Sabato mattina

Sabato mattina piove, come previsto: giornata buia.
Dado poltrisce per un’ora, gli faccio solletico sui piedi.
Quando esce, vado su in casa nuova a grattare il pavimento. Centimetro per centimetro, palmo a palmo, me lo guadagno.
Scopro nuovi buchi, mi dispiaccio, sono affezionata a questo sale e pepe arancione, accidenti.
Molta polvere si leva, la mascherina è grigia dal lato esterno, ma dentro resta bianca: funziona.

Ascolto Sabatolibri nell’orecchio, conduce Bruna Miorelli. Voce familiare: una volta ho parlato personalmente con lei.
C’è la recensione di un saggio tedesco, La via segreta dei nazisti.
Si ricostruisce il percorso seguito dalla grande maggioranza dei carnefici del Reich e dei collaborazionisti dopo la guerra, mentre fuggivano dall’Italia, prima di espatriare per esempio in Argentina, dove le loro capacità risultavano ancora richieste.
Sento che uno dei passi di sconfinamento più usati era il Brennero. Che si nascondevano in Tirolo. Che si riunivano a Innsbruck e poi cambiavano identità.
E penso: conosco quelle zone.

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