ottobre 30, 2008 at 21:08
· Filed under bici, Paola
Domenica scorsa è successo di tutto.
Dado è andato alla partita, io ho preso il tram.
Lui ha dimenticato le lenti a casa, io sono andata in bici a Monte Grisa.
Lui mi ha chiamato per recuperare le lenti, io ho perso la giacchetta pedalando.
Lui ha preso varie pappine con la sua squadra, io sono caduta dalla bici in discesa, quasi da ferma, rotolando un poco sui sassi nell’erba…
Però non mi sono fatta niente, sono tornata indietro sul mio sentiero ritrovando la giacchetta, e mi sono immersa in un sommaco bellissimo rosso e oro nel sole…
Lunedì sera ho avuto un paio d’ore libere da passare a Milano.
Era tardi e c’era una lieve parvenza di pioggia, ma ho vinto la pigrizia e sono andata a fare due passi fino a un ristorante suggerito da Diego, il fratello di Emilio. Ho attaccato un po’ bottone al proprietario, che era stato avvisato del mio arrivo, e ho fatto una cenetta proprio piacevole. Insalata di arance e finocchio: da ricordare! E minestra di zucca appena fatta, tutto gusto. Come compagnia aggiuntiva, ho scambiato un po’ di messaggi con Domenico e Dado:
PAOLA: ciao DadoAleBibiDodo, sto mangiando la minestra di zucca!
DODO: anche noi mangiato minestra di zucca!
PAOLA: non ci credo! non è possibile che stiate mangiando la minestra di zucca all’interno di una zucca come me!
DODO: nella tua zucca vuota? (by dado). anche noi nella zucca, con il mestolo di legno, e le fiepe roste
Per chiudere la serata, ho trovato proprio quello che ci voleva. Una mostra fotografica all’aperto, in via Dante, dedicata al cosmo e alla cooperazione che porta avanti la ricerca astronomica: nome della mostra, “Oltre la terra”.
Tra i corpi celesti fotografati, c’era persino, udite udite… il buco nero supermassiccio!
“Distante circa 10-13 milioni di anni-luce in direzione della costellazione del Centauro, la galassia Centaurus A è una delle sorgenti celesti che ha più sorpreso gli astronomi di tutto il mondo. Un buco nero di massa equivalente a quella di 100 milioni di Soli si annida nel suo centro, brillando di luce a tutte le frequenze, dalle onde radio ai raggi X e Gamma. Dal buco nero centrale si diparte un getto di particelle ad altissima energia, che si muovono circa alla velocità della luce.”
E’ quello della foto in basso a sinistra. Dovrò dirlo a Elio!
ottobre 29, 2008 at 06:48
· Filed under Davide, Paola
Quando ero piccola, facevo spesso ritratti al Dado.
La sera, in pizzeria, mentre aspettavamo la cena.
Le mani, in particolare, mi sono sempre piaciute.
Ora che ho ricominciato, non finisco subito di certo.
Come resistere alla tentazione di approfittare del mio modello preferito ogni due per tre??
Qualche tempo fa, mi ha scritto un amico conosciuto sul web, Mauro.
Lui è di Pordenone, e mi chiede informazioni per raggiungere la pista ciclabile Trieste-Erpelle. Ci era andato con la sua moglie e la figlia, però dopo diversi giri senza trovarne l’imbocco, ha rinunciato. Cambio giro, si è accontentato delle Rive.
Poichè in effetti non è immediato trovarne un punto d’imbocco facile da riconoscere (dato che il primo tratto ha i lavori in corso che procedono a ritmi annuali), ecco di seguito tutte le indicazioni. C’è la segnalazione del punto di partenza consigliato ad oggi, sotto il campo di calcio di via Campanelle; e il proseguimento del percorso oltre confine fino a Kozina (dove si può andare a mangiare da Mahnic per esempio) nella vista dal satellite dell’itinerario svolto. A questo link si trovano le foto e la storia del percorso che avevamo già citato.
ottobre 26, 2008 at 09:48
· Filed under disegni, Paola
Dovrei rubare più spesso scatti alle amiche.
Vorrei avere la possibilità di registrare in continuo quello che vedo, come se avessi una telecamera sempre in parallelo all’occhio: mi accorgo che per un attimo un’inquadratura è perfetta, e che l’attimo dopo non lo è più, mentre nel frattempo la macchina fotografica è ancora ferma nella tasca…
Dovrei disegnare tutti i giorni. Due-tre ore di trance con le matite alla mano, e posso assicurarvi che la pace col mondo è fatta…
stamattina avevo calcolato tutto, che uscivo presto di casa, andavo in banca ed entravo al lavoro entro le 8:30. invece sono uscito 5 minuti più tardi del previsto. allora cammino veloce e arrivo alla banca che sono le 8:12. forse ce la faccio. giro la maniglia… chiuso. si apre alle 820. bon, aspetto. alle 8:20:01 la guardia giurata apre, entro, arrivo allo sportello: “devo fare questi due versamenti”. il cassiere guarda e riguarda i bollettini, si sistema con calma la tastiera e il monitor, aspetta che il sistema si avvii, e comincia a battere una combinazione di tasti sulla tastiera. moooolto lentamente. mi biascica ancora più lentamente, con una voce profonda e stanca “questi… bollettini… li ha fatti… la filiale… di… piazza borsa… per incassarli… devo fare un bonifico…” e bon, fammi sto bonifico! entro oggi però! altra combinazione di tasti, e poi lentamente “ho bisogno… di un documento… e del codice fiscale…”. sta un minuto intero, cronometrato, a scrivere il codice fiscale sul terminale. sono 16 caratteri, uno ogni 4 secondi. più lento di un bradipo. prende un foglio, lo inserisce delicatamente nella stampante, fa la somma dei due versamenti, scrive il risultato sul computer e preme invio. la stampante risponde velocemente con la ricevuta del bonifico. e il cassiere mi dice “vuole… per cortesia… fare una firma per ricevuta…” prendo, firmo, restituisco. “bene… è tutto… grazie…” e lì arriva il mio sbaglio: “vuole anche i soldi o posso andare via così?!!?!” – “eh… sì… i soldi… è meglio”. conta, sottrae, mi dà il resto, saluto ed esco. ore 8:39.
