Archive for febbraio, 2009

E’ uscito un nuovo libro

E’ uscito il nuovo libro del papi!
Gli amici e gli ammiratori che hanno apprezzato il suo primo lavoro potranno riceverne una copia: basta chiederla!
Io ho avuto l’onore di realizzare la copertina.
Ecco un estratto in anteprima:

Praticare il nuoto mattutino quasi trenta giorni su trenta ti porta ad un’abitudine mentale che con il passare del tempo va oltre l’aspetto salutare dello sport che fa bene, diventa una necessità senza la quale la giornata non inizia con il piede giusto.
Le vicende narrate cominciano da lontano: da quand’ero ragazzetto e non frequentavo ancora gli stabilimenti balneari, per proseguire con il periodo scolastico, le compagnie di amici e le esperienze di gioco e divertimento che il mare di Trieste offriva, le vacanze in Istria, il servizio militare in Marina, e poi il lavoro, la famiglia e la nascita delle figlie, per arrivare così al periodo più recente degli ultimi dieci anni dove questo percorso, che dura tuttora, è diventato un’abitudine giornaliera costante che fa vedere ormai il mondo che ci circonda attraverso gli occhialini per il nuoto…

minima natatoria

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Risveglio

Ora basta esere irrigidita, basta sentire brividi di freddo.
Basta urlare nel sogno della notte fino ad interromperlo, basta mettersi in disparte e aspettare che la folla passi.

Ora posso in ogni momento richiamare a me la festa a casa di Martina, la sensazione di essere pronta a ballare. Posso allargare il mio spazio come davanti ad una platea, posso muovermi euforica ad un cocktail party. Ho per me la linea netta della luce bianca che attraversa il ghiaccio. Scopro l’insetto vestito di un abito di brina che si muove e si risveglia.

La foglia nel ghiaccio aria e ghiaccio
menischi di ghiaccio sto spuntando
vena verde il profilo della brina
linea di confine a me il fuoco

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L’orma del tempo

Sabato mattina scorso, la tappa principale della visita a Xamad è stata l’uscita fotografica al castello presso Asti. Una splendida giornata di sole: proprio quello che ci voleva per far esaltare i colori, per far respirare la macchina fotografica, che aveva bisogno di aria, di prospettiva di primavera.
Sullo stagno sotto il castello c’era ancora la neve, e i pantaloni si incollavano sul ghiaccio nella tipica posizione del “ginocchio del fotografo”. Le foglie dei platani erano semisommerse nel gelo, e lasciavano sopra di sè una conca a forma di foglia.
In quanto tempo si sarà formato quel loro lento sprofondamento, che poteva essere l’orma di un animale preistorico?

erba e foglie Paola in azione io il ghiaccio e le foglie l'orma del tempo
trappola nel ghiaccio il vetro dell'auto abbandonata il fienile erba e ombra
il fienile vecchio Gianni in azione la vernice il tetto del fienile
Dedicata a Dado fieno e ruggine Xamad che fa le foto three layers

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Foto dal web e nei quadri alle pareti

Sabato scorso sono passata ad Asti, in una breve tappa aggiuntiva del viaggio prima del ritorno a casa.
Sono andata a trovare Xamad, un amico conosciuto sul web per le sue spettacolari foto su flickr: dopo diversi tentativi, finalmente abbiamo combinato.
A cena i tajarin coi porcini, a pranzo ravioli al pomodoro con la salsa fresca; la sua gatta Gina la conoscevo già dalle foto, e lo stesso valeva per le margheritine e le orchidee al suo davanzale (che dalle sue foto ravvicinate parevano molto moolto più grandi…).
Come souvenir del luogo non ho potuto fare a meno di fare scorta di nocciole: nella cioccolata, nella polentina, nei biscotti. Ho preso un pacco, poi due pacchi, poi sono tornata dentro la pasticceria e ne ho comprati altri due per gli amici… che golosità!

tajarin coi porcini le foto do Gianni autoscatto con Xamad nocciolini

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Genova e i suoi sapori

La scorsa settimana sono stata di nuovo a Genova per lavoro.
Ormai Genova comincio a conoscerla. Mi ci muovo a piedi, o in metro, senza problemi.
Piazza De Ferrari con la armoniosa fontana rotonda, via San Lorenzo coi marmi bianchi e neri a bande alterne, via Garibaldi col Palazzo Rosso e i musei, viale XX Settembre con tutte le insegne al neon, il porto antico con le opere di Renzo Piano riflesse sull’acqua…
Per scoprire cosa avviene di interessante la sera, vado a vedere i manifesti coi calendari dei teatri a Palazzo Ducale, a Piazza delle Erbe, al Teatro della Tosse.
Per mangiare la focaccia genovese vado da Zena Zuena, che vuol dire Genova Giovane. Tra le specialità del luogo ho scoperto la spettacolare farinata di bianchetti: una focaccia sottile e dorata a base di farina di ceci, coi pesciolini fritti che confonderesti con fettine di cipolla, se non fosse per gli occhietti che spuntano come capocchie di spillo…

