novembre 17, 2011 at 14:34
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Cena con la nostra amica Carla, tornata per qualche giorno dalla Scozia.
Nonostante i video di Forrest Bossi, mi addormento sul divano.
Ma poi apro un occhio, e dico a Carla: “Sono contenta che non sei andata via del tutto. E questo non è un sogno”
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novembre 14, 2011 at 21:32
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novembre 5, 2011 at 07:39
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Domenica scorsa, dopo una minestra di grano saraceno, l’insalata, le castagne, i fiori di tè, abbiamo giocato a “C’era una volta”.
I nostri amici Déja ci hanno trasportati in un altro mondo!
Stare ad ascoltare gli altri che intrecciavano gli eventi era così avvincente che ci si dimenticava del proprio turno.
Tra mille storie e fiabe inventate, ci affezionavamo ai personaggi e li facevamo tornare fuori a più puntate!
Quando si sa fare buon uso della fantasia, continuare il gioco a lungo è più divertente che chiudere presto e vincere.

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ottobre 25, 2011 at 19:01
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ottobre 15, 2011 at 14:36
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Me ne sto qui, tranquilla, con quattro relazioni tecniche davanti, da leggere, da validare; sono già dei lavori eccellenti, dovrò solo aggiungere gli ultimi ritocchi di completamento, il mio ok. Facile, così. Con un mondo già pronto, davanti, intorno, ai piani di sopra e di sotto.
Il mondo già pronto che ho attorno a me ha una sua cultura bell’e definita, poco posso fare per modificarla. Riesco a spostare qualcosa come una parola al mese rispetto ad un vocabolario intero di una lingua altrui, in molti anni avrò scritto appena qualche frase che sia veramente mia. Il resto è adattarsi, anche se la traduzione non piace.
Nel frattempo, due mie amiche, piene di coraggio e orgoglio, stanno fuori, si rimboccano le maniche, fanno impresa su di sè, anche partendo dal vuoto. Da un ambiente attorno a sè che è tutto da costruire, i contatti da rifare ad ogni nuovo progetto. E invitano il fotografo, l’editore, la ballerina; bussano alla porta della signora delle stelle, mettono insieme i pezzi di un castello per il weekend. E alla fine l’avventura messa insieme è la loro, prestigiosa: tra le tante storie su cui lavorano pian piano, alla fine tirano fuori quella che esplode. A chi non guarda bene, sembravano zitte zitte, ma in realtà per quel giorno hanno costruito un mondo intero.
Guardate quanto sono brave. Qui e qui.
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ottobre 13, 2011 at 13:02
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E’ uscito un nuovo disco di Bugo.
Ne ho sentito qualche pezzo in un mini live che ho recuperato via streaming sul sito di radio Patchanka.
Ma non è quello il punto. Ascoltando l’intervista ho scoperto che Bugo si è trasferito a Nuova Delhi.
E non è in giro solo lui.
Ambra è appena andata a Milwaukee, negli Stati Uniti.
Barbara, la mia compagna delle medie, da settembre è a Losanna.
La coppia Carluca tra pochi giorni parte per la Scozia, effetto ricercatore errante.
Quattro anni fa era successa la stessa cosa: cinque nostri amici sono andati a lavorare all’estero in un colpo solo, di botto.
Ok, Bugo non è un nostro amico. Ma noi, oltre ad essere dei fan affezionati, ne avevamo visto un concerto al teatro Miela: a due passi da qua.
Devo dire agli altri di mettere la loro voce in streaming come fa lui.

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ottobre 5, 2011 at 07:41
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Domenica sono tornata in bici sullo’Isonzo… ma questa volta, in compagnia!
Ho portato Cristina nelle mie esplorazioni. Esplorazioni di quelle che, durante la ricerca di nuovi sentieri, mi vien da dire: “Eccolo là, mi sa che ora andremo a infrattarci tra le ortiche…” Con Cristina che risponde: “E tra le ortiche sia!”
Quindi, pranzo al sacco d’obbligo. A un passo dal fiume lento. Immerse nelle chiacchiere. E nell’acqua che nel frattempo, placida e silenziosa, si muove, si allarga… e ci bagna le braghe e le borse!

