Archive for bici

DBB-7: bicitinerario

Il giro Dolomiti di Brenta bike è spettacolare dal punto di vista del panorama sulle montagne: il massiccio del Brenta viene circumnavigato ad anello, diventa familiare da qualunque punto di vista.

Noi abbiamo provato a percorrerlo con i bagagli al seguito, un po’ dubbiosi nei confronti di questa scelta, e devo dire in effetti che non la rifarei. Lo so che farsi portare il bagagli a parte dai servizi per i bikers (che su quel territorio in effetti sono presenti) significa dover stare ad una scaletta di tappe concordata, che non permette di deviare o di andare avanti quanto ci pare come abbiamo fatto noi. Però con quelle pendenze, in combinazione con quel fondo delle strade (sterrato, ghiaioso, ripido sia in salita che in discesa) la maneggevolezza della bici col bagaglio non è delle migliori. Un percorso così va vissuto non in maniera turistica bensì sportiva.

Le nostre tappe:
Primo giorno – Villa Banale, Premione, Stenico, Ragoli, Tione, Villa rendena, Vigo rendena, Pinzolo, bicibus per Campo Carlo Magno.
Secondo giorno - Madonna di Campiglio, discesa impegnativa nel bosco fino a Dimaro lungo il fiume Meledrio, ciclabile facile nella val di Sole lungo il fiume Noce passando per Malè e Mostizzolo, in teoria c’è il trenobus fino a Cles ma noi ci siamo andati in bici; pernotto a Tuenno.
Terzo giorno - strada per il lago di Tovel, galleria di Terres, sterrato fino a Flavon (e poi pausa causa forza maggiore).
Quarto giorno - ferrovia Trento-Malè, ripartenza dal lago di Molveno, passaggio presso il lago di Nembia e ritorno a San Lorenzo in Banale e Villa Banale.

la luna e il lupo cartina storica della terra Anaunia meleti della val di Non vista sulla val di Non
erbari trentini Dado sul ponte davidaola e la galleria la galleria di terres
muschio sulla via per il lago di Tovel arcobaleno a Cles cento anni della ferrovia Malè Trento davidaola in treno
sopra il lago di Molveno l'ovatta sulle cime il lago di Molveno ritorno al punto d'inizio

Tag:,

Commenti

DBB-6: le foto del giro

Commenti

DBB-5: il lago di Molveno


Lago di Molveno


Grazie alla ferrovia Trento -Malè, che quest’anno compie 100 anni (auguri!) abbiamo recuperato i kilometri persi ieri, caricando sul trenino le bici da Cles a Mezzolombardo.
La tappa di oggi è partita dal Lago di Molveno, il lago naturale più grande sopra gli 800m. Le sue acque sono verdi azzurre, fresche freschissime. Distesi sull’erba in riva al lago, tra i due massicci che lo contornano, guardiamo numerosi parapendii che scendono liberi e atterrano poco più in là.
Dal lago a Villa Banale, punto di arrivo del nostro giro ad anello, ci sono tanti tornanti… Per fortuna quasi tutta discesa! Che lusso, che benessere!
E, a proposito di lusso e benessere, da stasera comincia la seconda parte della nostra vacanza. Destinazione: Lagolo!
Una settimana di niente. Forse neanche gli aggiornamenti sul blog.
A Lagolo non so se c’è rete. Solo lago e amici per giocare a peppa!

Tag:

Commenti

DBB-4: la galleria di Terres

Stamattina siamo partiti dal simpatico b&b di Tuenno. Le indicazioni del proprietario erano di provare una variazione al percorso standard, puntando verso il lago di Tovel, noto in tutto il mondo per il fenomeno della colorazione rossa delle acque, data da un’alga stagionale.
Poco prima del lago abbiamo imboccato la galleria di Terres, che in poco più di due km, ci ha fatto passare dalla valle di Tovel alla Val di Non.
La galleria è stata aperta al passaggio di recente. È in uso come acquedotto per alcuni paesi che non avevano sufficiente acqua a disposizione.
L’attraversamento è interessante. Temperatura costante di 10 gradi, neon che si accendono solo quando passi e lasciano dietro e davanti solo il riferimento in lontananza del puntino di luce dell’uscita. Inoltre tre punti informativi con video didattici. In un video, si ricorda come i massicci di Brenta ed Adamello intorno a noi, 100-200milioni di anni fa – giorno più, giorno meno – erano i fondali di un mare tropicale. Nella pietra Dolomia si trovano le prove.
Le cronache raccontano che, 100-200 milioni di anni dopo – ora più, ora meno – quelle stesse pietre, oramai ridotte a ghiaia, sono state la causa di una scivolata della ruota posteriore della bici paolesca, con conseguente caduta, quasi da ferma…
Per togliere due sassolini dal graffio, quegli stessi sassolini che 100-200 milioni di anni fa blabla, siamo dovuti tornare indietro di una tappa e mezzo fino a Cles, metropoli moderna e capoluogo della Val di Non, dove abbiamo trovato il medico.
Due punti in cambio di quei famosi due sassolini “ultramilionari di anni”…

