Archive for marzo, 2010

Le diverse facce del Tagliamento

Domenica scorsa sono tornata, con treno e bici, nel punto dell’itinerario presso Codroipo che avevo lasciato una settimana prima.
Il programma della giornata era ben preciso: pedalare per qualche ora fino a Rivis, e poi cercare una discesa a fiume, per pranzare sul Tagliamento.
Mi ero attrezzata a dovere. Panino con melanzane ripiene in saccoccia. Cartina, sole e tutto il tempo davanti a me.

Senonchè, a mezzogiorno lo stomaco aveva già cominciato a brontolare.
Ah sì, è il primo giorno di ora legale, mi dico. Aspetta, aspetta, che prima di mangiare dobbiamo trovare il fiume. Però, di strada, ne manca ancora un po’.
Arrivo a Rivis che l’una è passata.
Quando supero la chiesa di Rivis, e vedo una “via Tagliamento” da imboccare, mi sento vicina alla meta.

Raggiungo la chiesa di San Girolamo, supero una zona di addestramento cani, equipaggiata con una piazzola ed un chiosco vuoto per gli eventi (ci sono persino dei piloni coi fari per l’illuminazione), ed ecco che la strada bianca si dirige verso l’argine.
Mi inoltro nel folto, tra pozzanghere e ciottoli, e il sentiero a saliscendi mi ricorda le tipiche zone che si formano presso i fiumi. A lato si intravede un rivolo d’acqua, e con un frullo d’ali si leva un uccello a zampe lunghe, tipo trampoliere. Gli alberi si diradano, e si intravede che oltre c’è un orizzonte che sta per aprirsi. Un senso di aspettativa mi prende, ed ecco che il letto del Tagliamento si affaccia davanti a me, lo spazio si apre e…
…niente acqua.
Uno strano silenzio.
Controllo la cartina.
La cartina mi dà una conferma: questa zona del letto è in gran parte secca. Tutta a secco, per oggi! Un deserto bianco, punteggiato di cumuli di sassi, e cespugli secchi o spelacchiati.

Accidenti.
Risalgo il letto del fiume su una grande strada di sassi.
Dopo un bel po’, la prima apparizione nel nulla è una piccola auto, da cui scende un uomo con occhiali neri, baffoni e un sacchetto di plastica: lo vedo che si fa una scorta personale di ciottoli.

Risalgo ancora lungo il letto a secco.
Si intravede una torre in lontananza: devo essere all’altezza di Turrida.
Arrivo ad una antenna della luce, un gruppo di addetti si avvia a farne manutenzione.
Risalgo risalgo e non riesco a rientrare. La strada lungo il fiume è sempre dritta, senza un cenno di diramazione. Quanto devo ancora andare avanti prima di poter mollare questo letto secco e semideserto?
La risalita continua imperterrita a fianco del fiume… si, il fiume…
che ora torna!
vedo l’acqua!
Eccolo!!!

Finalmente posso fermarmi per il pranzo. Attraverso le dune di una sabbia che nessuno ha calpestato prima di me. Porto la bici su un piccolo guado che supero a piedi: le scarpe sono impermeabili. Mi inoltro quanto possibile, e mi assesto in un’ansa tra due rami del fiume.
L’acqua mi circonda.
Méta.

Lavarsi le mani appiccicate d’arancio, direttamente nell’acqua del Tagliamento, non ha eguali.

la vista sull'acqua secca la strada nel letto
bici a fiume La sabbia intonsa pranzo sul fiume Acqua luccicante
Il fiume, finalmente Il Tagliamento all'ora di pranzo
pranzo sull'acqua Centro vacanze Chiesa di Sant'Odorico Vista su Turrida

Molti dei percorsi ciclabili della zona di Codroipo si diramano dallo Stradone Manin.
Ecco di seguito un itinerario tranquillo e sicuro per arrivarci.