via garibaldi paola a genova focaccia e farinata farinata di bianchetti

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Amici sparsi

Lunedì scorso sono passata a Milano di gran corsa, ho fatto un sacco di cose, e la sera sono anche riuscita a incontrare un vecchio amico. Si trattava di Pucceus, il nostro testimone di nozze, detto affettuosamente da noi “Il Mediatore”.
Puc si è da poco trasferito da Trieste a Milano per lavoro, e così quando ci siamo visti abbiamo cominciato con gli aggiornamenti sulle vecchie comoscenze. Come sta Mik? Hai visto Liviano? E così via.

Dopo la serata passata tra rievocazioni e aggiornamenti, ovviamente ho fatto dei sogni che ne erano la degna continuazione.
Ho sognato che Liviano era al festival di Sanremo che suonava la tastiera, in una performance tra i “Big” con il suo gruppo i Jennifer Gentle, infatti essendo un gruppo già importante non aveva bisogno di passare prima per la categoria dei “Giovani”, era già Big, no?
Non so se al nostro amico l’idea di presenziare a Sanremo piaccia oppure no, comunque il sogno continuava così: io mi ritrovavo a guardare Liviano alla tv, un Liviano che ovviamente improvvisava e si faceva un po’ di beffe dello spettacolo. Infatti non seguiva mica un filo ordinato della canzone, e il pubblico era un po’ perplesso, tra gli applausi e i brusii nelle file più tradizionaliste…
Pucceus e Palla

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Sagrado-Cormons in bici

Domenica scorsa ci siamo goduti entrambi una bella immersione nel sole.
Dado, sul campo da hockey. Io in bici.
Ecco il mio itinerario, tra due stazioni del treno: Sagrado-ponte sull’Isonzo-via Lungh’Isonzo-Gradisca-Farra-Villanova-S.Lorenzo-Capriva-Moraro-Corona-Mariano-Monticello-Boatina-Cormons.

I vigneti stavano a riposo sui primi colli bassi.
I fiumi e i canali erano come specchi che andavano dal bianco al blu, passando per tutti gli azzurri vetrosi che la gran luce della domenica poteva inventare.
Ho anche fatto un incontro ravvicinato con un cagnetto da guardia. Quando l’ho visto correre dentro il recinto, dritto puntato verso di me, non mi sono preoccupata: tutti i cani del pomeriggio si erano fermati sulla rete del bordo. Ma questo botolino bianco abbaiava come un ossesso, e a sorpresa è uscito dalla parte bassa dello steccato, arrivando in un istante a quota caviglia, per cui ho fatto un salto e uno scatto a tutta birra! Che roba! Mi sono ritrovata a ridere come una scema, mentre continuavo ad allontanarmi a mezzo ritmo, col cane bianco ormai lontano che mi teneva sempre d’occhio…

dal ponte sull'Isonzo vigneti a striscie dal ponte sull'Isonzo l'affresco del panettiere
specchi d'acqua nel sole il viale alberato tra Monticello e Boatina strada aperta nel verde canali di vetro

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Sole in città

Finalmente per un intero weekend c’è stato il sole, la luce scoppiava, e nonostante l’aria un po’ fredda era come uscire da un letargo e ricominciare a respirare!
Sabato mattina ho scoperto un posto in via Malcanton, dove si trovano alcuni tè della Peter’s Tea House, quelli per cui organizzavo spedizioni fino a Bolzano, e che invece ora posso trovare sotto casa.

occhietti

Sabato pomeriggio, secondo giro in città. Abbiamo fatto un minimo di shopping, giusto quel che serve alla sopravvivenza; perchè noi, come dice Bibi, preferiremmo che i vestiti giusti arrivassero a casa col teletrasporto, altro che annoiarsi a provare mille cose che poi non ci stanno bene!
E poi siamo passati a prendere una cioccolata calda ed un tè da Chocolat. Lì c’è stata la scoperta migliore della giornata: delle cioccolate fatte artigianalmente, con la frutta secca che spunta fuori golosa…
Perchè non diventarne  collezionisti?

sul canale come sempre il canale pieno di luce dado chocolat cioccolata e tè

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Cosa succedeva un anno prima della mia nascita

In questi giorno sto leggendo, tra gli altri, un libro che mi ha prestato Bibi, Just as I thought, di Grace Paley. In italiano il titolo è reso in un modo apparentemente terribile, “L’importanza di non capire tutto”, in realtà indicativo della tenace volontà dell’autrice di interrogarsi e approfondire sempre.

