Archive for aprile, 2010

Nuovi luoghi, nuove avventure

E’ ormai il momento di inaugurare ufficialmente la serie delle storie della Cilla nella Casa delle Meraviglie.
Dopo la prima puntata (lavori in corso in una mansardina da trasformare) e la seconda puntata (psichedelie e visioni di scrivanie equilibriste), è ormai chiaro che Franci ha uno spazio tutto per sè pieno di avventurose sorprese.

Oggi pomeriggio infatti mi ha invitata a prendere un gelato con lei, e a fantasticare sui modi futuri per organizzarsi in autonomia.
Dalla sua finestrella si vedeva un pezzettino di mare coi colori del crepuscolo.
Le proporzioni delle cose erano, come di norma nel suo mondo magico, tutte insolite. Sedia piccole per la sorella piccola, sedia grande per la sorellona grande (che, a differenza di quanto si potrebbe supporre, non ero io). Ecco allora che la visuale sulle cose, sulle porte ad arco in successione e sul tetto col lucernario, si faceva di nuovo vertigine, alto-basso, sopra-sotto, roteiamo e voliamo sopra i tetti….

sedia grande per la sorella grande, sedia piccola per la sorella piccola

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Giusto un paio di note

Ieri Dado mi ha portata alla conferenza di apertura del Corso di Storia delle donne, introdotto all’Università già da qualche anno.
La presentazione si teneva alla sala del Circolo delle Generali. “Uno dei posti più belli di Trieste”, ha detto Tullia, che abbiamo incontrato tra i docenti, e aveva ragione: si vedevano delle splendide luci del tramonto dalla finestra, ed un Molo San Carlo (come dice Paolo Rumiz) adagiato secondo una insolita prospettiva.

i fiori di serena

E’ stata un’occasione in cui sentir parlare dei temi noti delle questioni di genere, ma con qualche spunto nuovo.

Ad esempio: quando mai si parla del genere maschile? Si parla sempre del genere femminile. Perchè è “l’altro”.

E ancora: non basta parlare della differenza, senza parlare del potere. Perchè è il potere che definisce l’identità che va accettata come “norma”; il resto rimane escluso, come “diverso”.

E poi: nella letteratura, il potere è stato trattato in modi variabili a seconda del periodo. Prendiamo ad esempio i tempi in cui emergeva il tema dell’uomo inetto (dalla Coscienza di Zeno in poi). Beh, in quel caso non era più il “solito potere” a “riuscire”, ad avere successo. Anzi. Molte situazioni prive di senso, viziate dall’inettitudine, emergevano a complicare le cose…

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Dovrei ricominciare a disegnare le mie visioni

porto vecchio al tramonto acqua la sera tramonto primaverile riflessi della sera
luci sull'acqua aspettando che esca il sole franci e il tramonto rosso dietri gli alberi

Lunedì scorso, nel giorno della gita fuori porta, sono andata con Francesca ad attendere il sole che sbucava dalle nuvole.

Nel pomeriggio precedente, quando eravamo sotto il piumino, ci rotolavamo dal ridere alle visioni di Cilla nel paese della casa delle meraviglie. Vedevamo incombere un minuscolo comodino con sopra un enorme tavolo dondolante con sopra uno stuolo di pupazzetti giocolieri con sopra una pozione per rimpicciolirsi con sopra un lucernario su cui sbattere la testa…

sorellone al pomeriggio

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Pan per focaccia

Domenica scorsa sono stata a casa dei nostri amici Déjà, era Pasqua, ed è stata una giornata che non dimenticherò.
Ho avuto il privilegio di ascoltare in anteprima buona parte della loro musica composta l’ultimo anno. E’ ancora inedita, e io faccio fatica ad attenderne la pubblicazione.

Guardandoli, ho avuto l’impressione di vedere delle parti di me dal di fuori. Sia in alcuni gesti di Andrea, che di Serena, devo dire.
Oltre a non potere, sono anche sicura di non volere che questi istanti escano dalla mia memoria. Perchè mi permettono di capire.
Di capire come le cose belle siano a portata di mano.

quante volte ho chiesto questo infuso? Andrea in attesa Serena che annaffia Pan per focaccia

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Il monte San Michele in bici

Lo scorso sabato sono andata in bici sul monte San Michele.
Treno fino a Sagrado, pedalata oltre il centro fino al ponte sull’Isonzo. Senza imboccare il ponte, si rimane sul lato destro del fiume, per risalirlo fino a Poggio Terza Armata. Lì si può prendere una salita che va su per il monte, su una strada poco o niente trafficata. Si incontrano più ciclisti che auto, mi pare un buon segno.
Il San Michele è il monte più alto del Carso Isontino, una delle cime raggiunge quota 250 metri. Sulla sommità del monte, oltre al Percorso dei Cippi e delle quattro cime, si dipartono numerose strade sterrate che sicuramente sono note agli amanti della bici di quelle zone.

