Archive for ottobre, 2008

La mia casa è dove arriva luce

Certe volte, a fine giornata, accade qualcosa di speciale.
Strada verso casa. Esco dallo stabilimento. C’è un grosso albero tagliato a forma di cespuglio dai giardinieri, un albero speciale. In quell’albero, ogni tanto, si svolge una riunione di condominio. Centinaia di uccellini nascosti tra le foglie chiacchierano in coro, creando uno speciale brusio, fortissimo, CIU CIO CIP CIP CIU CIO…, fitto fitto, quanto i rami che fan da riparo.

Mi sono sempre domandata che cosa li portasse, proprio a quell’ora, a cantare tanto tutti assieme, sovrapponendo mille voci; e altre volte invece niente.

Giovedì scorso, però, ho capito.
Contrariamente alle previsioni del tempo, quel pomeriggio è venuto uno splendido sole, caldo, molto meglio del freddo del settembre precedente.
Il mitico cespuglio era tutto un rumore, e un grande occhio arancio puntava dritto su di lui. Era l’ora: era il momento in cui il raggio di sole orizzontale del tramonto, filtrante tra i piloni, colpiva proprio le finestre del condominio-cespuglio. Un riverbero cinguettante si era acceso su ogni foglia. Era il sole, dunque, era la luce: euforia per uccellini impazziti.

(Le foto di seguito sono state scattate sul Carso durante l’ultimo giro in bici, tra il sommaco in esplosione)

foglie gialle tenda rossa sottobosco magico rosa canina
pedalando sul carso l'albero erba e foglie cespuglio esplosivo
mille colori rosso e blu trasparenze frullando nel vento

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Spot the frog

Domenica e lunedì scorso ho fatto un doppio giro in bici allo stagno di Monrupino.
Sì, due volte.
Sì, ho preso ferie lunedì pomeriggio per tornarci.
C’era uno splendido sole, ventisei gradi, e il giorno prima avevo cominciato ad avvistare le ranocchie dello stagno. La notte me le ero pure sognate… Dovevo andarci di nuovo.

lo stagno di Monrupino piante acquatiche verde e blu arrivo...

Rieccomi allora nella conca, a margine dello stagno, dopo avvicinamento quatto quatto.
Anche se ero arrivata a bordo acqua facendo pianissimo, tutte le ranocchie del lato da cui mi ero avvicinata erano subito saltate in acqua per la paura. Sapevo che avrebbero fatto così. Però, alla seconda volta, mi ero armata di tanta pazienza, ed ero pronta a dedicarmi all’avvistamento: un passatempo irresistibile. Io non mi muovevo, ma appena scorgevo le ranette fare qualcosa, mi scappava da ridere. Troppo simpatiche.

nuoticchiando occhietti occhi nell'acqua ranette curiose

Dalla mia postazione seduta, abbracciavo lo stagno con la macchina fotografica. La vista si adattava all’ambiente, e anche se era tutto fermo, i micro movimenti si cominciavano ad apprezzare.
Dopo cinque minuti dal mio arrivo e dalla fuga dei batraci, cominciavano a comparire degli occhietti appaiati a pelo d’acqua. Due, tre, quattro… dieci… venti… Le ranocchie curiosissime guardavano tutte verso di me.
Dopo un quarto d’ora, nelle posizioni più lontane, le ranocchie cominciavano a muoversi. Erano attratte dal bordo dello stagno da cui erano dovute scappare, e ci si riavvicinavano piano piano.
Uno, due, tre… i gruppetti che sbucavano vicini erano sempre orientati verso di me.
Il gracidio cominciava a ripartire: cra, cra, coro qua, risposta là…

il batrace ranocchia ranocchie a coppie rana riflessa

Dopo mezz’ora i movimenti ranocchiosi erano più vistosi. Nuotate, tuffetti, salto in verticale per afferrare un insetto al volo. Tutto ovviamente ad almeno un paio di metri da me.
Dopo un’ora di appostamento, le rane che erano proprio di fronte alla mia postazione avevano finalmente avuto il coraggio di avvicinarsi al bordo dell’acqua, e una era pure uscita. Evidentemente per lei io facevo ormai parte del paesaggio. Era proprio vicina. Io cominciavo ad avere i crampi da immobilità…
A quel punto mi sono alzata. E di nuovo: tutte in acqua!

