gennaio 30, 2009 at 07:04
· Filed under giri e giretti, noi
Durante il weekend lungo passato a Bologna, siamo andati per due volte a cena in un locale a metà tra libreria e supermercato… sì, col ristorante direttamente tra gli scaffali, secondo l’idea Eataly. Non pensate che si sia trattato di stare scomodi su un carrello, infatti era una cosa di lusso: menù da presidio slow food, tavoloni di legno elegante, prelibatezze colorate in barattolo in bella vista sulle mensole, come in un parco delle golosità. La tentazione era quella di portarsi a casa quello che si era assaggiato, e in effetti abbiamo comprato dal reparto libreria ben tre opere di saggistica. La cosa divertente però è stata pensare agli scaffali come ad una biblioteca: tra una portata e l’altra della cena abbiamo consultato, e in certi casi letto e finito, un bel numero di altri libri, poi rimessi al loro posto alla fine della cena…
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gennaio 29, 2009 at 07:23
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La giornata di sabato passata a Bologna è stata dedicata all’evento Arte Fiera, un’ampia esposizione di opere d’arte contemporanea proposta da galleristi italiani e stranieri che mettevano in mostra i loro nomi migliori, per proporre quotazioni, allacciare contatti e vendere ed imballare opere direttamente lì sul posto. Ci abbiamo passato la mattina e il pomeriggio interi, scarpinando su e giù per i piani tra i labirinti degli stand e le opere d’arte esposte. Abbiamo incontrato talvolta a ripetizione le opere degli autori che vanno per la maggiore, abbiamo riconosciuto le correnti artistiche più o meno quotate, mentre fuori aveva cominciato a nevicare. Ci è piaciuto trovare una buona presenza di iperrealismo, fotografia e arte astratta, generi che amiamo molto. Persino alberi e piante ricostruite secondo il principi iperrealisti, gigantografie ad effetto fotografico realizzate con infinite ditate di plastilina, e tappeti di rame ritorto o grotte di carta strappata a strati…
Che dire: amo l’arte contemporanea perchè parla del nostro mondo, e perchè trova sempre nuovi modi per stimolare la mente.




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gennaio 28, 2009 at 07:14
· Filed under giri e giretti, musica, noi
L’idea di un weekend lungo a Bologna è nata dalla voglia di andare a vedere il concerto dei Calexico: l’occasione corrispondeva alla più vicina tappa in Italia del gruppo nato a Tucson (Arizona), dedito ad un genere alternativo tex-mex.
Per la cronaca un gran bel concerto. Joey Burns e soci hanno cantato per un numeroso pubblico le canzoni più conosciute e ovviamente quelle dell’ultimo album, insieme a una riuscitissima cover dei Love “Alone again or”, che mostra quali siano le radici dei Calexico. (Nota del Dado)
In quegli stessi giorni, si svolgevano sempre a Bologna diversi eventi all’insegna dell’arte contemporanea: la nostra preferita! Perfetto!
Il venerdì pomeriggio, dunque, dopo l’arrivo di Dado, abbiamo seguito un percorso guidato lungo i musei e i palazzi storici del centro: si trattava dell’iniziativa Art First, che proponeva una serie di opere d’arte contemporanea collocate presso siti di pregio. La combinazione offriva un bel contrasto tra antico e moderno e permetteva di scoprire la città, mappa del tesoro itinerante alla mano. Alzando lo sguardo sopra i portici di Bologna, era possibile ritrovare a sorpresa pitture volanti, scarpe di funambolo in bilico sul cavo, e così via…

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gennaio 27, 2009 at 07:21
· Filed under foto e arte, giri e giretti
Nella tappa del viaggio a Genova, non poteva mancare la visita alla mostra in corso a palazzo Ducale, una retrospettiva che raggruppa le opere di Lucio Fontana per sezioni aventi in comune luce e colore: ad ogni sala era riservato un tema, il bianco, il rosso o il nero. I famosi “tagli di Fontana”, incisioni sulla tela che si aprono sulla terza dimensione, erano in effetti i pezzi forti. La mia preferenza andava ad una parte dei “tagli”, quelli meglio disposti sulla geometria d’insieme della tela, secondo me perfetti. Il resto mi sembrava un insieme di prove, di localizzate trasgressioni. La sua biografia è stata in effetti quella di un estro ribelle: studente indisciplinato, figlio unico di un padre che invece era dedito alla scultura neoclassica tradizionale…

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gennaio 25, 2009 at 16:18
· Filed under giri e giretti, Paola
Rieccomi qua. Sono tornata dopo più di una settimana passata fuori casa.
Trasferta di lavoro e vacanza successiva, prima Genova e poi Bologna.
A Genova ho potuto fare dei piccoli giri a fine giornata.
Son passata un salto al ristorante “da Ugo”, e ho trovato il gestore Fabrizio che si ricordava di me: “Ehilà, saranno un paio d’anni che non ci si vedeva!”, mi ha detto. In effetti l’ultima tappa risaliva al viaggio di nozze. Questa volta non avevo tempo per fermarmi: mancava poco alla partenza del treno. Ma Fabrizio mi ha fatto accomodare comunque al tavolone dei viaggiatori (quello condiviso), e in un attimo mi ha fatto portare delle acciughe impanate ripiene. Conosco il suo menù a memoria: una certezza.

