Archive for giugno, 2009

Foto di foto

Dal viaggio in Olanda sono rimaste ancora parecchie storielle da raccontare.
Una è relativa al rapporto tra gli olandesi e la fotografia.
Si tratta sicuramente di un rapporto molto stretto, perchè le mostre fotografiche sono molto popolari da loro. Durante questo viaggio abbiamo trovato tante mostre di fotografia quante degli altri generi. Ampio spazio dunque all’arte della luce e della camera oscura!

Una delle esposizioni più significative è stata quella di Amsterdam, world_press_photo 2009, dedicata al fotogiornalismo. Rappresentazioni di eventi di cronaca talvolta duri, altre volte spettacolari.
I premi vengono dati alle immagini non solo per la loro qualità, ma anche per il significato che esse portano sulla base della storia espressa nella descrizione.
Tra le didascalie, mi ha colpito soprattutto questa: “Parte della missione della testimonianza di eventi drammatici è non solo aumentare la consapevolezza, ma anche risvegliare il senso di responsabilità, in modo che l’insegnamento dei fatti storici abbia un impatto sul pensiero e sul comportamento contemporaneo.”

Museo della fotografia di Rotterdam Oude Kerk Dado e le foto ciclisti sul ghiaccio

foto e visitatori

Tag:

Commenti

Leggero cambio di punto di vista

Il disegno con il carboncino non è come quello a matita.
Innazitutto, ci sono almeno due tipi di tratto: quello che ha la dimensione della punta polverosa, e quello ammorbidito che rivela il colpo delle dita.
E poi, è più veloce.
Mi ricordo, alcuni anni fa, quando avevo iniziato col carboncino: arrivavo a fare anche tre, quattro disegni al giorno.
Staremo a vedere…

carboncino

Tag:

Comments (2)

Io non russo, tutt’al più, chiacchiero…

Continuano le puntate del sonniloquio Dadico: Dado è come un oracolo, di notte emette sentenze che possono essere utilizzate per capire se le cose vanno bene o no.
In fondo, come sorpresa notturna, non è male. Come dice Dado: “Io non russo, tutt’al più, chiacchiero”.

Stanotte io ero ancora sveglia, che non riuscivo a prendere sonno, quando ad un certo punto Dado ha cominciato a parlare. Ecco il dialogo:

D: Hai sentito?
P: Cosa?
D: Che ti ho detto grazie!
P: Perchè?
D: Per le palle! Di caccole! Grandi palle, grande grazie, grande amore!
P: Sei sveglio?
D: Così così…

(ovviamente, la mattina dopo, Dado non ricordava nulla. Comunque mi sa che anche questa volta il responso dell’oracolo è stato positivo…)

tunnel infinito

Tag:,

Commenti

Sere d’estate

Ok, lo so, all’estate manca ancora qualche giorno.
Ma tornare a Trieste e trovare il caldo, la musica in piazza Hortis la sera, la città in festa a sorpresa, fanno sentire in vacanza e a casa assieme.
Oggi a fine pomeriggio sono andata a prendermi un gelato in bici. Poi ho scoperto una interessante mostra alla sala comunale di piazza Unità. Era organizzata da un’associazione che promuove (mettendo un laboratorio con gli strumenti a disposizione) le diverse tecniche dell’incisione. Un argomento che mi incuriosiva da tempo. Eh si, è vero che queste tecniche richiedono molte ore di paziente lavoro (e delle ore cosecutive da dedicare a queste tecniche dove le trovo?), però quella di potermi sfogare di nuovo con un’attività dal forte sapore artigianale è un’idea che tengo di sicuro al calduccio per i momenti buoni.

Poco dopo Dado mi ha raggiunta in bici pure lui in piazza Unità.
Abbiamo cenato fuori, presso uno dei banchetti allestiti per la serata “gesti e sapori”, quello genovese da cui abbiamo preso gnocchi con la salsa di noci e trofiette al pesto.
E il tocco finale è venuto dal concerto di blues in piazza Hortis.
Direttamente da Londra, è scesa per l’occasione una grintosa Dana Gillespie. Compagna di Bob Dylan, amica di David Bowie, e attrice in Jesus Christ Superstar, la signora del boogie woogie ha portato un pezzo di storia qua sotto casa da noi, venendo in treno come se fosse in gita per il weekend.

laboratorio incisorio tramonto di giugno blues in piazza Hortis Palla e Dana

Tag:

Commenti

Il mondo è fatto di scale…

Le scale in Olanda, soprattutto dentro le case ma molte volte anche dentro gli edifici pubblici e i musei, sono ripidissime.
Secondo me hanno un angolo fisso di sessanta gradi.
Davide dice che con quelle scale non puoi tornare a casa ubriaco, ti ribalti di sicuro.
Mi ricordo che alle elementari la maestra mi diceva che in Olanda hanno poco spazio. Sarà per questo che hanno le scale così ripide?
Abbiamo scoperto che c’era in Olanda, fin dai tempi andati, una forte tassa sulla metratura delle case. C’era il detto del servo: “la base della mia casa è più piccola del portone della casa del mio pardone”.
In effetti, la densità di popolazione è molto elevata, da quelle parti. Risparmiamo sullo spazio per le rampe di scale, allora!

