marzo 17, 2009 at 07:28
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marzo 15, 2009 at 09:37
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Al sabato mattina, in questa stagione, sono in molti ad avere la mia stessa idea.
In molti fanno colazione, inforcano la bici, si dirigono verso Piazza Oberdan per prendere il tram, fanno uno scattino finale per superare gli eventuali altri ciclisti, e sperano di accaparrarsi un posto in prima fila che permetta di caricare la bici sul tram per Opicina…
Per fortuna i sabati e le domeniche, sui tram che partono da Piazza Oberdan alle ore 9.11, 10.11 e 11.11, si possono caricare non solo tre, bensì fino a sei bici, infatti è riservato ai ciclisti anche il vano presso il guidatore (in quelle occasioni equipaggiato con un porta bici): quindi le possibilità di avere posto per tutti aumentano!


Il programma del giro era esplorare la nuova pista ciclabile Opicina Orlek. Il percorso, quasi interamente fuori strada, è il seguente:
Opicina obelisco – quadrivio di Opicina a destra – un breve tratto su strada – ingresso in un vialetto in ghiaia sulla destra – arrivo a Banne, presso il pozzo storico – Caserma Cimone – Campo Carri – sottopasso sotto l’autostrada – tratto ciclabile verso Trebiciano – Trebiciano centro – pista ciclabile in asfalto rosso verso il confine – Abisso di Trebiciano – Orlek.
Buon itinerario, gradevole e alla portata di tutti.
All’andata, lungo la risalita dell’altopiano, ho visto un gruppo di cinghialetti dai simpatici musi appuntiti… sgrunt sgrunt!
Al ritorno mi sono diretta verso il sentiero del Capriolo, e sono passata presso lo Stagno di Banne.
Ho trovato uno stagno apparentemente in letargo, mosso solo dalle lumachine che cominciano ad affollarsi sul pelo dell’acqua. Però osservando con più attenzione nello stagno, ho trovato delle catenelle filamentose che ospitavano delle serie di perle nere lucide e sferiche… probabilmente delle uova. Forse i Tutori degli Stagni mi sapranno dire qualcosa…
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marzo 13, 2009 at 09:41
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L’altro giorno siamo stati invitati a cena da Carluca, nella casa nuova in cui hanno appena traslocato, che bella!
Al nostro arrivo Carla stava cucinando il ripieno a base di spinaci per la torta salata, e Luca stava componendo un tavolo. Alcuni scatoloni li guardavano ancora incombenti, e la connessione al web non era ancora pronta…
D’altronde, come ha detto Luca, a cosa serve internet quando hai dei mobili da montare?

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marzo 11, 2009 at 23:05
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Che giornate, ragazzi, che giornate.
La luce esplode la sera, al tramonto le nuvole sono viola cicciose sui cieli gialli.
Al mattino il vento fresco respira, l’aria si apre.
Alla pausa di mezza giornata, quando si esce un attimo, pare d’essere studenti, è difficile rientrare, sembra una festa.
Al pomeriggio le nuvole son grigie e incombenti, e pure piove brevemente, e poi tutto ricomincia daccapo.
E’ incredibile vedere come le stagioni vanno avanti, inesorabili, quando dentro di te tutto potrebbe essere fermo e a fatica si svecchia. Alla lentezza che sembra farla da padrone, fanno uno scherzo i fiori che bussano alla porta.

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marzo 11, 2009 at 09:46
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L’altro giorno ero sola a casa, che disegnavo.
Suona il campanello.
Arriva Dado.
Prima ancora di vedermi, dice: “Sento odore di matita”…

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marzo 10, 2009 at 07:51
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Stanotte ho sognato di dipingere.
Avevo una tavoletta di legno, dipingevo direttamente sulla sua superficie, e anche sui suoi lati, che fa effetto “non ho bisogno della cornice”.
Volevo fare un lavoro astratto, ero in compagnia di altre donne, perchè c’era un ritrovo creativo, eravamo riunite in una sala in piena Piazza Unità.
Ecco allora che aprivo le mie boccette di colori, intingevo il pennello largo, e passavo sulla tavoletta prima uno strato di bianco, e poi ricoprivo il tutto col giallo, mentre i due colori si sfumavano, e la superficie liquida era tesa. La creazione che si formava nella mia mente (nel mio sogno) era come una ravvicinatissima immagine macro di un fiore luminoso. Con qualche screzio rosso di pistilli pelosi, e con venature di foglia verde a reticolo: solo gli elmenti più essenziali della forma del fiore si vedevano, il resto era tutto sfuocato in uno spazio avvolgente.

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marzo 8, 2009 at 09:01
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Ieri, sabato, siamo andati in bici lungo l’ippovia del Cormor. Che bello! Il davidaola team che va insieme a pedalare si sente in vacanza! Montagne piene di neve all’orizzonte, campi curati e balle di fieno, fiume placido e pieno d’acqua. Un percorso che è uno spettacolo. Tra i vari itinerari in bici che abbiamo provato, questo può essere sicuramente consigliato.
Poichè c’è stata pioggia nei giorni precedenti, il livello del fiume Cormor era troppo alto per attraversare con la bici i due guadi presenti lungo il tragitto. Lì siamo dovuti momentaneamente uscire dal tracciato. Un momento lungo quanto una pausa pranzo, con gnocchi di zucca e pasta alla salsa di vodka e speck, presso la trattoria “al gecko” della località Branco.
La sorpresa lungo il tragitto è stata trovare i prati e il sottobosco ricoperti di crochi, dai colori screziati bianchi e viola. Come resistere alla tentazione di distendersi sull’erba per fotografare le distese di fiori, anche a costo di raccogliere un portafortuna sulla giacchetta a base di *ccc* di cavallo?…



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marzo 5, 2009 at 23:12
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Corri corri corri pensa pensa pensa scegli decidi guida leggi scrivi corri corri chiama rispondi pedala e nel frattempo la luce della primavera si avvicina…

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marzo 4, 2009 at 22:15
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Oggi Ale ha compiuto un anno. Come vola il tempo! La sua mamma ha detto che le è sembrato un anno lunghissimo… A noi invece è parso di vederlo crescere molto in fretta.
Dado, da bravo santolo, gli ha portato un bel regalo: una scatola di mattoncini di legno di tutte le forme e colori, buoni per fare le costruzioni.
E infatti Ale si divertiva a vederci fare le torri di legno alte alte, per poi dargli una spintarella,chiudere gli occhietti e… bummm! Rumore di tutti i pezzi di legno caduti per terra! Che divertimento! La risata di Ale-Barry-White era assicurata! Oh oh ohoho…
Gli abbiamo cantato tanti auguri con la vociona di Babbo Natale: tanti augooori a tooo, tanti augooori a tooo… Qui, su Radio Barry White! Ohoho-oho!

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marzo 3, 2009 at 22:54
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Stamattina mi sono svegliata, ho guardato fuori dalla finestra, e a malapena ho visto la casa di fronte. Sono uscita, ho preso il bus, e come sempre ho alzato la testa per vedere quali colori avrebbe avuto oggi il mare… Ma il mare non c’era! Neanche il molo si vedeva! Figuratevi come ci si sarebbe sentiti ad andare sul molo, sì, fino in cima, poi fermarsi, guardare indietro immersi nel vapore bianco latte e… oddio! Il mondo non c’è più!!! …pronti a far partire il sogno sulle nuvole? Via!!!

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