Archive for aprile, 2008
Dove siamo
“Everyone makes the decisions in his or her own life. What they have to decide is: What do I want to accomplish with my life, my time and my career? What do I feel comfortable with? This is the one life that I have. How am I going to spend it?”
(Ex president of an European Country)
In: Women Matter – gender diversity, a Corporate performance driver – McKinsey&Company
Tag:gender issuesFrozen-iazadi
Sabato 12 aprile si è svolto, a Trieste, il primo evento situazionista ‘FROZEN-IAZADI’.
200 attori iscritti sul web, 9 addetti alle riprese e logistica, 3 tv locali 1 quotidiano e 1 settimanale informati sull’evento, 246 mail ricevute e 299 e-mail inviate dagli organizzatori, 6 siti Internet che promuovevano l’evento, 50 giorni di preparazione.
Tra poco arriverà il video, e sapremo com’è andata…
Recensione del primo FROZEN in Trieste.
Ore 16:00, in una giornata con previsione di forte pioggia, si aprono i primi sprazzi di sole, e la città si riversa in piazza Unità.
Ore 17:10, si forma un capannello in piazza Verdi: i partecipanti in missione segreta confermano l’iscrizione all’evento , e ritirano gli adesivi ricordo.
La fila per ritrovarsi nelle liste dei pre-iscritti si allunga. Oltre duecento persone hanno raccolto l’invito tramite una mailing list. Incontro a sorpresa tra vecchi amici: “anche tu qui al frozen?” “ah, sì, certo, quando c’è da fare cose pazze, ci sono anche io!!”
Ore 17:40, Euro prende il megafono e spiega: “tra poco andremo tutti in Capo di Piazza, mi raccomando, prendete posizione uno alla volta senza dare nell’occhio, e poi alla fine dell’evento spariremo tutti senza lasciare tracce”.
L’area di fronte al Verdi è gremita: come faremo a starci tutti nel collo di bottiglia del passaggio presso piazza Unità?
Alcuni riprovano la loro scenetta in un angolo, arricchendola di particolari.
Ore 17:50, la folla in capo di piazza comincia a farsi fitta, per l’arrivo di una serie di attori improvvisati in incognito che prendono posizione…
Ore 18:00 BEEEEP!!!, un improvviso rumore di tromba congela tutti (con un sussulto…). Cosa è successo? Duecento persone si sono congelate… iazade!!!
I passanti che sono rimasti imprigionati nella scena cercano di farsi strada, controllano…
Alcuni arrivano e devono passare: “scusi, permesso?”, ma niente si scosta…
C’è chi si ferma a sua volta per guardare, attende curioso e aumenta l’intasamento, eppure nulla si muove…
Tra i commenti registrati tra la folla:
- è bello da vedere…
- mamma, mamma, stanno tutti fermi!
- sta bon, picio, ara che el signor fa la foto, sta fermo anche ti!
- mi faccia vedere…
- se deve passare vada di là, io resto qua che voglio capire che succede…
- questa roba non l’ho mai vista
- ma… tutta ‘sta gente xè qua perchè passa la Gerini?
- sì si, la passa ‘desso, la resti qua, che xè una bela baba!
Ore 18:03: BEEEEP!!! Scongelamento istantaneo, tutti si riattivano e si spostano, mentre qualcuno scoppia a ridere, arrivano alcuni applausi a scena aperta…
Ore 18:20: sulla cima del molo audace, ancora una volta, non ci si muove più. Gli improvvisati attori sono di nuovo in fila, per celebrare l’evento, riempire i bicchieri con Guendal e brindare in coro al grido di…: ‘iazaaadi’!!!
(Anche qui ci sono persone ignare che restano intrappolate: ‘cossa se festeggia? posso bever un bicer anca mi?’…)
Tag:frozen, TriesteI pensierini di Francesca
Davide: “Ha fatto Francesca il pesto?”
Paola: “Sì”
Davide: “Ha spennato tutte le piantine del basilico di casa?”
Scalo Legnami
Lunedì di Pasquetta, c’era previsione di pioggia. E invece dopo pranzo è arrivato il sole: non resisto, non resisto, vado a fare un giro in bici!