In Olanda le scale degli ambienti esterni, per esempio delle stazioni, hanno praticamente sempre la pista per la bici. E’ un solco che sta a lato, largo quanto una ruota. Serve a portare su e giù la bici a mano, lasciando che le ruote scorrano in questo solco, senza che ci sia bisogno di una rampa ingombrante. “Però quando accompagni la bici giù per il solco, devi usare i freni!”, ci tenevano ad insegnarci.

la guida portabici olanda bucolica il tetto si fonde col cielo la lista del pomodoro
in bici co le riodele le regine d'olanda occhio, pecore... don't walk - rent a bike
colori di harleem olanda e papaveri segni di bici in varie forme palla imbacuccata
mare a sinistra, zona di bonifica a destra casette di durgerdam polder e canali Davidaola appena scesi dal treno

Tag:

Commenti

Il delta d’Europa

Una delle puntate più avvincenti del viaggio in Olanda, secondo i miei gusti, è stata la visita alla diga sull’Oosterscehlde e al parco scientifico dei Delta Works (Deltawerk, in olandese), presso Middelburg.
L’Oosterschelde è l’estuario del fiume Schelde che, insieme al delta del Reno e della Mosa sempre in Olanda, è stato nei secoli sito di ripetute inondazioni.
E’ incredibile vederlo rappresentato nelle mappe per gli studenti olandesi, ma l’Olanda è un territorio completamente costituito da delta, nient’altro che delta. Un terriorio omogeneo e del tutto dedicato alla sua complessa gestione. L’Olanda si becca tutti gli “scarichi” dei fiumi navigabili provenienti dagli altri paesi, e che all’arrivo realizzano un complesso abbraccio col mare. L’Olanda è il delta dei più grossi fiumi d’Europa, ed una delle più grandi aree di delta del mondo.

A questo punto, già che c’erano, gli Olandesi si sono specializzati in gestione di delta di fiumi. La loro opera è stata costantemente concentrata sulla creazione delle difese dalle eccessive variazioni del livello dell’acqua. Variazioni che possono presentarsi in diverse direzioni. Troppa acqua dolce non va bene, rischio alluvione. Troppo poca acqua dolce non va bene, lascia i campi a secco. Ma la peggiore delle situazioni è l’acqua del mare che rientra nel delta: la salinizzazione dei campi è la più negativa delle condizioni, da evitare in tutti i modi, e le tempeste marine sono le più pericolose.

Ecco allora che le opere idriche (mulini che pompano via acqua, dighe e barriere, bonifiche e deformazioni dei canali) sono state presenti sempre nella storia del territorio olandese. Senza raggiungere mai uno stop. Per esempio, ben il 20% del territorio olandese è risultato di bonifica, strappato ai fondali, e abbiamo visitato siti che verranno bonificati in futuro.
Una delle cose che mi ha colpito di più, è che le più grandi dighe olandesi sono state erette molto di recente, in pratica negli ultimi decenni. E non solo. Il progetto contnua fino al 2015; anzi, dato che c’è la crisi economica, le prossime opere pubbliche di avanzamento delle dighe sono state accelerate, come misura orientata ad aumentare il livello di occupazione, dato che i progetti erano già stati definiti e valutati all’interno di un sistema integrato.

mare gelido Davidaola imbacuccati jazz house a Middelburg seratina jazz

Il territorio olandese è uno dei più modificati al mondo, la natura che c’è non ha niente di originale. Tanto per darvi un’idea, gli alberi dei viali e dei giardini hanno spesso i rami imbrigliati nelle forme più varie: triangoli, quadri o palette, come noi facciamo con i vigneti dalle viti intelaiate, o le colture intensive di alberi da frutta. Per loro la natura artificializzata è normale, la siepe del giardino ha la forma della merlatura di un castello.
L’azione della natura ora è talmente annodata con l’azione dell’uomo che queste due azioni non si possono più separare e non si fermano mai. Anche a fermarsi, ormai, si creano indesiderate conseguenze, quindi tanto vale continuare a studiare, e a cambiare insieme alla natura. Invertiamo il paradigma: non è la stabilità che si cerca, lì non è possibile; è il cambiamento “insieme”, uomo e natura, coordinato. Una lezione interessante: in fondo, ogni periodo stabile è tale solo in base al nostro punto di osservazione, e solo per un periodo finito. Quindi tanto vale assumere cambiamento e interazione come l’elemento presente costantemente…

