Archive for Davide

I nostri hobby secondo Diego

Suonare la chitarra come i Rolling Stones
un disegno musicale

Cucire stoffe colorate
righe e quadri

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Meno rifiuti, più creazioni

A monte della mania taglia e cuci che mi è nata la scorsa estate, c’era una domanda. Come potevo recuperare gli abiti usati che non mettevo più, in modi diversi dal portarli nei bidoni (a volte strapieni) della raccolta di abiti smessi?
Era l’ultimo giorno di vacanza, e Davide mi aveva accompagnata ad un mercatino in città vecchia, dove prendere spunti su lavori di riutilizzo creativo della stoffa.
L’idea ha cominciato a prendere forma proprio quando stavano finendo i giorni di agosto liberi per realizzarla comodamente… ma non per questo si è fermata.

Da lì, ho cominciato a trasformare vecchi pantaloni e camicette in nuove gonne, a raccogliere abiti dismessi a casa non solo da me ma anche da Davide, e mi sono arrovellata parecchio sui modi per riutilizzare queste stoffe usate.
Ho scoperto di non essere l’unica a trasformare i vecchi abiti con la macchina da cucire. Io per il mio guardaroba mi accontento di un paio di soluzioni in serie, ma il filone, che si chiama up-cycling, cioè una attività di riuso che ridà nuova vita ai capi datati, è ben descritto in un libro dal titolo che rende l’idea: La gonna che visse due volte. Sembra infatti che il rifar gonne a partir dai pantaloni, sia venuto in mente a molti.

Altre interessanti scoperte, le ho fatte leggendo Il salto della pulce. La rivoluzione dell’usato. Una “seconda vita”, per le cose e le persone. Ho scoperto la storia dei mercatini dell’usato che non trattano solo i vestiti (i quali, con mille giri, per essere rivenduti, a volte cambiano continente: l’ingresso di un capo in un bidone di raccolta è solo uno dei possibili inizi di questo percorso) ma anche altri oggetti, con iter avventurosi e solo parzialmente messi a norma.
Questo libro è stato scritto da autori che si sono impegnati nel settore, e fa chiare distinzioni tra le buone partiche e quelle che non sono sane, spiegando i passi necessari per costruire delle filiere del riutilizzo.

Continuo a mettere da parte maglie e capi che stavano fermi nel fondo dell’armadio, e non è facile dare a tutti un nuovo uso, dato che solo certe stoffe e solo certi colori si prestano ai tipici utilizzi e abbinamenti.
E’ da lì che ho cominciato ad approfondire il patchwork: rispetto ad altri lavoretti in stoffa, il patchwork si presta nobilmente al salvataggio delle più piccole pezze. Per questo sono finita nel tunnel del quilt modern, di cui mi fioccano idee a grappoli. Pur non essendo ancora arrivati i nuovi piedini che ho ordinato per la macchina da cucire, ho ben che cominciato ad esercitarmi con il trapunto a mano libera.

la prima parte del trapunto a mano libera esercizi di trapunto

Il cucito si è rivelato molto versatile, le idee si ampliano, eppure riuscire a combinare al lavoro creativo l’impegno ecologico del recupero, rimane per me un lato chiave.
I casi in cui tutta la stoffa di un lavoro l’ho presa da capi usati, sono ancora abbastanza particolari.
Per il resto, per ogni metro di tessuto nuovo che uso, altrettanti metri di stoffa riciclata sono presenti nel retro dell’opera.

il retro delle tovagliette per Valentina La stoffa per il retro delle presine

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Il seguito del sogno

Dopo le macchine da cucire usate, ho sognato macchine da cucire con un apparato di iniezione da sostituire, telefonate di prima mattina col tecnico dell’assistenza, e acquisti di tessuto in negozi a più scomparti.

Nelle ultime visioni notturne, andavo con Diego a comprare stoffe rosse e gialle: volevo sia il rosso bordeaux che il rosso pomodoro, ma stranamente nel sogno ne avevano solo pezzi troppo piccoli, oppure già uniti nei vestiti.

La mattina dopo, ritornata nel mondo reale, ho provato di nuovo a dar seguito alle visioni oniriche.
Con la lista della spesa di colori in mano (che a Davide sembrava una ricetta), sono andata a far scorta di striscie colorate, soprattutto nelle gradazioni del rosso. Nel negozio, tra le tele esposte, Diego ha riconosciuto subito la stoffa che avevo preso l’altra volta per la sua tovaglietta. Ormai è pratico dell’argomento, e me lo dice pure lui: “Mamma, pensi solo a filare!”

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In effetti, nel giro di un paio di pomeriggi, ho unito tutti i colori della scorta.
Ecco fatta la mia prima improvvisazione: il risultato non è ancora un patchwork completo, ma l’esercizio di allegria è iniziato!

