Archive for novembre, 2008

Concerto dei T.A.R.M.

Ieri sera siamo andati al teatro di S. Giovanni (ex OPP) appena restaurato ed inaugurato.
C’era il concerto dei pordenonesi Tre Allegri Ragazzi Morti: mitici!
Grande serata, e ovviamente visita finale ai musici presso il loro “amplificador furlan”, per la raccolta degli autografi!

concerto dei tarm scaletta del concerto amplificador furlan autografi dei tarm

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Visita a Principe in Finlandia

Era dalla scorsa estate che cercavo di organizzare un viaggetto per andare a trovare il mio amico Marco che da gennaio si è trasferito in Finlandia. Alla fine è stata una trasferta di lavoro a portarmi là, e così ho potuto combinare una visita in una serata tranquilla. Era ora! Ora che ho rivisto Ceci qualche giorno fa e adesso anche lui (entrambi espatriati di recente), ho la sensazione che andarli a trovare sia come fare un salto sotto casa. Le distanze fanno un effetto strano quando in fondo non sono così scomode da percorrere.
Marco mi ha ospitata a fine pomeriggio nella sua casetta di legno finlandese, con la stufa a legna che scoppiettava e i succhi di frutta del posto (strane bacche di cui non ricordo il nome) per farmi assaggiare qualcosa di tipico. A proposito di cose tipiche, ho mangiato quattro volte salmone in due giorni: credo che per un po’ sarò a posto (già, Marco, meno male che non l’ho preso anche la sera a cena fuori con te, altrimento arrivavo a quota cinque su cinque!).
Ma torniamo a lui: tutto fiero mi mostrava la chiave gigante della legnaia, e devo dire che la sua sistemazione aveva una tranquillità caratteristica. Proprio quello che cercava. E poi ci credo che alla mattina fa fatica a svegliarsi: luci tenui e rumori ovattati dalla neve, nessun camion dei rifiuti che sferraglia come sotto casa nostra…
Ciao Marco, alla prossima!

paola e principe la chiave di principe tappeto di pecorelle nubi neve e ghiaccio
tappeto di nuvole e scia la neve in finlandia laghetto ghiacciato con macchiette costa semi innevata

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In cucina con Chini

pranzo con ceci

Sabato scorso, dopo il giro in bici sul lago Lemanno con Chini e con la neve, siamo tornate a casa a farci il pranzo, mentre Jean era fuori fino a sera. Il bello è stato che Ceci ed io non abbiamo avuto bisogno di parole: senza bisogno di lunghi preamboli sugli ingredienti, abbiamo fatto scambio di persona davanti ai fornelli durante la preparazione. Quando era il mio turno della doccia, Chini preparava l’insalata con le mele e tagliava il pollo a pezzetti; poi ci siamo scambiate di posto e io ho continuato rosolando il pollo con la salsa e cuocendo la pasta, da servire poi col sugo di carne e pomodoro. Pranzetto semplice e gustoso come l’intesa delle cuoche.
Al pomeriggio abbiamo fatto un giro per il centro di Losanna, poi una tappa per un caffè con le amiche del luogo, e dopo cena siamo andate a sentire musica jazz nel teatro sotto casa: concerto dei Gadjo.

Domenica mattina è venuto fuori un sole stupendo, ma per me era già ora di prendere il treno per tornare a Trieste. Durante il viaggio, i monti svizzeri sfilavano innevati davanti al mio finestrino; sullo sfondo, il cielo blu intenso.

tappa da starbucks cenetta da chini e jean Gadjo autosatto prima della partenza
disegno per ceci alpi e nuvole la svizzera dal teno le alpi dal treno

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In bici in Svizzera con la neve

Sabato mattina mi sono svegliata a casa di Cecilia e Jean, e ho fatto colazione con la vista sul lago Lemanno. Poco dopo il mio risveglio, ha cominciato a nevicare, e a mattina più inoltrata é arrivato il sole. Quindi perché non inforcare le bici per fare una pedalata lungo il lago dalle pendici montuose imbiancate?Cecilia ed io non ce lo siamo ripetuto due volte: pronte… via!

colazione con spremuta e torta di noci vista sul lago di prima mattina pioggia sull'altra sponda del lago pendici innevate
vigneti innevati colonna di neve in bici con Ceci casette svizzere