La diga apribile più grande delmondo (dettaglio) L'eolico sull'Oosterschelde

Gli olandesi sono molto esperti di tematiche ambientali, anche di preservazione dell’ambiente. Sono i primi a preoccuparsi dell’innalzamento del livello del mare per colpa del riscaldamento globale, hanno già calcolato la modifica dei coefficienti di sicurezza sulle dighe a causa di questo, e i nuovi aggiustamenti che si dovranno sobbarcare…
In fondo, è stata la natura a trasformare gli olandesi, a farli diventare così. Diventare ingegneri civili era l’unico modo per sopravvivere, per loro. Ad ogni grande inondazione, come l’ultima, drammatica, del 1953, ripartiva lo slancio e la sfida per migliorare il grado di protezione delle vite umane e delle loro proprietà.

La diga dell’Osterschelde (Oosterscheldedam) è una diga apribile, anzi, una diga aperta. Sì,le sue valvole vengono tenute sempre aperte, bocche di quarantacinque metri ciascuna. E viene chiusa solo nelle condizioni limite, abbassando completamente le porte sulle bocche nel tempo di poche ore. Capita un paio di volte all’anno. Una delle più grandi opere civili al mondo, una delle sette meraviglie del mondo moderno secondo l’American Society of Civil Engineering.

Tag:,

Commenti

bi-AnnoVersario

sono passati amorosi e belli due anni con la mia Paola!
il viola va di moda

Tag:

Comments (1)

Il giro dell’Olanda

Ecco l’intinerario da noi realizzato durante le tre settimane della vacanza in Olanda. In rosa sono gli spostamenti percorsi con la bici, saranno circa 300 chilometri. In viola gli spostamenti effettuati in treno. Le tappe del tour: Amsterdam – Lisse – Keukenhof – Scheveningen – Bloemendal – Den Haag – Delft – Rotterdam – Middelburg – Maastricht – Utrecht – Ede – Hoge Veluwe – Arnhem – Deventer – Zwolle – Naarden – Harleem – Durgerdammerdijk – Amsterdam. Quasi tutte corrispondenti a pernotti in bed and breakfast, oltre a due ostelli della gioventù; alcune località visitate in giornata.

Alcuni dei tratti viola erano ottimi anche per la bici, ma il maltempo o il raffreddore ci hanno fatto preferire il treno. E’ il caso della zona dello Zeeland, presso Middelburg, rinomata per le pedalate in mezzo alla natura, ma dove noi abbiamo trovato lo stratempo (ed è una puntata di cui dobbiamo ancora parlare: la visita alle grandi dighe del Progetto Delta sotto la pioggia!). O del tratto tra Deventer e Zwolle, tutto lungo fiume, ma la giornata che era dedicata a quella tappa noi l’abbiamo spesa a caccia del portafoglio smarrito di Dado, recuperando poi sulla tabella di marcia col treno.

mappa dell'Olanda in bici

Il detto che afferma “in qualunque direzione tu pedalerai, troverai sempre il vento contro” è verissimo!! L’Olanda sarà anche piatta, al massimo con qualche “montagnola” a sud, però il vento richede spesso l’uso di marce corte: sembra incredibile, ma pure in discesa si viene frenati. Guanti e sciarpa, quindi, sono sempre necessari. Il primo giorno in cui abbiamo trovato pace dal vento è arrivato dopo tre settimane, al ritorno a Trieste…

Oltre che per i trasferimenti, usavamo la bici per girare nelle località, nei parchi, dalle stazioni ai bed and breakfast, e così via; tutto ovviamente lungo percorsi ciclabili separati dalle auto, all’interno della rete di 20.000 chilometri di piste ciclabili presenti nel paese. Ci eravamo abituati così bene che al ritorno a Trieste, nel tratto sul pedale dalla stazione a casa, cercavamo in automatico il pulsante del semaforo che prenotava l’attraversamento per i ciclisti…
L’Olanda è davvero amica delle bici, la sicurezza durante la pedalata è incomparabile.

