Poche voci sono come quelle di “Draquila”

Questa notte ho sognato di andare a vedere Sabina Guzzanti a Gemona.
Ho fatto questo sogno perchè, in realtà, avevo pensato davvero di farlo.
La presentazione del film Draquila in una città come Gemona, a sua volta colpita dal terremoto, suggerirà sicuramente dei confronti interessanti.

Nel frattempo, siamo andati a vedere Draquila al cinema Ariston.
Erano giorni che lo aspettavo.
Le settimane precedenti divoravo le recensioni del film, gli articoli, i commenti al proposito.
Come si vede da questi esempi, il film di Sabina Guzzanti non dura due ore.
Dura diversi giorni.
Ha molto da dire.

Questo documentario è fatto bene.
Nasce da oltre 700 ore di girato, e si vede.
Il filo logico scorre continuo, lo spettatore è portato per mano.
E’ proprio raccogliendo tanto materiale, dentro e attorno a l’Aquila, che la Guzzanti ha reso ricca la sua inchiesta. I collegamenti appaiono spontanei. Le interviste diverse, rivelano una trama continua, come in un racconto corale nato tutto sotto la stessa tenda, anche se in realtà fa il giro dell’Italia.

Dopo la proiezione ci siamo fermati a parlare con i gestori del cinema Ariston, per chiedere loro come stava andando la distribuzione del film. Ci hanno detto: “questo film sta andando bene, sarà nella sala anche le prossime settimane, che per un film così è già molto. Vengono soprattutto gli adulti e gli anziani. Non capisco perchè i giovani ci sono meno. E’ un documento importante, va visto.”
Concordo con loro.

Draquila - l'Italia che trema maglietta in tema con la serata

“The systems of control designed to manufacture consent among a largely ignorant public will still be there for me to worry about tomorrow.” (Noam Chomsky)

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