Due stagni in un giorno solo
Domenica scorsa c’era una bella giornata di sole.
L’ho passata tutta in bici, mentre Dado era a Rovigo a giocare a hockey.
Ho preso il tram e sono andata sull’altopiano per proseguire la mia esplorazione degli stagni. Invece delle solite strade dritte, mi sono arrampicata su per le pendici dell’altopiano: su e giù per i sentieri del CAI numero 40, il 34, il 41.
Arrivo dunque allo stagno di Colludrozza: piccolo e rotondo, è uno degli oltre 200 stagni che erano stati introdotti artificialmente nel periodo che precedeva la costruzione dell’acquedotto, come riserve d’acqua d’uso domestico e agricolo. Fino alla prima metà del ventesimo secolo, gli stagni venivano realizzati impermeabilizzando con argilla e pietra i fondi di alcune doline, ed erano l’unico modo per immagazzinare l’acqua. In seguito, dopo la costruzione della rete idrica, sono andati in declino per mancata manutenzione. Solo da qualche anno sono stati rigenerati per la loro importante funzione di sito ad alta biodiversità.
Allo stagno di Colludrozza ho visto una ranocchia sola, e molta erba che disegnava giochi di righe riflesse, incurvate sui menischi formati dai fili d’erba a pelo d’acqua.
Dopo il pranzo in osmizza, ho proseguito il giro per la seconda tappa allo stagno di Contovello. Individuato come zona umida sin dal Medioevo, compare nelle prime mappe catastali nel 1822. Lì ho trovato le pareti della vasca in pietra e degli uccelli acquatici molto chiacchieroni: uno stagno un po’ diverso dagli altri.












palla said,
novembre 17, 2008 at 19:29
Segno di seguito i commenti di Nicola Bressi (già fondatore e ora
responsabile scientifico esterno dei Tutori Stagni).
La rana di Banne (Stagno 9)
è un maschio di rana dei Balcani (Pelophylax kurtmuelleri).
Le rane di
Monrupino (St. 7) sono rane ridibunde (Pelophylax ridibundus).
Il tritone di Gropada (St. 23) è una larva a fine metamorfosi (già livrea
giovanile ma ancora piccoli ciuffetti di branchie esterne a lato della
testa) di tritone crestato italico (Triturus carnifex).
palla said,
novembre 18, 2008 at 19:40
Ulteriori commenti sempre da Nicola Bressi:
Il secondo stagno è quello di Con-tov-ello (e non di Con-con-ello;
dove c’è pure una pozza, ma molto più piccola).
Lo stagno appare diverso perché gli fanno vivere una “crisi
d’identità”: stagno carsico in naturalità o vasca da giardino
pubblico in artificialità? (vedi presenza di anatre domestiche e pesci
alieni).