Tag:,

Commenti

Il paese delle bici

Rieccoci, qua, siamo tornati a casa a Trieste, dopo un lungo viaggio in treno direttamente da Amsterdam!
La prima collezione che abbiamo raccolto durante questo viaggio in Olanda, ovviamente, è quella delle osservazioni e foto legate al tema della bici…
Abbiamo visto:

  • Un tipo che pedalava con grossi zoccoli di legno ai piedi.
  • Diverse persone che pedalavano con strumenti musicali al seguito, dalla tromba al contrabbasso a tracolla.
  • Un uomo grandissimo su una bici piccolissima.
  • Bici da treno pieghevoli in tre giunture, che si infilano in una piccola borsa e non pagano il supplemento.
  • Un tipo dark che pedalava portandosi un ombrellone aperto per proteggersi dal sole.
  • Ragazze in bici con la gonna corta dall’effetto monella.
  • Un carretto-bici che portava via con sè decine di bici accatastate.
  • Un signore che pedalava portando in mano un’altra bici tenendola per il manubrio per farla avanzare in equilibrio sulle sue ruote.
  • Adulti in bici con rotelle posteriori per chi non sa pedalare.
  • Diversi papà con bimbo e passeggino legato al portapacchi della bici (c’è un apposito accessorio porta passeggino sul posteriore!).
  • Pubblicità che dice: apri il conto in banca da noi, e ti regaliamo una bici.
  • Taxi-bici.
  • Un ragazzino in bici con anche i roller ai piedi (che alla fine cade da fermo con tutta la bici…).
  • Diverse ragazze sedute sul portapacchi delle amiche, anche due alla volta (totale: tre persone su una bici sola).
  • Parcheggi per migliaia di bici (che ci dicono essere in espansione, perchè i posti non bastano mai).

priorità alle bici parcheggio per le bici bici pieghevole in tre bici col carretto
in bici col velo in due in bici carretto porta bimbi ricamo le bici
in bici in due parcheggio bici ad harleem in bici col cane in bici coi gemelli

  • Sellini giganti di tutte le foggie, coprisellini decorati in vendita, coprisellini di pelouche (una coppia ci ha detto che, dopo che li provi, non puoi più farne a meno).
  • Bici fiorite, con giardinetti colorati sul cestino davanti, o avvolgimenti di fiori su tutti il telaio.
  • Bici con parabrezza (infatti c’è il vento, sempre).
  • Piste ciclabili che vedono la precedenza della bici su tutto, ad ogni incorcio, rotatoria e cambio di corsia.
  • I motorini sono tutti TOMOS, e vanno a trenta all’ora anch’essi sulle piste ciclabili.
  • Barca col portabici.
  • La bici più strana di tutto il viaggio: con quattro sellini e due paia di pedali, un paio ad altezza adulto e uno ad altezza bambino.
  • Un tipo in bici con uno stendibiancheria nuovo in mano.
  • Diverse persone in bici col cane nello zainetto, o nel cestino, o al guinzaglio.
  • Un uomo in bici col bambino seduto dietro e una mini bici davanti, attaccata al manubrio…

Parcheggio bici al coperto Attraversamento bici bici fiorita pista ciclabile
mini bici parcheggio per le bici in bici coi pici bici colorate
carretto bici bici tigrata in bici a tutte le età bici con 4 sellini

Questo post è dedicato al nostro amico Max, che ha appena aperto un’officina per le bici vicino a casa nostra, in via Udine zona piazza Belvedere: si chiama Officine Dada (un nome che ci sta alquanto caro!). Buona fortuna a lui e a tutti ciclisti che passeranno dalle sue parti!

Tag:

Comments (2)

Ritorno ad Amsterdam

Dopo la permanenza a Zwolle, la cittá piú verde d’Olanda (secondo un concorso vinto nel 2005), ci siamo avviati verso Amsterdam. Ammetto che siamo andati prevalentemente col treno, perché freddo e vento erano tornati contro di noi.
A metá strada abbiamo fatto tappa a Naarden, cittadella medievale fortificata con la pianta a forma di stella come Palmanova, e col doppio fossato concentrico attorno alle mura! Probabilmente é l’unica in Europa ad avere questa struttura. Lí era in corso un festival di fotografia, per cui abbiamo fatto una capatina in alcune delle molte gallerie e locali, dove esponevano fotografi di diverse provenienze.

Ora siamo in un bed and breakfast poco lontano dal centro di Amsterdam, abbiamo in programma una visita alla vicina Harleem, e nel pomeriggio un appuntamento con gli amici Max e Checco, come all’inizio della vacanza. Il viaggio é quasi in chiusura, domani alle cinque del pomeriggio ci attende il treno del ritorno, una tratta unica da Amsterdam a Milano, e poi trenini vari fino a Trieste ancora da prenotare direttamente da lí.

Tag:

Comments (2)