Archive for Davide

Freddure del mattino

“Papi, oggi ti chiamerò cemento!”

“Perchè?”

“Perchè hai la maglia grigia, i pantaloni grigi e le calze grigie”

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Con la macchina da cucire sempre in testa

Per il mio secondo lavoro di cucito, Davide mi ha accompagnata alla merceria Servadei, e ha insistito perchè mi dotassi dei giusti accessori di base. E così ho fatto scorta di spolette, aghi di ricambio, fili da imbastitura di colori diversi per le fasi distinte del lavoro, e altri attrezzi vari.

Se la prima volta mi sono buttata senza neanche saper cucire dritto, questa volta ho introdotto un po’ più di metodo, con l’uso del cartamodello (comunque inventato), del gesso da sarta e del punto marca per segnare i contorni, e ho persino abbozzato un piccolo ricamo con la macchina da cucire.
Anche per questo vestito il materiale è tutto recuperato: ho usato un altro pantalone dei tempi pre-maman, e una camicia che non mi stava più ma a cui ero molto affezionata!
Il risultato è una gonna fiorita e leggera, e con questo ritmo di lavoro quasi quotidiano, sto sfornando una nuova creazione ogni due settimane.

Ma la cosa incredibile è che, mentre procedo con un progetto, ne visualizzo molti altri di nuovi, in tutti i passaggi e dettagli. Se volessi dar seguito a tutte le idee taglia e cuci che mi frullano in testa, ne avrei per un anno intero!

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CIMG2733 CIMG2734 CIMG2735 ecco fatta la nuova gonna

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Lavando i capelli a Diego

Diego: “Mi è entrata l’acqua nell’orecchio!”
Davide: “Non ti preoccupare, uscirà dall’altro orecchio, c’è un buco tra un orecchio e l’altro…”
Diego: “Macchè, la testa è piena. Nella mia testa ci sono così tanti pensieri che non riesci nemmeno a contarli!”

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Festa di compleanno con concerto

Auguri Davide e Elisa!

bimbi rock-n-roll! Davide e Stefano
disegno di Alice

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Prendere ispirazione

Per la vacanza del nostro anniversario, siamo andati tutti e tre a Treviso, a Murano (dove Diego ha soffiato il vetro!), a pedalare sul Sile, a Badoere con Carla e sull’Ostiglia, a veder volare i gufi nell’Oasi di Cervara.

Diego ha visitato con noi tutti i padiglioni del lato “Giardini” della mostra di arte contemporanea Biennale a Venezia. Alla fine della esposizione, ha detto: “A me piacciono le mostre, perchè così posso fare delle opere d’arte a casa!

biennale 2017 Diego e Dado alla biennale arte interattiva i burci
ipsta ciclabile sul sile verso Murano itinerario ciclabile Ostiglia pranzo a Badoere
cicogne all'oasi cervara il volo dell'allocco piccolo gufo gufo imperiale

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Letture a sorpresa in gelateria

Oggi Diego ha detto a Davide, guardando i gusti dei gelati: “papà, perchè qui c’è scritto TARTUFO?”

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Gita in bici

Ieri abbiamo fatto buon uso del regalo di Giordano e Luisa, la cicloguida della Parenzana.

La Parenzana nel suo complesso propone un viaggetto in bici su un panoramico lungomare, ma ha certi tratti un po’ trafficati, o su ghiaia, o con salite impegnative.
Allora abbiamo caricato le bici di tutti e tre sull’auto, e siamo andati in Slovenia fino ad un punto intermedo del percorso, quello che parte dall’ingresso del campeggio di Lucija, e da lì abbiamo iniziato a pedalare.
Otto chilometri in tutta sicurezza, daprima nel campeggio, poi lungo le saline, fino al confine con la Croazia.
Diego si è scatenato chiedendoci continuamente di fare gare di velocità in bici… Fino a che è diventato troppo stanco per continuare allo stesso ritmo anche sul ritorno.
Per fortuna papà Davide era attrezzato con il “cammellino”, e ha attaccato Diego alla sua bici, per portarlo al traino fino al punto di partenza.