Il libro riunisce i discorsi tenuti nelle principali università americane e straniere, gli articoli, i saggi della scrittrice americana, attivista politica, pacifista, femminista.
Nel 1974 partecipa alla Conferenza Mondiale della Pace. Porta con sè documenti firmati da una rete di intellettuali per la richiesta di liberazione di prigionieri politici di vari paesi. In quel periodo, a Mosca, incontra un fuzionario russo, Alexej N. Stepuntin, segretario generale dell’Istituto relazioni russo-americane. Ecco come descrive la conversazione tenuta con lui.

“A una prima occhiata, sembrava vagamente la parte migliore di un vecchio poliziotto.
(…)
Alexej pensava che noi capissimo che nessuno aveva affermato che l’Unione Sovietica fosse una democrazia. Era una dittatura del proletariato. Non aveva altra scelta, se non fare quello che il proletariato voleva che facessero. Il proletariato non voleva che pubblicassero Solženicyn; non era interessato a sentire il punto di vista di poeti di second’ordine con aspirazioni borghesi. A quel punto, mi sembrò uno dei miei condiscendenti ma amabili zii.
(…)
Noi andammo dritti di prua, e sostenemmo che il punto era che noi non potevamo chiedere la libertà di prigionieri vietnamiti, brasiliani, cileni o sudafricani senza includere anche quelle richieste di scarcerazione per le migliaia di prigionieri politici detenute nei campi russi.
(…)
Lui disse: (…) Grace, riguardo a Solženicyn, basta che tiri su il telefono e immediatamente ottiene una conferenza stampa con tutta la stampa straniera. Allora… chi altri può parlare con l’intero Occidente al punto che, quando parla, tutti si fermano per ascoltarlo? Chi? Di cosa si lamenta? Rilascia interviste dal mattino alla sera.
(…)
- Alexej – gli dissi – la Russia è ricca e potente tanto quanto il mio paese. Non deve preoccuparsi della libertà di parola, di associazione, dei documenti ufficiosi scritti sotto banco. Può avere tutto questo, così come l’abbiamo noi. Una volta, a Washington, abbiamo avuto quasi mezzo milione di persone che urlava sotto le finestre della Casa Bianca, e il Governo continua a fare esattamente quello che vuole. E’ riuscito a bombardare e a tormentare il popolo vietnamita per dieci anni. Anche voi potete tollerare la libertà di parola e continuare a usare le maniere forti con la Cecoslovacchia. Potreste avere le stesse riunioni agli angoli delle strade che abbiamo noi. E’ un problema di fiducia. Alexej, voi non avete fiducia nella vostra vera forza.

Alexej mi guardò con un’espressione piena di meraviglia, poi scosse indietro la testa ed emise una risata di prim’ordine da basso russo.
Io pensai: Che maiali che siamo, noi americani! Non solo consumiamo un terzo delle risorse naturali della terra ma anche, con tutta quella nostra crassa disinvoltura, un terzo delle libertà individuali dell’uomo. E poi, lasciamo al resto del mondo l’eredità di terribili lotte per ottenere cibo, calore e un riparo, insieme all’oppressione e alla tirannia, loro inevitabili compagne.”

Aleksandr Solženicyn passò i primi cinquantasei anni di vita in Unione Sovietica, parte dei quali in “esilio interno” da un gulag all’altro. Fu espulso nel 1974 (ovvero nel periodo a cui questo estratto fa riferimento). Attraverso i suoi scritti ha fatto conoscere al mondo i Gulag, i campi di lavoro sovietici, e, per questo merito, ricevette il Premio Nobel per la letteratura nel 1970.

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Come viziarsi all’inizio del weekend

Venerdì pomeriggio: fine di una settimana passata tutta a ritmo di corsa. All’ora “x” scatta l’inizio del weekend.
Ci vuole un’idea per segnare la transizione a tutto relax…
Eccola qua, una vasca da bagno piena d’acqua bollente!
Ma non solo: ci vuole anche un tè alle erbe di bosco (hot water inside, hot water outside); una selezione di libri scelti tra quelli al momento in lettura (eh sì lo ammetto, ne sto leggendo contemporaneamente tre: uno per l’autobus, uno per la casa e uno per le trasferte…); e infine ci vuole della biancheria nuova tiepida, preparata sullo scaldino elettrico…
Tutto pronto per un’ora abbondante di pacchia, fino all’arrivo dell’asciugamano caldo!!

vasca, tè, libri e biancheria calda pallareflection

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