Dicesi cameratossing la tecnica fotografica che prevede il lancio della macchina fotografica durante una lunga esposizione, spesso in alto in rotazione su sè stessa. La macchina va poi ripresa al volo delicatamente prima che tocchi terra. Ammetto che con questa tecnica le probabilità di distruggere l’apparecchio non sono basse. Io ne ho già fatta fuori uno l’anno scorso.
Questo non significa che la tecnica smetta di essere attraente. Ci sono gruppi di pazzi che riescono a realizzare degli scatti eccezionali con questo metodo.
Le luci di piazza Unità, la sera, sono un buon soggetto. Le lucine dello stereo, a casa, a tapparella abbassata, sono un’altro passatempo adatto ai momenti in cui non si può uscire. Insomma, roba da delirio…
Se vi dico che a quell’ora mi capita di fare presine, scrivere lettere e mangiare biscotti, potete capire che sono abbastanza esperta del passatempo notturno.
Per stanotte, solo banale navigazione. Una prima citazione: couchsurfing.com. L’apertura mentale come scambio: ti ospito una notte sul divano, ti spiego la strada, realizzo per una volta l’imagine della casa come treno di passaggio. Abbiamo ospitato ieri Sarah, che già da tre mesi viaggia come couchsurfer.
Seconda citazione: second life. Ho visto solo un piccolo video: la creazione di una chitarra tutta di fantasia, segmenti del legno che apparivano tra le stelle sotto i gesti della virtuale mano. E’ chiaro il potere magico della seconda vita: c’è un’apertura in più sulle possibilità di creazione. Immaginare e realizzare con tutti i dettagli permessi dalla realtà virtuale.
Questa notte ho sognato di incontrare mia sorella Francesca dopo lavoro.
Lei mi aspettava con una sorpresa. Un gelato! Ma una torta gelato, creata da lei! Stava su un tavolo lungo 10 metri, ed era una torta lunga come il tavolo, composta da 150 palline di gelato messe in fila, come su un lunghissimo vassoio. E sopra ogni pallina di gelato, una montagnetta di panna. E sopra la montagnetta di panna, 5 o 6 pezzetti di fragola, o delle mandorle… yummm!!!
Uè, Cilla, che pazienza con tutte quelle palline!!!
p.s.: e questo non è ancora niente. Guardate qua che sogni spaziali che tira il dado!!!
Martedì pomeriggio, vigilia di ferragosto, lo svago migliore è un bel giro treno-libro-bici, improvvisato dopo un’occhiata su google-earth al territorio da esplorare. La pedalata Latisana-Codroipo risale per 30 km il Tagliamento tra i campi, tenendo l’argine del fiume sempre a sinistra, garantendo un paesaggio verde e una pianura senza salite. A dire il vero oltre l’argine non c’è una vista del fiume, ma un largo campo “di sicurezza”, e il fiume appare solo dopo un po’ (immagino che questo campo sia sacrificale in caso di piena). Alla vista dell’acqua ci sono arrivata diverse volte, attraversando anche zone boscose e selve di rovi.
La strada lungo l’argine permette di evitare le auto, facendo un tranquillissimo giro in solitaria; altrimenti è comunque poco trafficata la strada che attraversa in sequenza i seguenti paesini: Latisana, Latisanotta, Ronchis, Fraforeano, Canussio, Madrisio, Varmo, Belgrado, Morsano al Tagliamento, Camino al Tagliamento, San Vidotto, Biauzzo e Codroipo.
Ecco dunque fatto un giro con immersione nel verde. Se non ci sono gli ovvi campi di “panoce”, si vedono filari d’acacia e vigneti. Il tiepido pomeriggio permette di raccogliere i seguenti profumi: erba tagliata, legna bruciata, frittata di verdure, grigliata, menta, gigli e uva in fermentazione.
La vendemmia sarà precoce quest’anno.
Nel famoso film di Hitchcock (dal titolo originale ‘vertigo’), la donna che visse due volte è entrambe le volte una donna ‘finta’, ricostruita. Questa è la mia linea di interpretazione personale. Chi non ha ancora visto il film e non vuole farsi svelare tutta la trama, salti questo paragrafo. La prima volta è una sofisticata signora bionda, costruita ad arte per recitare la copertura di un delitto. La seconda volta, è la stessa immagine di donna, ancora una volta finta, ricostruita nello stesso modo dal poliziotto protagonista, che vuole rivivere le vicende dell’assassinio per farci chiarezza (e beccarsi lo stesso tragico finale, purtroppo!). Mai vera, insomma.