19 minuti per fare un bonifico. record mondiale!
Qualche giorno fa, abbiamo ricevuto l’invito per l’inaugurazione della nuova mostra di Rosa. Nonostante il poco preavviso, ci buttiamo, al salto. Uscita pomeridiana anticipata, biglietto del treno e bici. Arriviamo a Gorizia alla Biblioteca Comunale sotto una nebbia densa di goccerelline d’acqua, e scendiamo le scale verso il piano sotterraneo.
Entriamo così in un ambiente molto caratteristico. La biblioteca di Gorizia ha i soffitti a volta bassi, in pietra a vista; ha le teche in vetro con le cornici di legno, e Rosa ne ha usato gli spazi inserendo diari con disegni e installazioni create per l’occasione, secondo il filone dell’idea della sua mostra: il fidanzamento temporaneo e di finzione tra Rosa e l’attore Adrien Brody…
La sorpresa finale si raggiunge entrando nello spazio chiamato “la camera degli sposi”: si attraversa un’angusta apertura, ed eccoci a faccia a faccia con dei disegni giganti, troppo vicini perchè possano lasciare indifferenti, l’impatto è molto forte! Ritratti di Rosa e di Adrien si alternano, lei rappresentata in diversi momenti della vita mutevole, e lui sempre identico come un’icona mitica e di finzione…
Dopo l’inaugurazione siamo andati di nuovo sotto la pioggerellina in bici. Nel buio della strada, con le piccole luci da bici, abbiamo seguito Emilio fino alla casa di Alba, un’amica di Rosa che ha messo a disposizione la propria casa per il rinfresco dopo la mostra. Una casa all’insegna dell’arte! Quadri di amici e di artisti riconosciuti si alternavano alle pareti, tappezzandole in ogni angolo. Alba ci ha regalato dei ciuffi di piante aromatiche del suo giardino: menta, salvia, erba luigia, che ho ancora qui sul tavolo e che mi pungono il naso come fosse limone…
ottobre 21, 2008 at 23:30
· Filed under amici, Paola
Lunedì scorso, a metà cena, squilla il telefono.
E’ Principe, per una sera in Italia, che mi chiama per un saluto.
Tra una chiacchiera e l’altra, mi dice questo. “Per fare cose e raggiungere risultati, la dimensione analitica va bene. Per tutto il resto, non necessariamente. E il resto pesa per il 90%…”.
Le sue parole sono dense di significato, per me. Stavo proprio riflettendo sullo stesso argomento, in questi giorni. Il suo spunto casca bene nel mosaico delle mie idee.
Non so quando ci risentiremo, talvolta passano mesi. Non è come ai tempi in cui ci vedevamo ogni giorno in mensa. Però, una cosa è evidente. Anche a distanza di un secolo, potremo riprendere un discorso da dove lo avevamo interrotto.
Appunti dalla sagra della castagna della Valle di Suffumbergo, un posto detto il “balcone del Friuli” (arrampicato com’è sopra Faedis, può vantare una vista fino al mare…):
Il marrone e la castagna.
I marroni sono più grandi, dolci e profumati delle castagne; hanno la parte più chiara alla base di forma rettangolare, una buccia di colore marron-biondo, con striature rossiccie.
Le castagne invece sono più piccole, con un lato schiacciato e l’altro leggermente bombato e la buccia marrone scuro. Un riccio ne può contenere anche tre, mentre i marroni sono ospitati uno per riccio.
Ma quello che più conta è… che i marroni sono ottimi dall’antipasto al dolce.
Questa notte ho fatto un sogno strano, proprio insolito.
La prima cosa interessante è che si svolgeva a cartoni animati: pieno di colori, era proprio come un disegno in movimento.
La seconda cosa affascinante era che si trattava di un giallo. Una cosa facile, da “Signora in giallo”. Infatti nel mio sogno c’era proprio Jessica Fletcher!
La trama non me la ricordo molto, purtroppo è presto sfumata, però c’è un dettaglio di cui conservo vivida l’immagine.
Una cioccolata, dopo aver perso il suo incarto svolazzante, era caduta sulle radici di un albero, tra le foglie autunnali del sottobosco.
Jessica Fletcher era stata rapita, e poco prima era passata proprio di là. Aveva al collo un medaglione con incisa la sagoma di un fabbro, e per lasciare una traccia di sè, aveva avuto il tempo solo di incidere lo stampo del suo medaglione sopra la superficie della tavoletta di cioccolata. I raggi filtravano nel bosco, e colpivano la cioccolata stampata, illuminando la sagoma del fabbro con tinte cangianti, dal viola al giallo al rosso. Immaginate tutto questo coi colori vivaci di un cartone animato… Una meraviglia.