Attraverso San Martino del Carso, e vado sulla cima, a visitare il museo all’aperto della Grande Guerra.
Mi soffermo nella zona delle gallerie che venivano utilizzate dalle cannoniere italiane, per la difesa della zona di Gorizia, dopo la presa del campo trincerato che in precedenza era austro-ungarico.

Cerco di intrufolarmi nei tunnel scavati nella roccia. L’ingresso ufficiale è chiuso da un cancello, non è giorno di visita, ma i finestroni da cui emergevano le bocche dei cannoni sono accessibili. Quindi lego la bici, ed entro. Mi calo in profondità con una scaletta in ferro conficcata nella pietra. L’acqua gocciola dai soffitti, ma io ho l’impermeabile col cappuccio e la luce della bici per l’esplorazione. Leggo le descrizioni. I cannoni utilizzati avevano una gittata di 16.500 metri. “Per distruggere cento metri di una comune trincea nemica, occorrevano circa 150 colpi di tiro, perfettamente centrato e preciso”.
Mi basta così.

salita per il San Michele sentiero dei cippi Paola nei tunnel luce in fondo al tunnel
mappa degli scavi Sentieri sul San Michele San Martino del Carso Lago Muzila

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La strada del latte

Lo scorso venerdì ho ripreso il giro sopra la Cava Faccanoni, partendo dall’altro lato.
Autobus numero 39, fermata a Trebiciano. Arrivo al monumento a centro paese, percorro ancora duecento metri in direzione Opicina, e giro a sinistra. Un segnale rivolto alle bici indica di superare l’autostrada con un cavalcavia. Poco dopo, inizia il sentiero: la strada del latte è questa.

La giornata è piena di luce, tra gli alberi filtrano dei raggi accecanti, sembra di passare sotto archi e colonne di rami e di oro.
Le nuvole cambiano continuamente forma.
La strada scende fino alla città, puntando al sole.

Quando arrivo in centro, mi accorgo che l’odore è cambiato.
Il profumo della natura, quello di prima, era diverso.

Campo Carri la strada del latte, inizio cielo nubi e rami vista sul mare
nuvole diagonali colore del folto intreccio segno del sentiero
Strada del latte rete a parete Ponterosso dal bus Dettagli nascosti

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Riaperture di stagione

E’ tornato Toni Lamponi!!!

gelato all arancio

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Il ritorno di Dado

Dado è tornato dall’Olanda, con la felpa dell’EHL, con un nuovo bastone da hockey, e come prima cosa si è messo a giocare con la pallina in corridoio…

Dado di ritorno dall'Olanda

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Ehl giornata 4

Ultima giornata del torneo. I favoriti campioni uscenti del Bloemendaal, con i supereroi Dwyer e De Noijer, sono stati eliminati allo shoot-out dai vice-campioni uscenti dell’Hamburg dopo una partita equilibratissima.
È dal primo giorno che dico a tutti che voglio vedere gli shoot-out.
Cosa sono? Mo’ ve lo spiego: la partita finisce pari, si va al Silver gol. Cioè si gioca un supplementare completo. Se una squadra vince, finita là. Altrimenti si gioca il secondo supplementare, come il primo.
Si chiederanno i miei lettori: “E se è ancora pari? Rigori!”. E invece no, Shoot-out!
Attaccante contro portiere, uno contro uno. Otto secondi per segnare. L’attaccante parte dalla linea delle 25yd e cerca di fare gol mentre il portiere cerca di impedirglielo. Tre attaccanti per squadra.
Ebbene, Dwyer e Brower, due giocatori _terrificanti_ nell’uno contro uno, hanno sbagliato entrambi davanti al portiere dell’Amburgo, che nel secondo caso ha proprio soffiato la palla all’attaccante. Invece i due attaccanti tedeschi hanno segnato entrambi.
Il secondo gol col brivido, visto che il primo tiro era stato respinto dal portiere. Fatto sta che De Noijer non ha nemmeno giocato, inutile sul 2-0 per i tedeschi.
I tedeschi hanno festeggiato a lungo, gli olandesi non si sono fatti vedere nella Club House. Neanche Didier si è fatto vedere. Peccato.
In compenso, tramite Simone e Paolo, ho conosciuto Carlos Nevado, spagnolo che gioca con l’Amburgo e che per un periodo è stato compagno di Paolo a Bra. Ci ha raccontato un po’ cosa pensa degli altri giocatori professionisti (e si riferiva al Köln, che ha investito tanti soldi): “Non mi interessa andare dove si guadagna 3-4000€ al mese ma stare in un posto che non mi piace con gente che non mi piace. Ad Amburgo tutti i giocatori, tranne me e mio fratello, provengono dalle giovanili, ed è come stare in famiglia”.
Ciapa qua!
Stamattina ancora un incontro: Johnny detto Gianni, e’ il moroso di Fabiana. Li abbiamo incontrati l’altr’anno nel nuovo appartamento a L’Aia. Johnny mi diceva che gli sarebbe piaciuto vedere una partita con me, e infatti mi ha telefonato chiedendomi se c’erano ancora biglietti. detto fatto, e’ venuto a Rotterdam (mezz’ora di strada) per vedere le partite ed incontrarmi. Abbiamo chiacchierato, gli ho spiegato un po’ le tattiche e le regole e ci siamo mangiati un panino insieme.
Sono contento di averlo rivisto!
La cosa bella è che sono partito da solo, ma in Olanda ho incontrato vecchi amici e conosciuto nuove persone.
Adesso si tratta solo di avere con loro contatti migliori che con il solo faccialibro…
Giusto per fare una somma, abbiamo innumerevoli inviti per andare a Reading per giocare o vedere le olimpiadi di Londra 2012, incontrero’ Tim-Turbo a Trieste in ottobre, e lui ci ha invitato a Certaldo dalla sua famiglia mezza italiana, possiamo andare da Fabiana e John a L’Aia…
ma ogni tanto dovremmo ricordarci anche della nostra casuccia!
bon, domani ritorno, fine delle avventure olandesi (forse…)
— ultima playlist, direttamente dalla hall dell’ostello, dai primi anni ’90, ai favolosi ’60 fino alle radici del rock’n’roll:
Richard Marx: “Waiting for you”
The Beatles: “Come together”
Little Richards: “Tutti frutti”