Sicuramente molto più spensierata (a meno di un po’ di scomoda pioggia) è la storia dell’incontro con Emilio Rigatti, di cui ora sto per svelarvi il finale, ovvero se l’incontro era stato vero o finto. Per chi non avesse già visto l’inizio di questa storia, consiglio di fare tappa a questo link prima di leggere il paragrafo successivo.
Ho scritto alla casa editrice di Rigatti per sapere se avevo incontrato (più o meno brevemente) proprio lui, ed ecco a voi cosa Emilio in persona mi ha risposto.
—-Messaggio originale—-
Da: emilio rigatti
Data: 20-ago-2007 8.30 PM
Ogg: sosia di me stesso
Cara Paola,
quando ho letto il tuo blog a momenti mi dà di volta il cervello: io ho parlato con una tipa in autobus? Mi ha chiamato e mi ha ottenuto un permesso speciale di trasporto bici? ma sto dando fuori di testa? Avevo già il cellulare in mano per chiamare i due amici che erano con me in quel viaggio in Istria per chiedere se davvero mi ero scordato tutto, quando sono arrivato alla fine del post e ho capito che il mio normale livello di “otava division” era comunque sotto i livelli di guardia…medica. Comunque l’autista dell’autobus successivo era più morbido, ci ha fatto salire senza biglietto e ci ha portato fino in stazione. Treno fin a Monfalcòn, foratura a Ronchi e arrivo alle otto. Allego la foto che comprova l’avvenuto trasporto sull’autobus successivo anche senza la tua mediazione e l’ultima foto del tour. Sai che a metà settembre c’è “Ciclomundi” a Portogruaro? Forse vi potrebbe interessare.
Un caro saluto e te e a Davide.
Emilio Rigatti
14 anni fa, Ambra ed io ci stavamo dirigendo verso la mitica meta del nostro viaggio di fine scuola: l’Irlanda.
Sul treno per la Francia, abbiamo incontrato una pazzerella canadese che diceva sempre oh-la-là, e che ci ha tenute sveglie tutta la notte con i suoi racconti, mentre l’aria condizionata bloccata trasformava il vagone in una ‘gelateria’.
Joanna, che siamo andate a trovare più volte in Grecia e a Venezia, ci ha insegnato il gioco di carte ‘asshole’, che noi tuttora usiamo per tornei tra amici anche nella variante ‘fluffer’ (il fluffer è il quinto sfigato giocatore che sta fuori, in attesa che venga il suo turno per entrare nel gioco al posto dello spazzino ‘asshole’), e ne abbiamo pure trascritte le regole qua, ben consci che questo gioco genera dipendenza.
Oggi è il compleanno di Joanna, e da quaggiù le mandiamo tanti auguri, che volino verso il Canada insieme a tanti baci!!!
14 years ago, Ambra and me were travelling towards Ireland, when we met on the train to France a crazy Canadian girl, who always said ‘oh-la-là’, and who kept us company all the night in the coldest train wagon (which had air conditioned blocked on) which she called ‘gelateria’.
Joanna, who we visited several time in Greece and Venice, taught us the special card game named ‘asshole’, which we still use with our friends. We’ve also invented a variation on the game, to add a fifth player who waits to enter in the game, we named it ‘fluffer’and we wrote the rules here, well aware that this game generates addicion.
Today it’s Joanna’s birthday, and we send her our best wishes, which will fly from Italy to Canada accompanied by our sweetiest kisses!!! ciao.
agosto 17, 2007 at 22:58
· Filed under bici, Paola
Domenica scorsa, gironzolando sul molo, ho incontrato un gruppo di sette giovani ciclisti in rosso, pieni di bagagli, che venivano dalla Polonia. Mi sono offerta di aiutarli.
Per voi futuri ciceroni, ecco le tipiche domande del ciclista itinerante polacco, con relativa traduzione. Domanda: “Sono così tutte le città d’Italia?” Traduzione: Il loro primo arrivo in Italia, col tramonto sulle rive di Trieste, li aveva entusiasmati. Domanda: “Il mare qui è molto salato?” Trad: il Baltico non ha molto sale; qui, dopo una nuotata, è necessaria la doccia per levarsi il sale di dosso prima di ricominciare a pedalare? Domanda: “C’è una casa catodica?” Trad: C’è un ostello dei preti dove dormire? (casa cattolica n.d.r.)
