Archive for dicembre, 2009

Foto delle feste

Dado che ci porta in auto cena al giapponese il tricheco oops...

In questi giorni Dado ha sviluppato l’allergia agli auguri e alle formalità del Natale.
Abbiamo saltato volentieri a piè pari le corse per pacchetti e regali.
Ci siamo goduti semplicemente alcuni momenti in famiglia, e un paio di ritrovi con gli amici, ma senza fretta.
Siamo riusciti a passare anche da AleEmmaBibiDodo, per dare il benvenuto alla nuova arrivata, Emma. Quando eravamo da loro ci siamo resi conto di essere diventati una folla: in quel momento, eravamo ben in sei.

foto di gruppo l'albero sulla torta alla ricotta nedeva e antipasti vari
involtini con i funghi foto di gruppo tre contorni by Luisa

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Da Latisana a Codroipo presso le risorgive

Ieri sono andata in bici tutto il giorno, e meno male che ho acchiappato l’occasione, perchè era l’unico giorno di tempo abbastanza bello rimasto entro l’anno. Avevo in programma un’esplorazione della zona sopra Cormons, l’unico lato della regione con un po’ di sole, anche se lo conosco già come le mie tasche.
E invece è stata trenitalia a decidere per me: il mio treno per Udine-Cormons era stato sospeso, per cui mi sono dovuta inventare un’alternativa lì per lì. Il treno per Venezia partiva pochi minuti dopo. Fatta. Preso il biglietto fino a Latisana, e via. Soddisfatto anche il bisogno di strade nuove, il bisogno di “perdermi” e poi ritrovare la rotta.

La zona sopra Latisana, e in particolare quella lungo il percorso del fiume Stella, è piena di risorgive: un’area protetta come “biotopo” che avevo già in mente di visitare, solo che volevo aspettare la fine di gennaio, data di chiusura della stagione di caccia.

Il primo momento chiave della gita è stato il passaggio presso Ariis. Lì ho trovato il Parco dello Stella, con Acquario. Sembrava deserto, ma ho provato ad entrare nel centro visite… vediamo, porta aperta. C’era solo il custode, Sandro, ed era giorno di manutenzione e non di visita. Però è stato così gentile da provare a chiamare per me il direttore della sezione di caccia locale. Non lo ha trovato, ma mi ha dato qualche dritta.
“La caccia è permessa di mercoledì e di domenica. Però, nelle riserve private, l’attività venatoria è possibile tutti i giorni. E queste aree non sono del tutto recintate. Se presso le casette di legno, tipiche postazioni di osservazione, vedi un’auto parcheggiata, allora vuol dire che c’è anche il cacciatore in zona”.
E in effetti, nel bel mezzo del bosco verso Virco che ho attraversato su una ampia strada bianca, è apparso un cartello con l’indicazione “zona di caccia Talmassons” (zona pubblica o privata? il segnale per le bici indicava di passare proprio per di lì…). Con casetta-osservatorio, camioncino e cacciatore più due cani liberi. Dall’altro lato del bivio. Meno male che la mia direzione era quella opposta.

Il custode dell’acquario mi ha consigliato di visitare, sempre ad Ariis, il parco di villa Otelio. Ottimo spunto.
Il parco ospita fenomeni naturali della zona delle risorgive, come ad esempio le “golene”: zone pianeggianti che vengono invase dall’acqua solo nei momenti delle piene, e che ospitano specie vegetali dette “pioniere”. Boscaglie ed alberi igrofili in grado di colonizzare per primi i territori alterati. Non è un bel nome, “pioniere”?

bici sulle risorgive ombre sull'acqua i pesci nella vasca orzotto al radicchio
mi oriento con i monti un tronco mi sbarra la strada in bici nella zona delle risorgive "la Golena"
foglie di quercia sott'acqua postazione da caccia? bosco Talmassons colori presso l'acqua del canale

Dopo un ottimo pranzo all’antica trattoria Principato di Ariis, ho proseguito il giro risalendo le risorgive. Anche se non avevo la mappa, mi orientavo con le montagne non troppo lontane all’orizzonte. Un profumo di incenso mi sorprendeva, seguito poco dopo dalla vista di una chiesetta. Mancava poco alla stazione di Codroipo, ragionevole tappa del ritorno, ma non volevo ancora tornare. Allora sono passata a Villa Manin. Almeno per vedere quale mostra era in corso. E lì ho avuto il secondo premio della giornata. Una esposizione di sculture all’aperto da guinness dei primati. E una proficua visita al centro turistico di Passariano. Lì, infatti, ho trovato un’ottima mappa della zona: la cartina girogirobici, che riporta diversi itinerari attorno a Codroipo. Le promozioni locali dei percorsi ciclabili non si trovano dappertutto: sono pubblicazioni distribuite sul posto!