Percorro le rive… Andiamo avanti, ancora un po’, sali, scendi e continua…
Arrivo fino a Scalo Legnami.
L’ultima volta, ci sarò stata quindici anni fa.
Come quella volta, anche questa sono riuscita ad entrare nell’area magazzini: il cancello era aperto.
Grandi spazi vuoti, mezzo cielo nero, ombre nette diagonali. Passando da un capannone all’altro, arrivo fino al mare: non c’è nessuno, a parte i gabbiani, e un camioncino solitario che carica surgelati.
Quando arrivo al magazzino storico, dove la luce filtra tra le colonne di mattoni come quindici anni fa, dietro di me arriva una guardia giurata. Nascondo la macchina fotografica appena in tempo, e gli dico “buongiorno” con nonchalance. “Buongiorno”, mi risponde.
Mi allontano… esco dall’area magazzini superando il cancello… la guardia mi segue, si ferma al cancello, e lo chiude dietro di me.
Ma io, come quell’altra volta anni fa, le foto le ho fatte comunque!
Tag:Triestedomenicamattina
Le previsioni del tempo sono fondamentali. Domenica scorsa c’era sole solo di mattina: quindi bisognava acchiapparlo con un giretto in bici prima che se ne andasse.
Nella cittàvecchia dorata si sono sovrapposti due fotografi in azione: provate a indovinare quali tra queste foto sono della Paola e quali del Dado.
La luce ha attirato tutte le persone negli stessi luoghi. Ecco allora che tra gli incontri casuali ci sono stati: il gruppo bolzanino al tavolo per un drink solare; e ovviamente bibi&dodo&ale in giardinetto sotto casa. Ciaociao!
La discesa del Torre
Il giro trenobici da Gemona a Udine giù per il fiume Torre lo avevo preparato mesi fa. Solo sabato mattina scorso si è presentata l’occasione per farlo: previsioni di sole splendido e risveglio anomalo alle 4 di mattina, comodamente utilizzabile per ricontrollare il percorso su Google Earth, vestirmi al buio e uscire alle 6:45 per beccare il treno delle 7 (preso per un pelo).
In questo giro le indicazioni delle persone del luogo sono state fondamentali. Mi hanno segnalato ben due tratti ciclabili interdetti alle auto. Il primo era da Magnano a Tarcento (imboccatura a destra della chiesa di Magnano, sul rio Magnalina, come indicato dalla prima foto in basso). Il secondo tratto è stato una strada bianca vicino al fiume, da Reana del Rojale verso Udine (si imbocca da Cortale sulla ‘strada 4 venti’ e si continua giù fino a Godia).
La tappa più bella è stata quella sulle cascate del Torre (osservabili da Tarcento in direzione ‘alta valle del Torre’): un rumore d’acqua impetuosa che lava i pensieri, con la possibilità di scendere sul letto del fiume, mentre la cascata si getta davanti a te.
Tuffo nella natura anche con la seconda tappa sul tratto ciclabile in strada bianca, immerso tra i filari di alberi da frutta: fiori rosa contro il blu del cielo, fiori gialli sopra l’erba, e montagne innevate che si stagliavano nitide all’orizzonte.
Uichendstart
Venerdì pomeriggio: inizia il weekend.
Bici sotto i piedi, tappa obbligata sul molo per il tramonto.
Incontro Ambra! Occasione a sorpresa.
“C’è una mostra di quilt, valla a vedere, su uno dei patchwork troverai anche… non ti dico, vediamo se lo trovi”.
Chissà se nelle foto qua sotto c’è il dettaglio che, secondo lei, dovevo scoprire: il francobollo tutto di stoffa…
Ho trovato tra l’altro un’opera della mamma di Martina: per continuare il giro degli agganci, le sarà giunto il mio saluto fissato sul quaderno delle dediche, no?
Ricominciamo
“Il giovedì sera non sarò mai più in onda”, ci ha detto Lisa ieri dalla Radio. Mai più? Sicura? Si dice così?
Il mondo vecchio finisce…
Il mondo nuovo comincia, comincia da oggiiiiiii!!!!






















