Tag:

Commenti

DBB-3: la discesa del fiume Meledrio


Torrente Meledrio


Ieri mattina siamo partiti da passo Carlo Magno seguendo il percorso Dolomiti Brenta Bike in senso orario. Questa direzione è opposta alla direzione ufficiale ma ci ha permesso di passare dai 1500 metri del passo ai 700 metri di Dimaro in discesa, seguendo la valle boscosa del fiume Meledro. Tutti gli altri ciclisti invece affrontavano il percorso in salita: nessuno di questi ci provava col bagaglio al seguito!
Dopo il pranzo vicino a Dimaro, nel pomeriggio il percorso è stato molto più tranquillo, su pista ciclabile pianeggiante nella Val di Sole. Ci siamo spinti oltre Mostizzolo, fino a Cles e poi a Tuenno, dove abbiamo deciso di fare tappa per il pernotto. A quel punto però ci è venuto il dubbio di aver scelto una località troppo piccola: “Non c’é niente a Tuenno”, sospettavamo.
Invece nel pomeriggio abbiamo scoperto una interessante mostra di erbe selvatiche locali. “Sono un bracconiere di erbe”, scherzava la guida indicandoci i barattoli di piante aromatiche spontanee raccolte da lui, di cui ci siamo fatti scorta. Abbiamo avuto la conferma di come il Trentino sappia valorizzare il suo territorio: il progetto in cui é stata definita la professione di raccoglitore di erbe spontanee é stato portato a Bruxelles e il nostro amico montanaro ne era orgoglioso.
Gran finale dopo cena: sotto la luna piena e un cielo sereno, abbiamo visto uno spettacolo di marionette in piazza. L’apparizione del lupo cattivo ha fatto urlare di paura i bambini del pubblico!

Tag:

Commenti

DBB-2: Ciclabile della Val Rendena



Davidaola sul Sarca


le giornate in bici sono lunghissime! Siamo partiti da Villa Banale risalendo il fiume Sarca per tutta la mattina fino a Pinzolo.
Ora stiamo aspettando il bus che ci porterà a Campo Carlo Magno, a 1682m.
Speriamo che ci sia posto per le nostre bici!

Tag:

Commenti

DBB-1: arrivo sui monti

Dopo un viaggio caldo, l’aria di montagna rende la testa leggera e un po’ ubriaca.
Mini passeggiata per Villa Banale.
Profumo d’erba e panorama fresco dopo la pioggia.
Fra poco ceniamo in albergo, e domani mattina si parte per il percorso DBB: Dolomiti Brenta Bike.

casetta della posta panorama non banale

Tag:

Commenti

Dolomiti di Brenta Bike

Oggi comincia la vacanza!
Prima settimana in bici sulle dolomiti di Brenta, e seconda settimana a Lagolo con gli amici.

Stasera pernotto a Villa Banale a 530 metri s.l.m., domani tappa fino a Tione o Pinzolo (vediamo che ritmo riusciamo a tenere in salita), dopodomani passaggio a Madonna di Campiglio a 1500 metri, a seguire discesa fino a Mostizzolo, nei giorni successivi leggera risalita per Cles-Tuenno, itinerario abbastanza tranquillo fino a Sporminore che è a 550 metri, e poi ultima risalita verso i 1100 metri di Andalo-Molveno, fino a chiudere l’anello nel weekend.
Non è il viaggio di tre settimane degli anni scorsi ma un condensato di pochi giorni sulle montagne, vediamo un po’ come ci troviamo su questi percorsi con il bagaglio al seguito.

A rivederci su queste pagine per il resoconto che cercheremo di mettere on-line quanto più possibile in tempo reale!