Quello nel parco Villa Manin era il gregge più grande del mondo. Risultato di un lavoro svolto da 86 scuole, che hanno aderito al concorso indetto dall’Associazione fra le Pro loco del Fvg, era la realizzazione di sculture a forma di pecora in materiali vari (per un totale di circa 860 pecore), con cui popolare la Piazza Tonda di Villa Manin. L’esposizione è stata legata al progetto “adotta una pecora!”: una raccolta di offerte da devolvere ad un Ente la cui attività è rivolta ad aiutare bambini bisognosi. Ma la parte più significativa va vista nel progetto di sensibilizzazione: l’evento è stato considerato un mezzo per coinvolgere diverse generazioni (si stima che per la sola organizzazione sono state raggiunte a vario titolo oltre 35.000 persone) in un’iniziativa “legata ai valori di impegno sociale, aggregazione e cultura del bello”.

Alla fine, sono rimasta fuori fino a tardo pomeriggio. Non ho disdegnato le occasioni anche temporanee per scaldarmi, e il bilancio termico complessivo è stato buono: ritorno a Trieste verso cena col buio, muscoli ancora abbastanza caldi, salitina “in piedi sui pedali” per l’ultima rampetta della strada verso casa.

ruotagiro n.2 mi piace il disegno sulla parete quante pecore a villa Manin adotta una pecora
sottopassaggio alla stazione di Codroipo in treno dopo il giro non solo la bici la mappa!

Bicitinerario: Latisana, strada lungo ferrovia lato sud, Precenicco, sottopassaggio di attraversamento binari, Rivarotta, Chiarmacis, Teor, Ariis, Parco dello Stella e Nuovo Acquario Paolo Solimbergo, ristorante principato di Ariis, parco di villa Otelio, sentieri lungo l’itinerario girobici n.2, Flambruzzo, chiesa di Flambruzzo e segnali per l’itinerario girobici n.2, a sinistra verso Sivigliano e poco dopo a destra per il tratto del girobici n.2 verso il bosco e su strada bianca, riserva di caccia Talmassons nella zona delle risorgive, pianure di Virco, Virco, Passariano, Villa Manin, ciclabili sul marciapiede a fianco strada fino a Codroipo stazione.

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Una calma serata festiva

Lo scorso 25 dicembre, dopo cena, eravamo a casa tranquilli.
Suona il telefono che son passate le dieci. Dado risponde.
“Marco! Ciao! Quanto tempo! Come stai? Ora ti passo Paola, che è già impaziente di salutarti”.

Il nostro amico Marco è sempre pieno di aneddoti, ma non solo. Non posso fare a meno di annotarmi le sue lue lucide analisi delle cose, in cui mi trova molto spesso d’accordo.

“Lo sapevate che i cani finlandesi non abbaiano quando sono in casa, perchè fa rumore e disturba?”, ci racconta. Non è un risultato casuale, ma è frutto di addestramento. Per esempio, tramite l’uso di collarini che rilasciano sostanze odorose sgradevoli per il cane al momento dell’abbaiata. Sempre meglio dei collarini che danno una piccola scossa al cane che abbaia, penso io: addestramento “dolce”.

La migliore immagine che ci ha trasmesso è questa: “Provate a camminare sul pack (il mare ghiacciato dei paesi del nord), fino a raggiungere posti (tipo quel pilone che sporgeva dall’acqua) che d’estate vedevate laggiù verso un irraggiungibile orizzonte. Un’esperienza unica”.
Cerco di immaginarmi un equivalente impossibile: il mare dei topolini coperto da uno spesso strato di ghiaccio. Le boe e gli scogli al largo (che in agosto sbucano dal blu intenso, e che di solito ti guadagni a nuoto) raggiungibili a piedi, cammminando sul bianco. Un effetto surreale.

E per concludere: “Puoi fare un’analisi grande quanto vuoi, ma quello che conta sono i fatti. E l’esperienza. Sperimentare, sperimentare, sperimentare…”

painting

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Recensione di altri blog – 3

Dai blog che guardano in faccia la realtà si può imparare molto di più che dai giornali. Sì, i giornali li citano, talvolta, questi blog. Come fonti. Ma attingere direttamente alla fonte è un’altra cosa.

Per capire cos’è stato il terremoto a L’Aquila, lo sfruttamento dopo la perdita, e come si può ritrovare la forza di ricostruire, ci sono solo le parole di chi l’ha vissuto.
http://miskappa.blogspot.com/

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Recensione di altri blog – 2

Un altro blog che seguo assiduamente è quello di Lorella Zanardo. Scrive in modo severo, ma anche positivo, con un equilibrio che mi piace.
Il suo documentario, “Il corpo delle donne” (come le donne vengono rappresentate veramente in tv, una analisi agghiacciante) ha contribuito a far ripartire il dibattito sulle donne in Italia. L’ho visto spesso proiettato in città, negli eventi dedicati al femminile: un punto di riferimento del discorso odierno.

irisverde corteccia vestine rosa

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Benvenuta Emma!