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Intervallo

Iniziano le vacanze, e le previsioni del tempo dicono: due giorni di sole, poi pioggia battente.
Prenotiamo al volo: quasi senza accorgerci del cambio di luogo, siamo già sulla neve.
Arriviamo di sera, e il tramonto dietro ai monti si tinge di viola.
Il giorno dopo, la cima del monte Lussari, inondata di sole, é più bella del solito.
La neve sui campi da golf, cristallina, é soffice e funziona bene con lo slittino.
Dado sceglie le discese a “super velocità”. A me basta la “velocità media”. A Diego va ben tutto!

Prima dell’arrivo del maltempo, torniamo a casa.
Durante la strada del ritorno, penso a come superare il problema del cucito a mano libera, che non ho risolto del tutto.
La notte successiva sogno una rassegna di macchine da cucire usate: del tipo di quelle storiche, laccate di nero, non alimentate a corrente. Nel sogno, i piedini delle macchine da cucire assumono forme misteriose, curve come fossero oggetti fluidi di un quadro di Dalì…

La mattina dopo, porto Diego a comprare elastici, spilli e materiali per cucire il copri-mixer in tela cordura per Dado, da realizzare su misura.
E poi mi lascio tentare… vado da Villini… racconto che ho provato a montare gli accessori che ho preso da loro, ma la macchina da cucire che ho, non permette di bloccare i pattini per cucire bene a mano libera. E chiedo, come se fossi ancora immersa nel sogno: “Avete forse macchine da cucire usate, dotate di pulsante blocca-pattini?”

Nel pomeriggio, la pioggia fuori dalla finestra crea l’atmosfera giusta: un intervallo in cui concentrarsi per cucire la copertina per il mixer di Dado.

Intanto, la sensazione di essere in un sogno, continua…

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Freddure del mattino

“Papi, oggi ti chiamerò cemento!”

“Perchè?”

“Perchè hai la maglia grigia, i pantaloni grigi e le calze grigie”

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Con la macchina da cucire sempre in testa

Per il mio secondo lavoro di cucito, Davide mi ha accompagnata alla merceria Servadei, e ha insistito perchè mi dotassi dei giusti accessori di base. E così ho fatto scorta di spolette, aghi di ricambio, fili da imbastitura di colori diversi per le fasi distinte del lavoro, e altri attrezzi vari.

Se la prima volta mi sono buttata senza neanche saper cucire dritto, questa volta ho introdotto un po’ più di metodo, con l’uso del cartamodello (comunque inventato), del gesso da sarta e del punto marca per segnare i contorni, e ho persino abbozzato un piccolo ricamo con la macchina da cucire.
Anche per questo vestito il materiale è tutto recuperato: ho usato un altro pantalone dei tempi pre-maman, e una camicia che non mi stava più ma a cui ero molto affezionata!
Il risultato è una gonna fiorita e leggera, e con questo ritmo di lavoro quasi quotidiano, sto sfornando una nuova creazione ogni due settimane.

Ma la cosa incredibile è che, mentre procedo con un progetto, ne visualizzo molti altri di nuovi, in tutti i passaggi e dettagli. Se volessi dar seguito a tutte le idee taglia e cuci che mi frullano in testa, ne avrei per un anno intero!

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CIMG2733 CIMG2734 CIMG2735 ecco fatta la nuova gonna

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Lavando i capelli a Diego

Diego: “Mi è entrata l’acqua nell’orecchio!”
Davide: “Non ti preoccupare, uscirà dall’altro orecchio, c’è un buco tra un orecchio e l’altro…”
Diego: “Macchè, la testa è piena. Nella mia testa ci sono così tanti pensieri che non riesci nemmeno a contarli!”

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Festa di compleanno con concerto

Auguri Davide e Elisa!

bimbi rock-n-roll! Davide e Stefano
disegno di Alice

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Prendere ispirazione

Per la vacanza del nostro anniversario, siamo andati tutti e tre a Treviso, a Murano (dove Diego ha soffiato il vetro!), a pedalare sul Sile, a Badoere con Carla e sull’Ostiglia, a veder volare i gufi nell’Oasi di Cervara.

Diego ha visitato con noi tutti i padiglioni del lato “Giardini” della mostra di arte contemporanea Biennale a Venezia. Alla fine della esposizione, ha detto: “A me piacciono le mostre, perchè così posso fare delle opere d’arte a casa!

biennale 2017 Diego e Dado alla biennale arte interattiva i burci
ipsta ciclabile sul sile verso Murano itinerario ciclabile Ostiglia pranzo a Badoere
cicogne all'oasi cervara il volo dell'allocco piccolo gufo gufo imperiale

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Letture a sorpresa in gelateria

Oggi Diego ha detto a Davide, guardando i gusti dei gelati: “papà, perchè qui c’è scritto TARTUFO?”

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