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Il ritorno della castagnata 3 – giornata 2

Domenica scorsa, alla seconda tappa della castagnata, abbiamo fatto fuori quattro chili di castagne.
Sono passati Andrea e Alan, papi e Lilla, Paola e Mauro, Mino Eve e Anna, Bibi Dodo e Ale, Anna e Francesco e Michele, Letizia, Miry e Matteo, che si son dovuti stringere in salotto insieme ai padroni di casa Davidaola. Alla fine della serata, siamo anche riusciti a richiamare indietro un paio di amici che stavano per fuggire con la pancia che scoppiava, grazie al potere di attrazione della chicca finale, il semifreddo di Luciana, di cui potete leggere come sempre la ricetta.

ilarità al dessert Paola e Miry il dolce di Luciana - 2 amici alla castagnata

Alla fine sono arrivati Miry e Matteo.
Mirella gli ha chiesto: “Non sei mai andato sul monte Coglians? Nooo? Daiii! Dobbiamo andarci!! E’ bellissimo!! Andiamoci all’alba!!!”. E Matteo ha risposto: “Io sto mangiando le castagne…”.
Abbiamo scoperto che Matteo ha vinto un assegno di ricerca in fantasie per mongolfiere. Fantasie con temi di piccoli polli, dalle cosciotte belle tornite, che pedalano in tandem, con le mutande di pizzo, la cuffietta, i bigodini, ecc. ecc…

tutti dentro!!!!

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Il ritorno della castagnata 3 – giornata 1

La prima giornata di castagnata del terzo anno, è stata all’insegna delle grandi mangiate e della musica.
Dolce e salato si alternavano senza ritegno. Castagne e ribolla, ovviamente, erano pronte. La salamella di Letizia si accompagnava ai taralli. Il pane alle olive fatto da Carla si aggiungeva alla ricchissima torta salata al radicchio rosso, gorgonzola e uova, portate da Beauty and the Beast.
In un paio d’ore, eravamo già belli pieni.

la castagna salame e taralli pane alle olive e torta al radicchio castagnata 3.1

Però per la sera ci attendevano i salti in piazza Unità, ai concerti della Barcolana 2008, buoni per smaltire quanto spazzolato.
Prima di uscire, abbiamo potuto ripassare con i nostri amici gli ultimi video di Elio e le Storie Tese, scegliendo brani che puntualmente si sono fatti risentire durante il concerto della sera. Parco Sempione, Plafone, Ignudi fra i nudisti e Heavy Samba, sono stati i pezzi forti tratti dall’ultimo disco. Elio non si è risparmiato neanche per quanto riguarda i vecchi successi che non si sentivano, dal vivo, da un sacco di tempo, come Mio cuggino, Amico uligano, T.V.U.M.D.B. e Born to be Abramo. Non si poteva non concludere con il pubblico esaltato al ritmo di “Forza Panino” nella immancabile Tapparella.
Dopo il concerto, abbiamo stretto la mano ad un informale Frankie Hi Nrg e abbiamo comprato il cd-brulé con la registrazione appena fatta del concerto di Elio, per farlo autografare. Anche da Mangoni con la baguette…

frankie hi nrg piazza unità alla barcolana eelst Trova Mangoni

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Ritrovo di classe con Lety

Giovedì scorso, in occasione del rientro di Lety da Barcellona, ci siamo ritrovati coi compagni di classe alla pizzeria Fabris: un posto tranquillo, per agevolare l’uscita serale della piccola Emma; che, a quanto pare, continua a frequentare le cattive compagnie. Emma è già informata sulla Degan: probabilmente l’ha anche incontrata su facebook…

