Al Festival dell’Economia di Trento – 1

E’ venerdì pomeriggio, mi preparo per la partenza.
Faccio la valigia con calma, scelgo strati per il super caldo e per la pioggia, preparo i panini.
Come al solito, esco giusta giusta: la vicinanza alla stazione mi vizia.
Arrivo alle macchinette dei biglietti, ce n’è una senza fila, digito la destinazione: T-R-E-N-T… Ok, ecco le soluzioni di viaggio per Trento. La prima è la mia.
Come sarebbe a dire 17:02? Non era 17:10?
Alzo lo sguardo sul tabellone: è proprio così, ricordavo male, e ho quattro minuti alla partenza.
Te pareva: devo sempre fare il gioco del filo di lana.
Evito di prendere il biglietto del ritorno. Vado al binario. Saluto vistosamente il capo treno (che mi tenga d’occhio fin che salgo, prima di fischiare l’ok alla partenza).
Proseguo sul marciapiende finchè arrivo alla carrozza della mia prenotazione, è l’ultima, salgo, le porte si chiudono dietro di me, il treno parte.
Cosa devo pensare di questo tempismo perfetto, posso vantarmi?

Il viaggio procede tranquillo.
Sulle frecce l’aria condizionata è a palla, protestano un po’ tutti ma è inutile, io uso tutti i miei strati fino alla giacca, assurdo perchè fuori son 27 gradi.
Il paesaggio che ci accompagna dal finestrino mi dà la calma: le montagne del Trentino dalle forme note, la pista ciclabile lungo ferrovia, ci sono stata, ci siamo stati, per un attimo mi sento come se fossi là fuori anch’io: in viaggio in bici.

E quando arrivo la sera al mio bed&breakfast di Trento, il caldo esplode di nuovo, ma ti pare, giorno ghiacciato e notte bollente, alla rovescia.
Comunque è fatta, ora sono qua.

il lungo Adige a Trento

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