Codroipo Stazione – piazza con caffè centrale – pista ciclabile che va nel verso opposto al traffico veicolare – indicazioni per Villa Manin (sempre su percorsi ciclabili) – arrivo nel piazzale di Villa Manin – ingresso Villa, lato trattoria – seguire l’indicazione per Rivolto – poco dopo, svoltare a sinistra lungo il perimetro delle mura del parco – alla prima interruzione della strada sterrata, continuare dritti lasciando Rivolto sulla destra – alla seconda interruzione, girare a sinistra sullo sterrato per Zompicchia – centro di Zompicchia, campanile – indicazioni per Beano, itinerario B5 – attraversamento della statale presso il ponte sul Corno – imbocco del vialetto sterrato che indica la B5 per Beano – continaure sulla B5 fino allo Stradone Manin.

le mura presso villa Manin primavera in fiore i fiori sul campanello verso lo Stradone Manin
fiori e bici ai lati della strada fiori ai lati della strada Uscita da S. Lorenzo alberi in fiore

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Dalla sella di Banne alla sella di Monte Spaccato

Sabato scorso ho guardato la mia nuova mappa dei bus, e ho preso la linea numero 3 fin sotto l’antenna di Conconello. Sapevo che da lì partivano diversi sentieri da esplorare, e così, appena sono arrivata, mi sono piazzata all’imbocco del bosco con la cartina in mano.
Proprio in quel momento, due ciclisti con la mountain bike mi hanno chiesto informazioni. Li ho aiutati ad individuare la strada sterrata verso la cava che serviva a loro, e ho pensato: quasi quasi questa via va bene anche a me.

scalette verso l'antenna sentiero verso l'antenna Sentiero de Rin visto dall'antenna di Conconello il mare in primavera
la Strada del Latte grande vista dall'antenna violette del sottobosco il bosco comincia
A lato del sentiero il mare tra querce e pini marittimi L'imbocco dlela Strada Romana mappa itinerario

La panoramica pista forestale Sentiero de Rin collega la Sella di Banne alla Sella di Monte Spaccato, attraversando quasi in quota, a mezza costa ed a riparo dalla Bora, il ciglione carsico che si affaccia sulla città. E’ stata tracciata dal Governo Militare Alleato negli anni Cinquanta, ed è stata valorizzata in tempi recenti con mappe segnaletiche e pannelli esplicativi.

A un terzo del percorso, si incrocia la Strada del latte, che veniva utilizzata dalle donne che portavano le ceste del latte (fino a trenta chili, sulla testa) dagli allevamenti d’altipiano al mercato, attività fiorente dalla metà del XIX secolo agli anni Cinquanta. Tuttora la Strada del Latte collega in discesa la Sella di Trebiciano verso Località Baiardi e Monte Valerio

A due terzi del percorso si sorvola la Cava Faccanoni. Questa cava è stata attiva dal 1907 al 1990 circa. I primi materiali estratti sono stati utilizzati per la costruzione della linea ferroviaria che collegava il porto di Trieste all’altopiano carsico.

Alla fine del percorso (zona strada statale 202) si può scendere verso città lungo la Strada Romana, che si ritiene vada a ricalcare uno dei percorsi di collegamento aperti in tempi antichi: quelli in cui Tergeste (Trieste) e il suo retroterra furono inserite nella provicia Venetia et Histria e poi collegate ad Aquileia.

Il giretto mi è valso tre ore di sole, con arrivo in zona Guardiella e San Giovanni, e mi sono rimaste in mente diverse ramificazioni da esplorare le prossime volte.

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Sintonia

La Primavera è arrivata veramente, ora si sente.
E io mi sento bene con la primavera addosso.

le prime pervinche di quest'anno

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La capacità trasformatrice della musica

Stamattina scendo dall’autobus, e mi avvio verso la fabbrica come sempre.
Per quei pochi metri di strada, tengo alto il volume dell’i.pod.
Il vialetto d’ingresso è immerso nel verde, la stagione che cambia rischiara le colline.
La musica parla di mare, invece: ascolto i Déjà. La brezza mi scuote i capelli, e mi sembra di vedermi da fuori.
Canto Conchiglia sottovoce: allargo le braccia, sono distratta dal vento tra le dita. Vedo la spiaggia attorno al me, la natura si trasforma. Sono in due luoghi in uno, e lo spazio imponente mi circonda.