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settembre 29, 2011 at 19:24
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Martedì sera, ore 20.
Sono immersa nella chiusura di una intensa riunione della realtà presso cui presto volontariato.
Inattesa, bussa e poi si piazza in sala una signora di nome Pamela, che pensa di avere proprio a quell’ora un incontro con la sua associazione (un’altra).
Una volta lì in mezzo a noi, guarda meglio il calendario di utilizzo della sala, e si rende conto che le persone che cerca non ci sono… ha sbagliato giornata!
Nonostante l’intoppo, Pamela non si perde d’animo.
Molla due grosse borse sul nostro tavolo pieno di scartoffie, e ci lascia finire la discussione.
Per noi, le sue borse incombono come uno strano totem intruso. In origine erano destinate al suo gruppo di amici. Poco dopo, si trasformano in un regalo per tutti noi.
Pamela infatti mette a disposizione dei presenti una cena pronta, e dalle borse tira fuori anche posate e piatti a volontà!
Ha preparato pasta e ceci alla toscana per dieci persone (“a casa ne ho altrettanta, dovete finirla tutta“, insiste).
Pasta grezza di quattro tipi misti messi assieme, condita con una montagna di origano e aglio rosa di Lautrec.
Veramente deliziosa!
Per molti di noi questo imprevisto risulta davvero provvidenziale.
Io non avevo niente di pronto per quella sera, e me ne sbafo ben tre piatti!
Mi viene la tentazione di dire che aneddoti così sono possibili solo nella nostra sede sociale…
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settembre 28, 2011 at 20:28
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Sabato scorso, non era passato molto tempo dal viaggio in Ungheria, e ho rivisto Sandor, a casa di Anrea e Serena.
I nostri amici Deja avevano organizzato un “house concert”, un concerto vero e proprio nella calda atmosfera del loro salotto.
Sandor ha iniziato presto con il suo racconto: “Avete davanti a voi una persona che proviene dall’Oriente“.
Ci ha spiegato che, nel brano “rapsodia ungherese”, ha fuso sedici pezzi tradizionali dalla musica popolare del suo paese d’origine. Lo aveva proposto per la prima volta in Spagna, paese che è patria della chitarra, ed è riuscito comunque a superare l’imbarazzo del senso di confronto con gli altri chitarristi spagnoli in rassegna. Perchè “La musica non è competizione. La musica è voce dell’anima“.
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settembre 27, 2011 at 14:16
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La notte dei ricercatori dello scorso venerdì mi ha portato quello che aspettavo.
Ho trovato tutti gli amici che volevo vedere, e a uno ho addirittura detto: “per poco non finivo a lavorare nella ricerca anche io“.
Mi ha appassionato vedere Luca che ci metteva la faccia, sui temi che a lui erano cari, e Carla che ci metteva le parole, nella sua recensione.
“Tante sono le luci che illuminano il mondo scientifico ma è meglio non dimenticarsi anche delle ombre. Ce lo ricorda il gioco dell’oca del ricercatore: ad ogni tiro di dado fioccano gli imprevisti legati alla disponibilità di fondi, alla precarietà dei contratti, ma anche ai dati sperimentali da buttare oppure ad un prezioso macchinario fuori uso. Fermo un turno o riparti dal via, e solo i più fortunati arrivano all’ultima casella: “Vinci un posto di ricercatore di ruolo””
Sapevo già che il gruppo dei “ricercatori erranti” aveva in programma un collegamento skype con i loro colleghi che hanno lasciato Trieste per mete come Plymouth, Boston o Ankara, con la consapevolezza che tornare in Italia sarebbe stato difficile.
Eppure, quando ho visto i loro volti materializzarsi davvero, proiettati in diretta su un lenzuolo che a sorpresa si è fatto schermo in piazza della Borsa, non ho potuto fare a meno di emozionarmi anch’io.

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