Per trovare un bel tratto ciclabile facile e interamente sicuro per i bambini piccoli, bisogna spostarsi un po’ da casa. Però abbiamo visto che si possono trovare alcuni segmenti con queste caratteristiche, all’interno degli itinerari turistici rinomati come questo.

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Il ritorno del romanzo

Davide qualche settimana fa mi ha fatto una sorpresa.
Mi ha regalato l’ultimo libro di Jeffery Eugenides.

L’ho appena finito, divorato al volo in lunghe sequenze (fuori la neve del nord, fuori il sole di qui).
Era da prima della nascita di Diego, che non leggevo più romanzi.
Abituata da tempo ai saggi, e con un rapporto diverso nei confronti dell’emotività (Diego ha cambiato il funzionamento del mio cervello), non riuscivo più a fare la sospensione dell’incredulità. Neanche sui brevi racconti. Non mi piacevano.

O forse non trovavo quelli scritti bene.

Jeffrey Eugenides lo avevamo già apprezzato entrambi (Davide, io, e lo abbiamo regalato agli amici) in Middlesex.

Il suo ultimo romanzo, va detto, è molto diverso dalla saga plurigenerazionale di Middlesex.
Middlesex, col vigore del pioniere, poteva permettersi di fare riferimento a cent’anni di solitudine, quello che generava nuove creature con realismo magico.

La trama del matrimonio è più concentrato.
Condensa drammi non privi di alti e bassi, in lunghe tirate centrate in una sola unità di tempo, luogo e spazio: un enorme primo capitolo sviluppato su un’unica giornata, il giorno di laurea dei tre studenti protagonisti.
Un anno successivo in cui le conseguenze delle incredibili scelte di un giorno si dipanano a salti.
E del finale non dico, altrimenti farei troppe rivelazioni.

Sì, non ho avuto difficoltà a leggerlo, ma piuttosto a fermarmi (quando scendevo dal bus, quando tornavo in camera).
I personaggi sono umanissimi.

E il rapporto con la letteratura, centrale.

Leggo di Eugenides: della sua biografia, si sa pochissimo, è riservato.
Quando parla in pubblico, ricorda sempre la letteratura che lo ha influenzato.
Ecco, questo avviene anche qui.
Il libro è un continuo rimando a riferimenti letterari.

Un riferimento chiave, è quello al genere “vittoriano”, ovvero al romanzo in cui il matrimonio creava la trama principale.
Se facessimo la stessa cosa oggi (anzi, negli anni ottanta, in cui la storia è ambientata) e assegnassimo l’argomento “matrimonio” a un gruppo di giovani appena cresciuti ma ancora inesperti, cosa succederebbe?

Eugenides si lascia spazio per fare riflessioni sulla visione del mondo.
Usa un incredibilmente ampio spazio per parlare di religione, in modo per fortuna decisamente laico (altrimenti verrebbe voglia di tirargli il libro in testa… come fa uno dei personaggi in un momento chiave della storia).
E così, in un certo senso, il bisogno di religione, viene spiegato.
Insieme ad altri fatti irrazionali, tra cui la follia (ah, ma non quella di Dostoevskij. Quella solo parzialmente controllata, che porta in farmacia).

Non credo che negli anni ottanta il matrimonio avesse molto a che fare con l’irrazionale, come ha raccontato lui. Non per tutti, almeno. Per i personaggi scelti, sicuramente sì, ma è solo uno dei possibili sviluppi.
Però, staccandosi perfino dal matrimonio, e tornando al generale, il racconto che l’autore fa del rapporto tra l’irrazionale e il razionale, è decisamente interessante.

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Cucina creativa

Oggi Davide ha preparato dei buonssimi biscotti di pastafrolla con la farina di riso…
E Diego li ha farciti!

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Questo sei tu, papa’!

  

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