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HSH Chapter 9 – Sagome di spago

il cuc nel camìn wire frame a parete dado sull'ipotetico divano Una possibile soluzione d'arredo

Il lavoro di ristrutturazione del nostro nuovo appartamento procede con calma. E’ il momento della preparazione delle “carte”. Trovo affascinante il fatto che, tra i documenti, la Sovrintendenza richieda una relazione storico artistica.

Nel frattempo risolviamo un po’ di quesiti.
I camini del 1904 sono ancora utilizzabili?
Gli spazzacamini sono andati sul tetto per noi, nonostante la pioggia, e ci hanno detto di sì. Per provare a sentire il tiraggio dal lato interno, hanno bruciato un po’ di carta di giornale all’imbocco del foro. Crepitio e fruscio si sono accesi subito: buon segno.

Gli arredi invece sono ancora un punto di domanda.
Dado ha trovato un bel metodo per provare a visualizzarli. Non solo sagome a pavimento, ma anche a parete: basta tirare i contorni con lo spago. Ecco create madie e armadi virtuali, visualizzate in modalità “wireframe”.

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Lavori in corso – 2

Domenica scorsa c’è stata una festa con ritovo dei compagni di classe, intitolata “porte aperte” perchè dedicata ad una conclusa ristrutturazione. Renzo ha preparato una cenetta per nove e, a ripensarci adesso, non eravamo neanche pochi. Ci è bastato un istante per adattarci al suo nuovo spazio cucina, e già visualizzavamo ulteriori festini, se non addirittura dei pestiferi pigiama party.

Non è mancata una scenetta tipica degli abitudinari del bus.
Renzo sa che c’è una linea notturna diretta, che collega bene casa nostra con casa sua. Il bello è stato quando, sapendo a memoria i tempi di passaggio del bus e di percorso a piedi dalla fermata al portone, Renzo ha spalancato la finestra al momento giusto. In quel momento, ci ha visti arrivare esattamente là sotto, mentre noi sentivamo fin dal piazzale la tipica risata di Giolo “in piena”.

Emma a un anno e mezzo Ingresso affollato

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Lavori in corso – 1

Questo periodo in teoria sembra un po’ tranquillo, ma in realtà, sotto sotto, ci sono le formichine operose che si occupano di ristrutturazioni.

Lo scorso weekend, sono andata a vedere l’opera di papi, intento a trasformare una soffitta in mansardina per Fra. I suoi weekend di riposo volano, impegnati con la sega circolare e le tavole ad incastro.
Le luci che filtravano dall’abbaino davano al posto una atmosfera particolare, anche se il risultato finale era ancora da immaginare. 
Abbiamo avuto una divertente discussione sui diversi tipi di vincoli, che possono lavorare a compressione o a flessione, a seconda che vengano posizionati in appoggio o a sbalzo su parete.

la sedia e l'abbaino la portella per la soffitta attrezzi da lavoro
papi all'opera scala e finestra tracce degli impianti

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Carta canta…

Questa settimana, Dado ha scoperto e ha portato ai nostri amici Carluca un nuovo gioco, che ci ha subito catturati: il Munchkin!
Da quando abbiamo iniziato a giocare a Munchkin, anche la vita vera ci sembra una partita di carte. Vorremo avere anche nella realtà l’asso nella manica di una pozione magica per ammaliare mostri, conquistare tesori o vincere scontri, semplicemente scartando la mano giusta!
Dado si è messo a parlare dei punti guadagnati al Munchkin pure nel dormiveglia della mattina. Gli chiedo: “come stai?”, e lui mi risponde: “Più tre!”
E questo non è tutto: le serate continuano anche dopo il Munchkin, con le sfide a scopone scientifico…
Che nottolate!

