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Il logaritmo del ginocchio
Come forse saprete, un mese fa, durante una partita di hockey, ho avuto un infortunio e come risultato ho rotto il legamento crociato anteriore del ginocchio sinistro. Sono stato a casa con la gamba ferma fino a tre giorni fa, quando ho finalmente tolto il tutore che mi fasciava. Colpa l’immobilità prolungata, adesso ho di nuovo il ginocchio dolente. Di notte faccio fatica a trovare una posizione comoda e non riesco ad addormentarmi facilmente (anche adesso…).
Ieri notte, per addormentarmi, mi sono immaginato a fare lezione di matematica ad una classe di ragazzi delle medie, o giù di lì. Argomenti? Il significato dell’”entità numero”, la rappresentazione dei numeri, la notazione decimale e in base due, tre e quattro, per poi arrivare ai logaritmi, e il significato della funzione logaritmo come il numero minimo di cifre necessarie a rappresentare un numero in una certa base.
Per finire, gran gioco a sorpresa, avrei spiegato alla classe come contare fino a mille e più usando solo le dita delle proprie mani. (Esercizio valido per tutti i lettori; provateci, si può! Mandate la soluzione nei commenti).
Tutto corredato di esempi comprensibili e divertenti.
La matematica, che da giovane non adoravo e che mi ricambiava di conseguenza, è, invece, fantastica.
Ed è l’unica cosa astratta in cui credo. Qualunque dio è una balla. Il numero invece esiste al di là di tutto. Sono molto Pitagorico in questo.
Bon, a parte la tirata filosofica, alla fine della lezione mentale mi sono addormentato. Ma la lezione me la ricordo ancora, e se qualcuno ha bisogno di un ripassino, mi chiami pure. =)
Per finire, nonostante il mio amore odierno per la matematica, scambierei volentieri un logaritmo vecchio con un legamento nuovo…
E buonanotte a tutti
Riposo forzato per Dado
Sono sul divano, e non ho grosse possibilità di movimento.
Paola mi dice, mentre mette via la spesa da sola: “sento la tua mancanza nelle faccende… sei la parte di me che ci permette di fare le cose a doppia velocità!“
Il ritorno del sonniloquio
Ore tre di notte.
Dado: “Palla, hai dell’acqua?”
Palla: “Eccola, prendi la bottiglietta”
…
Palla: “Perchè tieni la bottiglietta in mano e non bevi?”
Dado: “Perchè è per giocare!“
Dado intervista Toni Bruna
Largo vuoto
Una settimana da sola, anzi, nove giorni, mentre Dado è a Cernusco.
E ci sentiamo tre-quattro volte al giorno, almeno. Messaggi, telefonate, foto, storie della nazionale.
E io ho preso ferie, e quindi accentuo l’effetto straniante.
Il weekend in dacia. Scrocco un pernotto in più.
Il lunedì a Rovigno. La comunità delle italiane intona “un mazzolin di fiori”.
Il martedì e il mercoledì al mare. Ricomincio a mappare i fondali a nuoto.
I pomeriggi alla casa vecchia. Ordine, scatole, mobili, bidone aspiratutto.
Giovedì al lavoro. Giusto per non perdere il vizio.
Venerdì da Esatto, alle Poste, alla Coop.
Insalata pranzo e cena, tè, tisana, tè.
Sposto il detersivo. Il suo nuovo posto è in cucina: ovvio, la lavatrice è lì!
E la sera la radio, la mattina la radio.
Dormo sola, sveglia sola, tutto in ordine quanto mi pare.
Gelato da Toni. Gelato da Crema e Cioccolato.
Luce, un po’ di pioggia, luce.
Dormo sola, sveglia sola, sogno.
Sembra un’ascesi.
Sogno persone di 42 anni che non conosco, un brivido.
Sogno di avere l’incarico di leggere le parole di saluto a Matteo.
Sogno un concerto dei Deja, due pezzi, due classici. Di te dei no non so e Laila. E io nel sogno ballo al loro concerto. Sono quasi brava come Giulia, la ballerina ufficiale. Faccio delle figure con tuffi, e mimo l’acqua col ghiaccio che sfrigola, e volo. Sogno lucido, nei salti resto su più del delfino.
E mi ricordo che l’arte è istinto.
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