Da quando il prof Dave Martins è tornato al Galilei, se ne sentono delle belle, come e più di prima. Per esempio ci ha avvisato che è stato cambiato l’orario del riposo. Com’è possibile?…
Dave era in aria di elezioni dei rappresentanti, e ai tempi nostri, durante le elezioni in classe, qualcuno aveva votato per Pistacchio. Tutta colpa della Callea che chiamava Paticchio Pistacchio…
Con l’elenco degli studenti sotto gli occhi, Dave si lamenta: “No i metti le robe che servissi, le coordinate spazio temporali: luogo di nascita, data di nascita…”; alla nostra richiesta di cosa poteva farci, lui ha risposto: “Così gli posso fare gli auguri per il compleanno!”:
Ormai Dave sa come farsi rispettare. Quando dice che inizia a interrogare, apre il registro… e arriva il silenzio, “una roba peggio che la messa”, secondo lui…

Manuel arriva poco dopo. Lui e Betti sono un po’ stanchi… ma ci si può consolare, secondo il detto: “Stanchezza, mezza bellezza” (?!?).
Manuel domanda: “Xè ancora quelle sedie verdi, coi buchi, che quando le se spaccava iera pericolosissime?”. Sembra che quelle sedie non ci siano più, mentre è arrivata una incredibile abitudine degli studenti: tenere gli zaini sul banco! Si è mai visto? Assurdo! La vecchia generazione si ribella.
E che generazione. Manuel può vantarsi: “Mi go avudo dieci insegnanti di italiano in otto anni…”

tenerezza di Giolo Betti e Paola il ritorno del Gordo la piccola Emma

Letizia nel frattempo ci delizia con scenette avvenute giù da lei in Spagna. “Una volta che iero via de casa – dice Lety – la mia cagnetta la se gà magnà 12 caramelle ELAH che iera sul tavolo… solo le carte go trovà. Però una caramella me la ga lassada: la caramella della creanza…”.
Storie di cani anche per Dave. Così ci dice: “La me nevoda la ga paura dei cani, da quando de picia i ghe ga dito che i cani magna i bambini. Ma mi ghe go ditto che no xè vero, che ghe zè i cani che magna i bambini, e i cani che no i li magna…”
Vera didattica.

Guardo Emma. E’ bellissima, un angioletto, una splendida chioma. Domanda per Betty: “Che sciampi te ghe fa?”.
Tra storie di studenti vecchi e nuovi, io mi dico: “Chissà come sarà Emma a 13 anni? Me dimenticherò, de queste discussioni, tra 13 anni!…”.
E Giolo intima: “Scrivi, scrivi tutto!”
Fatto…

ritrovo di classe

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Mini vacanza sul Sile – parte 4

Lunedì pomeriggio, la pedalata lungo il Sile continua.
In due giorni avrò fatto un totale di 80 chilometri.

Come in molte regioni del Nord Italia, i percorsi ciclabili sono ricchi e numerosi, immersi nei parchi e tra le risorse del territorio. Ma discontinui. I cento chilometri di seguito su ciclovia non si riescono a fare, tranne che in alcuni casi speciali.
Alla fine di un tratto ciclabile, c’è spesso bisogno di chiedere informazioni per capire dove ricominciare. Incontro il vecchietto contadino che pedala con grosse cesoie in mano. Mi dà indicazioni a memoria per decine di vie e di svolte. Ha gli occhi cerulei sopra lo zigomo spigoloso ed è più preciso di google earth… La sua casa è dietro la pista ciclabile, e queste sono le sue terre.
Incontro anche una coppia di pensionati, e pedalo a fianco a loro per un po’ approfittando delle loro storie. Mi spiegano che fanno cinque chilometri a piedi al giorno su quelle strade, vantando un totale di 2000 all’anno. Mi indicano i burci: grosse imbarcazoni fluviali da trasporto, che venivano trainate da corde attaccate ai buoi. Appaiono a sorpresa tra i canneti, affiorano in parte dall’acqua e tra il verde, uno spettacolo distopico. Queste lunghe barche di legno sono state affondate decenni prima in un periodo di proteste…

fiori a Treviso il classico Sile colori sulla strada alzaia fiori sul Sile
girasile i burci nascosti tra le foglie oro giallo specchio di Sile

