di quadrati verdi.
Il filo verde però l’ho finito troppo presto: ed i negozi erano chiusi, non potevo ricomprarlo.
Allora ho proseguito con azzurro e giallo: va bene lo stesso, no?

è un frutto o un fiore? nuvole cicciotte chiudo gli occhi e le rivedo
ricamo a mano libera prove di trapunto a mano libera foglia-farfalla

Poi siamo andati a pranzo fuori con gli amici dell’asilo di Diego: Alessio, Viola e Alice con la sorellina Camilla.
La temperatura era ideale per giocare all’aperto, i rami ospitavano i primi germogli viola, sul prato spuntavano le margherite.
Sul tappeto elastico del parco giochi, i bimbi saltavano assieme e si rincorrevano in tondo.
La sera prima di dormire, Diego mi ha chiesto: quando arriva la primavera?

il mio secondo quilt

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I nostri hobby secondo Diego

Suonare la chitarra come i Rolling Stones
un disegno musicale

Cucire stoffe colorate
righe e quadri

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Le nostre vacanze secondo Diego

Gita sul fiume:
un disegno estivo

Gita sui monti:
un disegno invernale

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Prati di stoffa

Ieri pomeriggio, di ritorno verso casa col bus, guardo fuori dal finestrino, e con la coda dell’occhio noto il negozio di macchine da cucire.
Decido al volo di scendere alla prima fermata.
Risalgo verso la vetrina illuminata.
Entro e chiedo: “Ci sono notizie sulla spedizione degli accessori che avevo ordinato a dicembre?”
Mi mostrano una scatola appena aperta, e annunciano: “Sono arrivati stamattina”.
“Che telepatia!”, rispondo io.
Giusto bene: avevo in coda tre patchwork già cuciti, che aspettavano di essere trapuntati!

La sera, a casa, monto sulla macchina da cucire il piedino a doppio trasporto.
Diego lo guarda attentamente: “Sembra che saltelli!”, mi dice, mentre trapunto le mie prime righe rosse.
Ha ragione: in inglese, il nome di questo piedino, è walking foot: piede che cammina.

Mi domando perchè il cucito mi crea dipendenza.
So che i lavori artigianali mi rilassano, ma in questo caso non si usano sempre le mani: qui sono i pattini, a trascinare in avanti la stoffa.
Poi mi ricordo che la mente è plastica, e che le macchine che usiamo possono diventare estensioni del nostro corpo.
Improvvisamente, gioco su un prato di tela colorata. Il mio piedino saltella: sto andando avanti “a gamba fasùl”.

inizio a trapuntare un po' di righe dritte terzo quilt quasi completo i riccioli del giorno

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Disegni spaziali

Quando Diego disegna una gita nello spazio, non manca di includere: un razzo, la sonda Cassini, vari pianeti con i loro satelliti (“mamma, come si chiama il pianeta rosso?”), Saturno con i suoi anelli, e gli immancabili crateri della luna.

Ieri sera, al momento di andare a dormire, Diego era in vena di domande sulle stelle, e ci ha portati indietro fino al Big Bang.
Meno male che, mentre io infilavo a Diego il pigiamino, Davide poteva controllare alcune informazioni sullo smarthone!
Infatti Diego ci ha chiesto:

– Quanto tempo ci hanno messo gli astronauti ad arrivare sulla luna
– Come si sono formati gli anelli di Saturno
– Perchè i suoi amici disegnano le stelle con le punte, se sono delle palle di fuoco tonde
– Come hanno fatto gli scienziati a capire com’erano, prima, i pianeti, se ai tempi dei dinosauri le persone non c’erano?

avventure nello spazio

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Per precisione

Diego: “Mamma, quando i pompieri corrono troppo, la polizia li ferma?”
Paola: “Beh, i pompieri possono andare veloci”
Diego: “Però, se c’è il semaforo rosso e i pompieri non hanno le sirene accese, e la polizia accende le sirene, allora gli possono dare la multa”

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Il seguito del sogno

Dopo le macchine da cucire usate, ho sognato macchine da cucire con un apparato di iniezione da sostituire, telefonate di prima mattina col tecnico dell’assistenza, e acquisti di tessuto in negozi a più scomparti.

Nelle ultime visioni notturne, andavo con Diego a comprare stoffe rosse e gialle: volevo sia il rosso bordeaux che il rosso pomodoro, ma stranamente nel sogno ne avevano solo pezzi troppo piccoli, oppure già uniti nei vestiti.

La mattina dopo, ritornata nel mondo reale, ho provato di nuovo a dar seguito alle visioni oniriche.
Con la lista della spesa di colori in mano (che a Davide sembrava una ricetta), sono andata a far scorta di striscie colorate, soprattutto nelle gradazioni del rosso. Nel negozio, tra le tele esposte, Diego ha riconosciuto subito la stoffa che avevo preso l’altra volta per la sua tovaglietta. Ormai è pratico dell’argomento, e me lo dice pure lui: “Mamma, pensi solo a filare!”

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In effetti, nel giro di un paio di pomeriggi, ho unito tutti i colori della scorta.
Ecco fatta la mia prima improvvisazione: il risultato non è ancora un patchwork completo, ma l’esercizio di allegria è iniziato!

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Intervallo

Iniziano le vacanze, e le previsioni del tempo dicono: due giorni di sole, poi pioggia battente.
Prenotiamo al volo: quasi senza accorgerci del cambio di luogo, siamo già sulla neve.
Arriviamo di sera, e il tramonto dietro ai monti si tinge di viola.
Il giorno dopo, la cima del monte Lussari, inondata di sole, é più bella del solito.
La neve sui campi da golf, cristallina, é soffice e funziona bene con lo slittino.
Dado sceglie le discese a “super velocità”. A me basta la “velocità media”. A Diego va ben tutto!

Prima dell’arrivo del maltempo, torniamo a casa.
Durante la strada del ritorno, penso a come superare il problema del cucito a mano libera, che non ho risolto del tutto.
La notte successiva sogno una rassegna di macchine da cucire usate: del tipo di quelle storiche, laccate di nero, non alimentate a corrente. Nel sogno, i piedini delle macchine da cucire assumono forme misteriose, curve come fossero oggetti fluidi di un quadro di Dalì…

La mattina dopo, porto Diego a comprare elastici, spilli e materiali per cucire il copri-mixer in tela cordura per Dado, da realizzare su misura.
E poi mi lascio tentare… vado da Villini… racconto che ho provato a montare gli accessori che ho preso da loro, ma la macchina da cucire che ho, non permette di bloccare i pattini per cucire bene a mano libera. E chiedo, come se fossi ancora immersa nel sogno: “Avete forse macchine da cucire usate, dotate di pulsante blocca-pattini?”

Nel pomeriggio, la pioggia fuori dalla finestra crea l’atmosfera giusta: un intervallo in cui concentrarsi per cucire la copertina per il mixer di Dado.

Intanto, la sensazione di essere in un sogno, continua…

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