Tag:,

Commenti

L’Isonzo da Sagrado a Savogna

Ieri sono tornata in bici. Era ora!
Ho cominciato a mappare alcune discese sull’isonzo.

Prima esplorazione: Sagrado, le chiuse presso il ponte.
Avevo sognato una zona come quella proprio in questi giorni…
Nel sogno guidavo un auto, la “carretta” di una volta, su sentieri ricoperti di neve, curve, boschi. E poi arrivavo a una cascata, immergevo per un po’ le ruote in acqua… finchè dovevo fermarmi, tornare indietro, mentre controllavo l’altezza che il pelo dell’acqua aveva raggiunto…

Nella realtà, sono entrata nella zona cantiere sotto il ponte, dove dei tecnici stavano riparando i grossi sassi del gradone che di solito viene levigato dall’acqua.
In quel momento il gradone era esposto e secco, perchè il livello del canale era abbastanza basso. Così ci ho pedalato e camminato sopra pure io, mentre il direttore dei lavori mi guardava male.
Già nel pomeriggio, al ritorno, quello stesso punto era di nuovo coperto dal fiume: l’acqua scivolava sul piccolo salto, curvando tranquilla.

Seconda discesa: dopo Poggio Terza Armata, sotto Peteano, a Boschetta.
Il sentiero non si individua facilmente, è avvolto dalla vegetazione alta. Di quella che quasi richiude il single track e ti accarezza le braccia, mentre tu speri che non abbia le spine! E poi intasa il cambio, arrotolando rami verdi su tutta la ruota dentata…
Da quelle parti l’Isonzo si era ritirato. Segno del suo recente passaggio, la sabbia ancora scura sui ciottoli del greto.

forme del letto il gradone dietro le chiuse verso il salto dell'isonzo le fronde portate dal fiume
rondini e nuvole in alto a sinistra il fiume ciottoli di fiume il cielo sopra di me
attrezzi ancora in uso? strada da imboccare per l'ingresso a fiume colonie di aironi il canale presso Farra

Terzo incontro con l’Isonzo: a Savogna di sotto.
L’itinerario si imbocca da via Josip Vilfan, superando l’autostrada con un sottopassaggio.
Si entra nel folto della vegetazione dell’argine, finchè il sentiero di sassi e pozzanghere sfuma in dune di sabbia, e arriva il senso di anticipazione per l’orizzonte che sta per aprirsi…

Questa volta mi sono portata un pranzo vero e proprio: un po’ di pizza, frutta e dolce, proprio quello che ci voleva per restare abbastanza a lungo seduta accanto all’acqua, e immergermi nell’ambiente per ore.

La zona è quasi deserta, il suono delle onde attutisce i pensieri.
Solo su una lingua di sassi lontani si affolla una colonia di uccelli, sembrano aironi; ogni tanto si alzano in volo, si danno il cambio, aggiustano continuamente le proprie posizioni.

Più passa il tempo, più si notano i piccoli movimenti… come allo stagno, che si rivela solo se aspetti.
Le foglie degli alberi vibrano, verde-argento-verde-argento, rumore bianco.
Le nuvole si trafsormano indolenti: sì, camminano piano anche loro.

Il cielo si espande.
In basso, pecorelle. In alto una piazza azzurra, sgombra. Quanto sarà profonda? Sembra una vertigine. Come il mare quando ci si spinge al largo, e gli occhi verso il fondo vedono solo il blu, e si trema un attimo all’idea di guardarci ancora dentro… prima di decidersi: continuo a nuotare.

L'isonzo a savogna di sotto

Tag:, ,

Commenti

Mini giro stagno di Banne – Orlek – Trebiciano

In questa stagione la natura è rigogliosa.
Lo stagno è pieno di ranette, piccoli tritoni, chiocciole palustri, libellule a coppie, gerridi e ninfee.
Ai lati del sentiero, le ortiche sfiorano la mano, e sui prati abbondano fiori gialli, fiori viola, rosa pallido.
Sopra la pozzanghera si alzano nugoli di farfalle bianche, mentre mi tuffo pedalando.
E gli scarabei stercorari ci mettono un’ora ad attraversare la strada con la loro palletta…

piccola ranetta vista sullo stagno occhioni di libellula ninfee nascoste
distese bianche e gialle distese viola vegetazione acquatica gruppetto

Tag:, ,

Comments (1)