Il treno poi l’ho preso, per un soffio però… Ho fatto il biglietto un attimo prima della partenza.
Raggiungo il binario, salto sù, su una carrozza a caso, e a quel punto guardo sul biglietto la prenotazione. Il mio posto è dall’altra parte del treno, ovviamente: devo andare alla carrozza 11. Equipaggiata con diverse valigie, mi faccio strada a fatica tra i bagagli lasciati lungo il corridoio. Arrivo alla carrozza 10, penso di essere quasi arrivata, quando vedo che… dopo la carrozza 10 c’è il nulla! Il binario che scorre vuoto! Cos’è, uno scherzo, mi dico? Dov’è la carrozza 11?
Ricontrollo il biglietto: sì, c’è scritto proprio carrozza 11… però di biglietti ne ho due, quello è il posto sul treno successivo! Meno male. Guardo l’altro biglietto, che indica il posto corretto. Mi consolo: devo solo rifare tutta la strada attraverso i vagoni nell’altra direzione…
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gennaio 18, 2009 at 16:50
· Filed under Paola
Sì lo so, gli affezionati lettori che erano abituati a vedere un aggiornamento al giorno (fino al 31 dicembre scorso) ultimamente sono rimasti un po’ all’asciutto.
In questo momento avrei potuto essere a Pordenone, Venezia, Milano, tutte cose di cui avevo già dettagliato i piani… Ma fuori piove, e non si riesce a combinare niente.
Mi ero anche preparata delle nuove foto per poterle disegnare, ma la stampante non funziona.
Sì cari DeJa, non preoccupatevi, le opere per voi sono in lavoro, anzi, ho delle sorprese. Che tengo ben nascoste.
Per ora, qua sul blog, esce solo una di quelle foto che sembrano fatte con le luci al neon… e invece sono semplicemente quelle del bagno di casa.

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gennaio 11, 2009 at 17:09
· Filed under bici, giri e giretti, Paola
Stamattina c’era sole, il sole della domenica. Scelgo un punto sulla cartina del Carso: la piccola macchia azzurra indicata come “cisterna” nei pressi di Rupinpiccolo, un posto mai visto tutto da trovare. Quindi: attrezzatura invernale da bici al completo, salire sul tram, e via!
Passo alla polisportiva di Opicina, dove Dado ha in programma tre partite di hockey: arrivo giusta giusta per vederlo segnare un bel gol dall’angolo di fondo campo! Saluto i miei tra il pubblico, e a fine partita riparto. I residui di Bora pungono sulla faccia, ma si va avanti.
Arrivo a Rupinpiccolo, e la ricerca comincia. Chiedo informazioni sui molteplici sentieri che portano verso il monte Lanaro. Ne percorro una parte, mi arrampico un bel po’. Trovo una coppia di cavalli bianchi; delle piccole distese di neve; dei gruppi di ciclisti con il casco integrale che si dedicano a far salti.
Dopo un paio d’ore e diverse deviazioni e riprese di percorso, non ho ancora trovato nessuno che sappia niente della cisterna… La parte più alta del sentiero 24 sul Lanaro è ampiamente ghiacciata, non si riesce a continuare, torno a Repen e pranzo in osmizza (salsiccia cotta nel pane e verdure in agrodolce, yumm!).

Anche se dopo pranzo potrei tornare a casa, non mollo e ricomincio la ricerca dall’altro lato ancora per un po’. Arrivo all’ex poligono di tiro, sotto il Colle dell’Anitra: lì c’è un bambino piccolo che fa scoppiare petardi e girandole, controllato a vista dal padre che mi sa dire qualcosa. “Lo stagno-cisterna è un abbeveratoio naturale, dovrebbe essere laggiù, sotto il colle; se ha freschezza, può cimentarsi sul sentiero innevato dietro gli alberi, non manca molto”. Ormai ho lasciato la bici, il percorso scivoloso non la permette, e proseguo a piedi.
Eccolo qua: l’acqua in questa conca è tutta ghiacciata. Sarà questo lo stagno-cisterna, o è una zona gelata casuale? Possibile che quando sembra di essere arrivati alla meta, il mistero della cisterna di Repen ancora mi sfugga?…
E invece no: mentre cammmino sul ghiaccio che scricchiola, lungo il perimetro della pozza, comincio ad intravedere delle foglioline verdi nel bianco, delle piante acquatiche ibernate sotto il pelo della pozza… Sono loro! Le riconosco! Le esplorazioni di stagni fatte in passato mi danno i riferimenti.
Anche quando il freddo e il ghiaccio mimetizzano il paesaggio, i cicli biologici continuano. Lo stagno, d’inverno, è ancora vivo.


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gennaio 5, 2009 at 20:01
· Filed under bici, Paola
Domenica 4 gennaio, dopo giorni di temperature da nevischio, la Bora è finalmente un po’ calata: ci sono raffiche residue a soli 30 chilometri all’ora, quindi non resisto. Prendo la bici.
C’è solo mezz’ora al tramonto, le mani sul manubrio si ghiacciano attraverso i guanti, però la luce è stupenda: come tutti, convergo verso il molo e punto la macchina fotografica nella direzione già assunta dagli altri, verso il sole.
Riesco pure a passare al molo Piloti: è aperto anche stavolta, nonostante il divieto. Un addetto che spazza le foglie secche mi chiede come va, non mi scaccia, si dimostra comprensivo dopo la mia risposta sul tema delle mani fredde.
Ora si può dire che l’anno è ricominciato, e le idee in ballo sono molte: ne vedremo delle belle…


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