Il percorso ciclabile lungo lago era tutto per noi: a destra l’acqua che rifletteva i colori del cielo, grigio o verde e blu; a sinistra le pendici coi vigneti già spogli, dai colori giallo rossi leggermente imbiancati di neve appena caduta. Ogni tanto durante la pedalata si faceva vedere qualche raggio di sole, e le dita intorpidite dall’aria fredda si scaldavano un po’ alla volta.
L’aria di montagna é molto mutevole: durante la pedalata vedevamo pioggia all’orizzonte, o nuvole scure che calavano sul lago. Mentre procedevamo in bici da Pully a Vevey (per un totale di 15 chilometri) il cielo aperto sul lago ci ha offerto tutti i tipi di spettacolo. Ad un certo punto, abbiamo visto che cominciava a nevicare sulla sponda opposta alla nostra: non una semplice colonna d’acqua scura come nel caso della pioggia quando si vede da lontano, bensi’ una colonna bianca e vaporosa che scendeva davanti alla montagna freddolosa.
Per fortuna il nostro tratto di percorso é rimasto sempre al sicuro dalle intemperie, e alla fine quando il vento freddo ha cominciato e levarsi anche presso di noi abbiamo deciso di prendere il treno per tornare indietro, un treno che partiva di li’ a due minuti, che abbiamo acchiappato veramente al salto!

nevica sul lago

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Arrivo in Svizzera

Venerdi’ pomeriggio, con solo quattro ore di treno da Milano, sono arrivata in Svizzera da Cecilia e Jean, che avevano in programma di ospitarmi per un paio di giorni. Appena sono uscita dalla stazione di Losanna, loro sono arrivati con l’auto con perfetto tempismo.

Il programma della serata era il seguente: cena a base di fonduta in un tipico ristorante svizzero, con vari amici dal mondo. Le nazionalità rappresentate erano le più varie: nel corso della serata passavamo a metà frase dall’inglese all’italiano al francese allo spagnolo, in quanto in mezzo a noi erano rappresentate Italia, Francia, Spagna, Irlanda, Ungheria, Argentina e cosi’ via…
All’uscita dal locale, l’aria dei monti svizzeri si é fatta sentire nel modo più tradizionale, con una bella nevicata a fiocchi grandi: potevo osservare ad occhio nudo i cristalli di neve che si fermavano sui guanti. La neve, magica compagna, ha fatto capolino a più riprese anche nei giorni successivi.

La fonduta lato donne Italia Irlanda e Ungheria all'attacco del formaggio Jean e il suo testimone di nozze Paola e la neve

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Seconda giornata a Milano

Venerdi’ mattina ero ancora a Milano, prima di prendere il treno per la Svizzera all’ora di pranzo.
La prima mostra in cui mi sono imbattuta é stata quella per il ventennale dell’Agenzia Spaziale Italiana. Era possibile visitare la capsula spaziale Soyuz usata per le missioni degli astronauti.
Tornando a mezzi di trasporto più terrestri, ho visto che il bike sharing é arrivato a Milano; e anche la polizia é in bici.

Tappa successiva: il castello sforzesco (qui sotto rivisto in una incisione del 1573). Li’ ho visitato la mostra delle carte antiche, per le quali di recente é stato introdotto un più accurato metodo di datazione basato sul riconoscimento delle filigrane (esaminate con diverse tecniche di produzione d’immagine tra cui quella radiografica).

l'interno della capsula spaziale soyuz bike sharing Milano nel 1573 Castello sforzesco
striscioni da liceo artistico tenuta antisommossa il duomo restaurato scritte scomode

Ultima tappa: piazza Duomo. Li’ ho trovato la protesta di un liceo artistico contro i tagli ai fondi pubblici per la scuola. Era in corso un carnevalesco funerale della scuola, gli striscioni colorati erano stati realizzati con notevole perizia artistica da parte degli studenti creativi, e le ragazze vestite un po’ da punk danzavano leggere. I poliziotti in tenuta antisommossa stonavano vicino a loro, ma quello era il meno. Abbondava infatti il personale in servizio con le ricetrasmittenti e la tenuta in borghese; inoltre quando sono andata via ho visto dietro il duomo un ingente dispiegamento di mezzi, camionette dei carabinieri e persino dell’esercito. I controllori erano almeno il triplo dei controllati.

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Mini vacanza a Milano

Come da programma, stamattina ho preso il treno, all’ora di pranzo sono arrivata a Milano, e per tutto il pomeriggio sono andata in giro per mostre scarpinando a piedi per tutta Milano. Mi sono intrufolata in una mezza dozzina di gallerie di arte contemporanea, grandi e piccole, pre-annotate già da casa o scoperte lì per caso.

