Archive for Diego

Diego paroliere

“Mamma, quello che ho io e’ un matitiolo!”, dice Diego mentre metto le matite nel suo pennaiolo…

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Ritorno nel bosco

Domenica mattina, dopo un rapido giro di messaggi e una organizzazione volante, siamo a Trebiciano con gli amici di Diego (Fosca e Fulvio, i genitori, e pure Giulia incontrata per caso), per avviarci ad una passeggiata naturalistica guidata dai Curiosi di natura.
Il camminare sul fondo di terra mi ricorda subito i percorsi fatti, a tratti sulla stessa via, a volte in bici, a volte a piedi, ma molti anni fa. Quasi dieci.

Camminare in comitiva (siamo diverse decine) è diverso che esplorare in solitaria. I miei occhi si dilungano sui passi di Diego; durante le pause ci fermiamo a cercare i fiori che abbiamo appena imparato a riconoscere (grazie alle spiegazioni delle guide naturalistiche); Dado tira fuori la bottiglia gigante di acqua e i bicchieri che ha portato per tutti.

Arriviamo sul ciglio della dolina di Orlek, che ha quasi 100 metri di profondità e 250 di diametro, e in programma abbiamo la camminata fino al fondo, che visto dall’alto sembra lontanissimo.
Diego è impaziente di arrivare alla meta; e dopo sei chilometri di camminata, comincia a correre dicendo “ho ancora un sacco di energia!”
Una curva presso la ferrovia del confine… e piano piano, ci addentriamo nella dolina.
La temperatura si abbassa di sette gradi ogni cento metri di discesa.
Rimettiamo i maglioni.
Teniamo d’occhio l’erba dai lunghi ciuffi che si accumulano tra i sassi bianchi.
Fino a che… a sorpresa… l’erba scompare.
I sassi si ricoprono di muschio.
Foglie larghe tappezzano il sottobosco.
E fiori azzurri, come stelle ondeggianti nella brezza, cominciano ad occhieggiare. Poi, gialli. Poi, viola. Poi, bianchi.
Il corvo gracchia.
E il sole radente illumina questo mistero di cambio della flora, sul fondo di un’area che in tempi remoti era tetto di grotta, prima di cedere per fenomeni di carsismo.

La dolina di Orlek è una piccola meraviglia dichiarata “monumento naturale” dall’IUCN (Unione Internazionale per la Conservazione della Natura).
Solo per pochi giorni, quando gli alberi non hanno ancora messo su le foglie primaverili, la luce arriva sul fondo della dolina, in modo da far spuntare tutta l’energia della fioritura del sottobosco. Fioriscono specie che gradiscono dimora solo in questo punto. E poi spariscono poco dopo, al cambiare delle condizioni.

Quante volte, nelle mie esplorazioni degli anni precedenti, sono andata alla scoperta delle pedalate vicine al sentiero 3, o sul sentiero del capriolo, senza sapere nulla della magia che sbocciava poco più in là, solo una volta all’anno?
Sembra proprio che conoscere i segreti dei fiori non sia una abilità banale.

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Le domande di Diego di prima mattina

“Mamma, i giorni sono tutti attaccati?
Ma non si staccano con la notte?”

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Una musica in testa

Ieri sera Diego ha giocato con noi a fare la banda. Lui, seduto di fronte a noi, contava: “Uno, due, tre e quattro…”, e noi, affiancati, dovevamo partire. Io con i tamburi (mano – pum – pum), Davide con le campane dell’agogo.
Con visetto compiaciuto, Diego chiamava i cambi: un dito indice alzato, due dita, cinque dita… faticavo a stargli dietro, non avevo ancora imparato tutti i passaggi!
Da quando Diego va a scuola di musica con la Banda Berimbau, sta familiarizzando bene con le parti dei vari strumenti, e anche con quella del capobanda.

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Diego fa il “tuffo Leuca” in piscina

Diego ha chiesto di andare in piscina

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Le spiegazioni di Diego

Paola: “Dove sono le ciabatte?”

Davide: “Non lo so, non le vedo…”

Diego: “Le ciabatte sono fatte per andare dappertutto!”

una busta da parte di Diego

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Se le foglie non sono verdi

Domenica mattina ho trapuntato a mano libera il mio secondo quilt, tracciando delle foglie d’albero sul mosaico di quadrati verdi.
Il filo verde però l’ho finito troppo presto: ed i negozi erano chiusi, non potevo ricomprarlo.
Allora ho proseguito con azzurro e giallo: va bene lo stesso, no?

è un frutto o un fiore? nuvole cicciotte chiudo gli occhi e le rivedo
ricamo a mano libera prove di trapunto a mano libera foglia-farfalla

Poi siamo andati a pranzo fuori con gli amici dell’asilo di Diego: Alessio, Viola e Alice con la sorellina Camilla.
La temperatura era ideale per giocare all’aperto, i rami ospitavano i primi germogli viola, sul prato spuntavano le margherite.
Sul tappeto elastico del parco giochi, i bimbi saltavano assieme e si rincorrevano in tondo.
La sera prima di dormire, Diego mi ha chiesto: quando arriva la primavera?

il mio secondo quilt

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I nostri hobby secondo Diego

Suonare la chitarra come i Rolling Stones
un disegno musicale

Cucire stoffe colorate
righe e quadri

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Le nostre vacanze secondo Diego

Gita sul fiume:
un disegno estivo

Gita sui monti:
un disegno invernale

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Prati di stoffa

Ieri pomeriggio, di ritorno verso casa col bus, guardo fuori dal finestrino, e con la coda dell’occhio noto il negozio di macchine da cucire.
Decido al volo di scendere alla prima fermata.
Risalgo verso la vetrina illuminata.
Entro e chiedo: “Ci sono notizie sulla spedizione degli accessori che avevo ordinato a dicembre?”
Mi mostrano una scatola appena aperta, e annunciano: “Sono arrivati stamattina”.
“Che telepatia!”, rispondo io.
Giusto bene: avevo in coda tre patchwork già cuciti, che aspettavano di essere trapuntati!

La sera, a casa, monto sulla macchina da cucire il piedino a doppio trasporto.
Diego lo guarda attentamente: “Sembra che saltelli!”, mi dice, mentre trapunto le mie prime righe rosse.
Ha ragione: in inglese, il nome di questo piedino, è walking foot: piede che cammina.

Mi domando perchè il cucito mi crea dipendenza.
So che i lavori artigianali mi rilassano, ma in questo caso non si usano sempre le mani: qui sono i pattini, a trascinare in avanti la stoffa.
Poi mi ricordo che la mente è plastica, e che le macchine che usiamo possono diventare estensioni del nostro corpo.
Improvvisamente, gioco su un prato di tela colorata. Il mio piedino saltella: sto andando avanti “a gamba fasùl”.

inizio a trapuntare un po' di righe dritte terzo quilt quasi completo i riccioli del giorno

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