Oggi è arrivata Emma, siamo emozionati e facciamo le congratulazioni ai nostri amici AleBibiDodo, che da ora in poi saranno rinominati in AlèEmmàBibìDodò!
Aspettiamo di vedere la reazione di Ale con la nuova sorellina, che fino a adesso per lui era una cosa misteriosa di nome Amma…
Per fare omaggio alla mamma e ad Emma, riscaldiamo l’aria non più di neve con una foto piena di calore.

le rose di boccaccio

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Weekend con la neve

Sabato e domenica li ho passati vicino alle fonti di calore: scaldino, caminetto, calorifero. Per cena e per pranzo sono andata da ma e pa (dove ho assaggiato un tentativo di dolce cotto nella macchina del pane).
Quando è uscito il sole, siamo andati a fare una passeggiata con Dorfi. La neve, e forse anche il sale della strada nei polpastrelli, dopo un po’ le facevano tremare le zampette.
Il sentiero di collegamento tra Piscianzi e Scala Santa era percorribile, anche con la neve. Già altre volte il bosco mi aveva dato la sensazione di essere un posto caldo. Questa volta, con la luce del tramonto, l’effetto era ancora più evidente.
E se quella era la giornata più corta dell’anno, vuol dire che siamo a posto, pronti per la risalita.

contadinelle del presepe il presepe a casa mamma l'abete del giardino di casa erba fresca con la neve
colori caldi oltre i vigneti il sentiero con la neve sotto la tettoia d'inverno zampette di cane
la neve sui pastini dorfi nel bosco tramonto sul mare papi e pa

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Erano anni che non succedeva

Oggi, sabato mattina, abbiamo approfittato per dormire un po’ di più.
Ma, nel silenzio, era comparso un rumore insolito: sgrat, sgrat, sgrat….
“Sembra qualcuno che spala la neve dalla strada”, pensiamo entrambi, come se fosse una strana fantasia.
Mi alzo, apro la finestra, e invece… “E’ proprio così!”, dico a Dado, “C’è la neve, e ha ricoperto tutto!”
E mentre son qua che scrivo, Dado ha preso un po’ di neve dal davanzale, e me l’ha sfregolata tutta sulla testa…

neve sulla strada troppo freddo per lavorar giardinetto innevato Dadone con sciarpa e berretto

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Recensione di altri blog

L’altro venerdì stavo tornando da un viaggio all’estero.
Ero ormai arrivata a Ronchi, ero salita sul bus navetta, bus che in un’ora mi avrebbe portata a casa.
Accendo la radio. La ascolto nell’orecchio.
Su radio tre c’è Fahrenheit. Recensione di libri. Bene.

La voce della conduttrice mi ricorda qualcosa.
Intervista altri autori, gioca con loro a “indovina qual è questo libro”.
Alla fine sento il suo nome: la conduttrice lo ripete prima di chiudere la trasmissione.
E’ Loredana Lipperini.
Ma io la conosco!
Per la prima volta sento la sua voce.
Di solito, leggo il suo blog.

Il blog di Loredana Lipperini è uno di quelli che vengono aggiornati tutti i giorni. Anche il sabato e la domenica.
Questo motivo, da solo, fa attrazione e fidelizzazione.
Il blog della Lipperini, nella classifica di dicembre di Wikio, si colloca al settimo posto tra i blog più visitati.
Io lo seguo da più di un anno.
Loredana parla di immaginario culturale, di donne e di filoni nella narrativa di genere, ed è molto critica, sempre accesa.

Quando ho sentito la sua voce per radio, mi si è acceso qualcosa.
Mi sembrava una familiarità che diceva qualcosa di più.
Mi faceva pensare: “Che bello, condurre una trasmissione storica che parla di libri. Potrei farlo anche io, un giorno, se ne avessi l’opportunità”.
Lei si definisce informatrice culturale.
Sì, capisco.
Capisco che posso essere questo, quello o altro.
Capisco che la mia professione non è un nome sulla carta.
La mia professione non ha nome.
La mia professionalità è dentro di me.
Nessuno può portarmela via.

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Per chi ama la minestra

Lunedì scorso Dado, col mio aiuto, ha fatto la minestra di zucca e porro.
Una bella quantità: avevamo preso mezza zucca per un totale di alcuni chili.
Di solito in questi casi ce ne mettiamo da parte diverse porzioni, surgelate: questa è una delle nostre scorte preferite.
Solo che stavolta non abbiamo resistito: l’abbiamo finita prima!
Abbiamo mangiato minestra per tre cene consecutive.
Troppo buona.
Le cose che mi piacciono, sono quelle fatte in casa.

minestra di zucca casalinga

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