Carluca al Tokyo Mojito le pedine per i livelli tè verde

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In bici da Codroipo al fiume Corno

Domenica scorsa, per la prima volta sembra proprio primavera.
Prendo il treno fino a Codroipo, e pedalo su mezzo anello dell’itinerario ciclabile numero cinque, quello verso il fiume Corno.
Anche altri sportivi, più o meno invadenti, hanno la stessa idea. Ci credo, con quel sole!

Mi avvio verso lo Stradone Manin, un bel vialone alberato in terra battuta che attraversa la mezzeria tra Corno e Tagliamento.
Poco prima del sottopasso ferroviario, vedo un gruppo di ragazzi vestiti alla militare, con il capo coperto, e segnalati da un cartello appeso all’inizio del bosco: “Attenzione! Simulazione tattico-sportiva in corso. Giochi di guerra con armi ad aria compressa. Le autorità sono state avvisate“.
La squadra seminascosta si appresta a tagliarmi la strada.
Rimango un attimo fuori dal bosco a controllare la mia cartina del giro-bici: l’unico modo per andare avanti è proprio di là. Uno di loro si distacca e viene a “parlamentare” con me. Si toglie il passamontagna. Ha un viso da ragazzino, le ciglia lunghe. Posso procedere, non c’è problema, è tutto sicuro, mi dice.
Mi inoltro con la bici, alcuni di loro mi salutano, mentre altri continuano il gioco, e appena vengono “scoperti” dal mio passaggio, si tuffano nel folto, pancia a terra…

Voi siete qui giochi di guerra simulazione tattico sportiva imbocco stradone Manin
Stradone Manin Tra Tagliamento e Corno In bici sullo stradone al margine dello stradone
Il Corno tra i rovi rossi Il Corno in primavera A caccia del ponte sul Corno ecco il ponte sul Corno

Nel pomeriggio, tra Blessano e Mereto di Tomba, porto la bici sulle zolle rosse, tra i campi appena arati. Si sprofonda un po’ nel fango e nell’acqua, ma pian piano si va.
Alcuni tratturi sono marcati da cartelli: sono segnali di orientamento per i motociclisti di cross. Cerchio rosso col la “X” nera per il contromano; bandiera obliqua bianco-rossa per il senso unico.
Ed ecco che arrivano le moto.
Le sento rombare dietro e a fianco.
Appena passano davanti alla mia visuale, impennano o si alzano sulla sella per evidenziare i salti.
Anche stavolta, uno di loro si rivolge a me in modo più cauto. Mi vede, rallenta, e mi fa un cenno: è tutto ok?

Direzione vietata Direzione consigliata Motocross tra i campi Il fiume Corno
Bassa friulana Stradone Manin campi al tramonto Zona contaminata da fitofarmaci

A Pantianicco, mi fermo per pranzo.
Visito un edificio agricolo d’epoca: mulino, granaio, deposito attrezzi e macchine da lavoro. Costruito a fine Ottocento, è stato ampliato all’inizio del secolo scorso.
Le pareti esterne riportano gli slogan tipici del Ventennio: “Bisogna dare la massima fecondità ad ogni zolla di terra“, “IMPERO“.
Le macchine agricole vantano i risultati raggiunti: “Gran premio medaglia d’oro“, “Prima fabbrica italiana svecciatori silenziosi speciali brevettati“. Luce e polvere sfiorano grossi ingranaggi, azionamenti a pedale e trasmissioni a cinghia borchiata.
Viste oggi, le soluzioni tecniche appaiono pesanti, antiquate, ingegneria di base. Stridono con la retorica di potenza ed espansione che le accompagna ancora.

Mulino Romano Mulino Romano Attrezzi agricoli Attrezzi agricoli
i piedi e la ruota la ruota del mulino Ingranaggi di una volta Trasmissione a cinghia
Svecciatoi silenziosi brevettati Bici di una volta Antipasto offerto Minestra di porro

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Gli ingredienti per un buon disegno…

… luce, musica, primavera
dettaglio11

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