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Addendum by Paola
(praticamente in tempo reale!)
Ecco la playlist, con un Little Richard truccato bruttissimo!!!

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Ehl giornata 3

Ieri sera dopo cena sono stato ingaggiato dagli amici inglesi per giocare con loro. Primo gioco “guess who?” (indovina chi sono). Ogni giocatore appiccica in fronte al vicino un cartellino con un nome di un personaggio famoso. Tutti lo vedono tranne lui stesso. Dopodiché a turno ognuno fa delle domande agli altri, che rispondono solo si e no, per cercare di capire il personaggio. Se rispondono no, la parola passa ad un altro. Altrimenti si continua fino alla soluzione. Al mio primo turno di gioco ho indovinato il personaggio che avevo un fronte, Lady Gaga (una cantante), con questa serie di domande:
D: sono donna? R: si, abbastanza…
D: cantante? R: si
D: vesto vestiti stravaganti? R: si
D: Lady Gaga? R: yes! How the hell did you get it??? (come diavolo hai fatto???). Vittoria facile! Gli altri hanno continuato per innumerevoli giri per indovinare gente tipo Tom Cruise, Barry White, Jonty Clark, Lady Diana, Susan Boyle o Alice nel paese delle meraviglie. Cercate su gugle se non li conoscete.
Poi il secondo gioco, a squadre maschi contro femmine, è stato il gioco dei mimi. Gli avversari danno a un giocatore, a turno, della squadra avversaria, un titolo di film o di libro da mimare ai suoi compagni, che devono indovinare. Ho mimato con successo per i miei teammates: “Snow White and the seven dwarfs”, facile – Biancaneve, poi “Miss congeniality” (che non ho idea di che film sia, ma sono stato bravissimo) e Amèlie. E ho indovinato il mimo di “Herbie” (il maggiolino tutto matto) e “La vie en rose”.
Non male, dal momento che si parlava solo inglese 🙂 – Adesso che ci penso, forse è più facile in inglese che in italiano. A volte qualcuno mimava una parola dal suono simile a quella del titolo, come Swan (cigno) per John (Giovanni), e si arrivava lo stesso al risultato. In italiano sarebbe più difficile.
Sono andato a dormire all’una quando la partita era sul 14 pari. E mi hanno fatto i complimenti! Eheehheheee!

Cambiando argomento e tornando all’hockey, ieri vi dicevo di aver incontrato Didier. È stato mio insegnante al corso per allenatori la scorsa estate. Non avevo il suo numero ma contavo di trovarlo: suo fratello gioca col Bloemendal, così, dopo la vittoria contro il Waterloo, sono andato nella club house dove i Bloemingans facevano festa e lì l’ho trovato! Della partita, molto bella ed emozionante e con un sacco di giocate da campioni, diceva “great, amazing, incredible, stunning” col suo faccione allegro. Oggi invece grandi sorprese con la vittoria inaspettata del Barcellona contro il Köln, che ha tra le fila diversi giocatori sono appena medagliati con l’argento ai mondiali di un mese fa in India.
E sono riuscito a farmi una foto con uno dei miei idoli, il migliore giocatore del mondo – ufficialmente, mica palle!- Jamie Dwyer, neo campione del mondo. Come una foto con il Pelé degli anni ’60, per capirci.
Paola, mettici un video dei suoi gol qui sotto!
— musichiere di oggi: ancora Lionel Ritchie (Say you, say me), ma anche qualcosa di ascoltabile, tipo Santana (Oye como va) e The Doors (Riders on the storm). Finalmente…

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Addendum by Paola:
Io lo sapevo già che avere Dado in squadra è una garanzia di vittoria, e ora abbiamo la prova che questo vale anche in lingua inglese…

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