A fine pomeriggio, arrivo a Quarto d’Altino. Nel mio immaginario, era un luogo importante, che la voce sul treno mi aveva citato per anni.
Invece trovo il luogo che non c’è. Non riesco a fare il biglietto: c’è solo la macchinetta automatica, e certo non distribuisce supplementi per la bici. Arriva il treno, e non riesco a caricare la bici sul vagone apposito: c’è, ma è chiuso; salgo come riesco. Vado a caccia del controllore per giustificarmi, ma sia testa che coda del treno sono chiuse al pubblico: con il controllore non parlerò mai. Farò mezzo viaggio in piedi presso la bici: non c’è posto a sedere.

Alla fine arriva una chiamata di Carla: voleva controllare che fossi tornata a casa sana e salva. Quasi che fosse anche lei un poco responsabile del territorio presso casa sua… Mi ha fatto piacere.

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Mini vacanza sul Sile – parte 3

Lunedì mattina, che pacchia, ho potuto poltrire fino a tardi.
Ero a casa di Carla, a Badoere, dopo lo spettacolo della sera prima.
Per colazione, tè e fette biscottate con la marmellata, oltre allo spettacolare succo di melograno. La mamma di Carla lo aveva preparato dai frutti del suo albero. Ecco la ricetta.

Come preparare il succo di melograno:
- macerare un giorno i semi con ghiaccio, zucchero e limone
- frullarli
- filtrare gli ossetti col passa patate

Che meraviglia! Tutto era pronto per uno splendido giro in bici sul Sile. Mattinata di sole, itinerario adatto, e mappe del territorio messe a disposizione da Carla. L’ho salutata sul cancello di casa sua, mettendo piede sul pedale, ma sarei rimasta ancora a chiacchierare con lei: tentazione bifronte.

succo di melograno carrareccia vista dalla bici il Sile in campagna
luci che trafilano la panocia panocia abstract un ponte sul Sle

La mattina ho fatto il percorso Badoere-Treviso, e il pomeriggio il tratto Treviso-Quarto d’Altino dove ho preso il treno. La mattina è stata all’insegna dei tratturi tra i campi; il pomeriggio, in buona parte sulla “strada alzaia” lungo il fiume.

Ho incontrato l’oca da guardia, che faceva da custode al suo cancello, pronta a scattare come un allarme al mio avvicinamento.
E poi tra un campo e l’altro, ho provato anche io per la prima volta l’inseguimento da cani arrabbiati. Ogni buon ciclista può vantarne: ora, anche io!
Quando ho visto che i botoli abbaianti erano senza catena e già orientati al mio pedale, ho dovuto resistere alla tentazione da scatto (che li avrebbe stimolati ancor di più all’inseguimento), e ho rallentato, quanto più potevo pur di mantenere l’equilibrio senza abbassare il piede. Ha funzionato. Hanno perso un po’ di grinta. Sono andata via pianin pianino. Uno dei due ha fatto anche un secondo scatto e mi ha raggiunta di nuovo…  Due volte ho dovuto rallentare per fargli capire l’antifona, e poi ciao.

(continua…)

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Mini vacanza sul Sile – parte 2

Domenica sera, dopo il mio arrivo in bici alla Rotonda di Badoere e alla ex chiesetta di Sant’Antonio, il buio è arrivato all’improvviso.
Carla, dopo aver aiutato a sistemare l’interno della chiesetta per l’evento della sera, mi ha portata a cena a casa sua. Non sapevo ancora quali prelibatezze mi aspettavano! Risotto di funghi raccolti da loro, coniglio di allevamento casalingo e ben quattro contorni dall’orto, due dessert e uno spaziale succo di melograno di cui parlerò ancora… E poi un maglione di lana in prestito, perchè avevo sottovalutato il fresco della sera. Cosa volere di più?