Erano frustrati perchè cercavano un pernotto a meno di venti euro, e gli alberghi presso le rive non andavano a meno di 70. Allora ho controllato per loro, c’era posto all’ostello della gioventù di Miramare, di cui Dado da casa mi aveva mandato il numero di telefono. Domanda: “non ci sono strade in salita per arrivarci, vero?”
Eh, anche noi durante il nosto viaggio di nozze in bici coi bagagli facevamo spesso questa domanda…
agosto 15, 2007 at 08:36
· Filed under amici, cucina, noi
Lo scorso sabato c’è stata la festa estiva a Spilimbergo. Le feste di IcoCla a Spilimbergo sono sempre speciali, sarà l’atmosfera bucolica, la gentilezza degli ospiti, insomma viene sempre ben.
Questa volta la festa era all’insegna della prodezza culinaria, e anche se in alcuni momenti c’erano scene da cuochi pasticcioni e ripieni straripanti, orari dei pasti tipo lungaggini da matrimoni, per non parlare della pioggia sulla tavola proprio quando ci stavamo finalmeeeeeente apprestando a mangiare, per noi era tutto ok lo stesso.
La gara dunque consisteva in questo. Portare un ripieno per ravioli di propria invenzione, ultimarlo sul posto se necessario, e comporre i ravioli con la pasta fatta a mano da Emilio e nonna papera. Sei ricette si sono presentate, quattro salate e due dolci. Ravioli alla carne (Emilio), Ravioli all’avocado, gamberetti, semi di papavero e come ingrediente segreto l’amore (Gianpaolo e Letizia da Milano), ravioli ripieni di peperoni ricotta e cous cous (Davidaola), ravioli alle zucchine mandorle e gorgonzola (Clara). Per dessert, ravioli dolci fritti ricoperti di zucchero a velo (yumm!!), quelli di Andrea (mandorle, scorza di limone, miele e acqua di fiori d’arancio – aroma pastiera napoletana per intenderci); e ravioli con ripieno di cacao, formaggio tipo filadelfia, noci e pere (Alessandra). Vi abbiamo fatto venire l’acquolina in bocca, eh? Figuratevi a noi, assaggiatori in serie di tutte le specie di ravioli!
Dopo accanita discussione per la votazione finale (con cannonate che comunque non hanno svegliato il cugino Sam che ronfava sull’amaca), sono stati premiati Andrea e Letizia da Milano (Gianpaolo che faceva coppia con Letizia le ha ceduto il podio!) con le pregiatissime magliette dal logo casa-di-spilimbergo-raviolata, e l’abbuffata si è conclusa con i dolci di Silvia.
Menzione speciale va alla piccola diva, la mascotte del weekend, l’inglesina di due anni Lily, che ha già imparato a parlare cantare e fare aggraziati inchini, superando i maestri genitori attori…
Arrivederci alla prossima festa!!!
L’ultima sera del nostro viaggio di nozze siamo capitati a Genova al concerto dei Perturbazione. bravi e bravi, ma ve lo abbiamo già detto, o lo sapete già.
Cantano storie un po’ malinconiche, ma ci piacciono.
Paola quella sera era emozionata, sarà per la musica o più semplicemente perchè si parlava di matrimonio e di cambiamenti… Comunque il nostro matrimonio è stato una “perturbazione” nella nostra vita, ma di quelle perturbazioni che lasciano il cielo sereno e l’aria fresca… “Se l’amore è un gioco, quali regole ti dai?” – Perturbazione – Battiti per minuto
Ieri pomeriggio, domenica pre-ferragosto, degli improvvisi botti han fatto tremare le finestre. Ho capito che era il momento di uscire. Ho preso la bici, e ho sentito gli ultimi fuochi d’artificio per la nave da crociera che lasciava piazza Unità.
In piazza della Borsa ho incontrato Pow Lean che suonava, grande! Mi sono messa a ballare insieme ai bambini che scuotevano le testoline vicino a lui. Ora sto ascoltando il suo cd: blues and rock, yeah!
Dato che la giornata in piazza procedeva bene, non sono più tornata a casa, e ho chiamato Dado fuori per cena. La sera infatti offriva un concerto di tanghi argentini e milonghe. I triestini della scuola di ballo si dimenavano in un angolo della piazza, nell’irresistibile tentativo di ballare il tango anche loro. Noi abbiamo gustato la musica in compagnia di due veri argentini, Sergio e Isabel, che ci hanno spiegato quali pezzi sono più usati nel loro paese, e quanto il gruppo che suonava li modificava con arrangiamenti propri. Sul loro blog Sergio e Isa parlano anche di Trieste, che scambio, ciao!