Per prima cosa sono arrivata all’albergo prenotato on-line (ovviamente dotato di postazione internet, da cui sto scrivendo ora): lì ho trovato l’ascensore più piccolo del mondo, dalle pareti curve, bombate verso l’interno… roba da restare incastrati!
Poi sono passata per il Giardino di Porta Venezia: ho scoperto che è stato il primo parco cittadino realizzato per il pubblico, a fine 1700, sotto il governo di Maria Teresa d’Austria (una cosa che Milano ha avuto in comune con Trieste!).

l'ascensore più piccolo del mondo I<br /> giardini di Porta Venezia anche io sono una foglia riccia in tandem a Milano

Il primo museo in cui mi sono imbattuta l’ho trovato davanti al naso per caso: il PAC, Padiglione d’Arte Contemporanea, una mia vecchia conoscenza. C’era la mostra sul Noveau Réalisme, e stava entrando una comitiva di pensionati dotata di efficace guida dalla voce piacevole: non ho resistito, mi sono accodata.

la guida al PAC l'uomo doccia Noveau Réalisme PAC

Il punto topico della giornata, però, è stata la mostra di Christiane Lohr, che da sola è valsa il viaggio e la giornata. Come descrivere le sue cattedrali minimali fatte di semi di dente di leone, ovvero di soffione?
Ineffabili, perfette, morbide e ordinate… potevo soffiarci in mezzo, come su fili d’erba, e farle vibrare tremolanti.
Eppure non cedevano: i minuscoli gancetti dei semi volanti tenevano il sistema mirabilmente aggrappato e compatto.

dandelion pillow cattedrali di semi galleria d'arte andar per mostre a piedi

Ultima tappa (con intrufolo acchiappato oltre l’orario di chiusura) ai Magazzini del Vapore. Si tratta di uno spazio utilizzato dal Consorzio Careof, una realtà che varrà la pena di tenere d’occhio. Tre mostre ci ho trovato, e una più di tutte ha meritato. Di nuovo cattedrali, gigantesche questa volta, e dedicate al mito del consumo: era esposta una selezione di foto dei grandi centri commerciali, confrontati in tutto il mondo, e dei prodotto colorati e uguali. Un concetto, in particolare, mi ha colpito: la “disneyficazione” del cibo…

disegni d'artista cattedrali di centri commerciali <br /> disneyficaizone del cibo A cena con l'albero

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Weekend lungo in viaggio

Oggi è giovedì e, se tutto è andato secondo i miei calcoli, mentre uscirà questo post io mi troverò in treno.
Mentre Dado va a Parenzo per il torneo di hockey, io mi avvio verso la Svizzera per tornare a salutare Chini&Jean, facendo una tappa a Milano dove ci sono sempre delle belle mostre di arte contemporanea da acchiappare. A presto per gli aggiornamenti direttamente dagli internet-cafè!

onde e anelli blu

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W la centrifuga

Che bello, Dado mi ha regalato la centrifuga per la frutta: da quando ce l’abbiamo, consumiamo chili e chili di scorte raccolte dal fruttivendolo! Le mele o gli agrumi sono la base immancabile per la riuscita di una miscela centrifugata. Finocchio, sedano e carote fanno parte delle possibili aggiunte.

Una ottima ricetta è per esempio questa:

  • una mela fuji
  • una clementina
  • un grappolo d’uva

Ma la parte migliore… è sempre la schiumetta che si forma naturalmente sulla superficie del bicchiere, e che fa venire i baffi colorati a chi sta bevendo tutto d’un fiato!

colazione della domenica ricetta per la centrifuga la schiumetta della frutta centrifugata

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Casalingo

Giovedì scorso siamo andati al Miela a vedere il concerto di Bugo.
Le scenografie facevano effetto Tyndall e proiettavano raggi di luce riflessi.
Bugo, sul palco, ha esordito: “la serata dobbiamo farla insieme!”.
Un concerto con uno stile un po’ diverso dal solito Bugo. La band suonava con un tiro molto “dance”, quasi da Subsonica. Cassa dritta 4/4, basso bello gonfio, arrangiamenti portanti di tastiere. Bravi!
Le prime canzoni suonate, quelle dell’ultimo e penultimo album: La nave, Amore mio infinito, Ggell, La mia mano. Soliti testi tra il demenziale e l’assurdo, tuttavia interessanti. Non sono mancate Io mi rompo i co$oni e la mitica Casalingo, la mia preferita (e sta parlando Davide).

“Se sei casalingo ami il fuoco del fornello come me… stare in casa è qualcosa di spettacolaaaaare”

Tra l’altro l’ha suonata facendo un fantastico medley con un’altra della mie canzoni preferite, anche se non di Bugo ma di Adriano Celentano: Prisencolinensinainciusol. Troppo avanti =)

effetto tindall concerto di Bugo al Teatro Miela 3gemelli

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