Dopo la cena luculliana, è il momento dell’evento del giorno. Arrivano le nove, siamo di nuovo all’ingresso della chiesetta, e molte persone si stanno avvicinando. Ho avuto l’onore di far da maschera, guidandoli all’ingresso, così ho potuto avere un ruolo attivo nell’evento!
Quella sera, infatti, si svolgeva il finissage, la festa di chiusura della rassegna Phada Murgania, che ormai da molti anni si svolge a Badoere con il contributo di Carla che mi ha invitata. Diversi tipi d’arte s’incontravano; in questo caso: pittura, scultura, musica e danza contemporanea. Grazie ad una ulteriore autorizzazione speciale da fotografa, mi sono intrufolata negli angoli privilegiati per guardare lo spettacolo da un altro punto di vista. Un momento magico per tutti: il volo delle foglie secche, tra i piedi della ballerina, che facevano vortici con la danza invece che con il vento. Splendida idea.

La serata avrebbe dovuto essere più lunga. A mezzanotte ormai superata, Carla mi spiegava nell’unica (e accogliente) osteria del paese, come una volta gli eventi culturali si svolgesserno al piano di sopra della osteria stessa, prima di poter usare la chiesetta sconsacrata. Era facile capirla. Anche io avrei voluto avere posti così sotto casa.

(continua…)

phada murgania 2008 ex chiesetta di Sant'Antonio sculture svettanti inizio a parete
movimento in bianco ballando tra le foglie artisti dopo la performance L'osteria di Badoere

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Mini vacanza sul Sile – parte 1

Eccomi tornata, dopo due giorni sul Sile, un tuffo in mezzo alla natura. La zona si presta bene a fare giri in bicicletta: tutto merito di Carla, che mi ha invitata a scoprirla.

Domenica sono partita col treno per Treviso all’ora di pranzo. Vicino a piazza dei Signori c’è un piacevole caffè dove ho fatto tappa per due giorni consecutivi. Ho provato delle fantastiche centrifughe di frutta. Per esempio: arancia, mela e finocchio. La scorta giusta per pedalare.

Il tratto del Sile da Treviso a Badoere è pieno di piste ciclabili tra i campi… ce ne sono perfino troppe. Ci si può perdere tra i mulini storici, le anatre chiacchierone e i boschetti di pioppi. Luce magica, la sera, mentre mi avvicino alla meta. Scendo dalla bici, mi inoltro nel bosco, tronchi viola e raggi oro. Quando percorro il tratto ex-ferroviario de l’Ostiglia, il sole è come un faro davanti agli occhi.

Il percorso ciclabile si interrompe presso la ex-stazione di Badoere, la strada sarebbe interdetta ma vado a visitare l’edificio ugualmente. Sopra le finestre chiuse, sono rimaste le iscrizioni “bagagli” e “sala d’attesa di I e II classe”. Una rosa rossa tiene in vita il grigio dell’intonaco abbandonato.
Carla mi aspetta alla chiesetta di Badoere, dove sta facendo da custode alla mostra che chiude una rassegna che lei ha contribuito a organizzare.

(continua…)

treviso w la centrifuga troppi cigni lago dei mulini di Favero e Rachello
l'ostiglia sile riflesso pioppeti al tramonto una rosa sulla stazione

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Il ritorno della castagnata!!

Amici ed amiche di Davidaola, nuntio vobis gaudio magno… habemus CASTAGNATA!!!
A tutti gli amici che, per il terzo anno, hanno voglia di venire a mangiare le castagne da noi, accompagnate dalla ribolla e da dolci vari, apriamo le porte di casa Davidaola i prossimi sabato 11 e domenica 12 ottobre dalle ore 16 in poi!

La mitica due-giorni vi attende, passate quando volete, portate gli amici e gli sbecolezi di cui non potete fare a meno.
Non mancate!!!

06-10-21_00-les-chataignes castagnataPsych-60

I numeri dell’altr’anno:
- 7 chili di castagne arrostite
- 7 litri di ribolla gialla
- 6 bottiglie di ramandolo
- 38 persone attorno ad un tavolo da 8 (non contemporaneamente…)
- 52 apparizioni degli UFO
- due giornate non-stop
- link alle recensioni delle precedenti edizioni: pag1, pag2, pag3

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