Tre pedalate in un giorno solo

Domenica scorsa sono tornata in treno-bici sul monte San Michele.
Questa volta, dopo esser scesa dalla stazione di Sagrado, ho preso la salita da Peteano. Andando su per i tornanti, incontravo quasi solo ciclisti. A parte un paio di volte, in cui sono stata sorpassata da un camioncino decorato dalla scritta “Down Hill”: andava in sù carico di bici, in giù scarico. “Comodo così”, pensavo io, che invece mi stavo guadagnando la salita sul pedale.

Una volta arrivata a San Michele del Carso, ho superato un campo di ciliegi in fiore, e ho imboccato prima il sentiero 73 per San Martino, e poi il 72 per Doberdò. Molti, fin troppi sono i percorsi sul San Michele, per cui, a volerne seguire uno scelto, c’è di che interrogarsi ai continui bivi.
Ad un certo punto, presa dal dubbio e con la cartina tabacco aperta, ho avvicinato una coppia di escursionisti che cercava di orientarsi a sua volta. Volevamo controllare se ci trovavamo all’incrocio tra la via per la cima da 251 metri e il proseguimento del sentiero 73. Al che, lui ha controllato sull’orologio dotato di altimetro. “Siamo a quota 233, proprio come indicato dalla mappa!”.
Conferma ottenuta.

Alla fine mi sono fatta l’idea che tutti i percorsi sono belli, ma forse quelli minori sono ancora meglio, perchè procedono in single track su erba e terra, anzichè su strada larga di pietroni che fanno ben che sobbalzare.

nubi a fiocchi la strada da Peteano campo con alneri da frutta l'imbocco del sentiero 73
il sinuoso sentiero 73 molteplici segnali per San Martino del Carso segnaia del sentiero 73 imbocco del sentiero 72
sentiero 72 pasticcio di asparagi La bici presso la solita trattoria Fiori rosa e campo di calcio

Dopo il pranzo a Doberdò, sono ripartita verso Fiumicello, e ci ho messo più di due ore per arrivare: ho fatto aspettare i miei amici Déja con cui avevo appuntamento! Comunque, mi son goduta uno splendido tratto soleggiato, con nuvole alte e cielo blu, lungo il canale che costeggia Marina Julia. A seguire: discesa verso l’ultimo ponte sull’Isonzo, risalita su per Isola Morosini, e meta a Fiumicello.
Devo ringraziare Serena, che mi ha immortalata sulla bici: da sola, le foto in pedalata non riesco a farmele!

vista sul canale grande cielo e nuvole ponte sul canale, verso Sagrado chiome all'orizzonte
erbe aromatiche il primo limone dell'anno luci nella mansarda Serena riflessa

Dopo aver fatto le sei e mezza con gli amici, era già venuta l’ora di tornare indietro.
Andrea ha suggerito: “Perchè non cambi la stazione del treno?”
Ottima idea: il percorso da Fiumicello a Cervignano si è rivelato immediato. Strada placida, luci tiepide del tramonto, e conclusione giro in quaranta minuti.
Devo ammettere che questi minuti hanno compreso anche un mini smarrimento!
Quando ero quasi alla stazione di Cervignano, un tipo mi ha detto: “sei sulla direzione giusta, poi gira a destra e ancora a destra“. Senonchè, dopo un po’ mi sono ritrovata al punto di prima: avevo girato in tondo!
A quel punto (temendo di rivedere lo stesso tipo a cui avevo chiesto informazioni prima…) ho chiesto ad un’altra persona, che mi ha detto di nuovo “vai a destra e poi a destra“. Solo che stavolta ho imboccato la trasversale successiva, che finalmente era quella giusta.
Bon, fatta!
Stazione avvistata, giornata guadagnata.

Paola e Andrea con la cartina Paola sul pedale ciao amici!!

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