Incontri ravvicinati dell’altro tipo (ovvero: cogli l’attimo)

Oggi, lunedì semiferiale (nel senso che metà ufficio era in ferie), il vento fuori dalle finestre ha spazzato le fronde per tutto il giorno: la forza della natura era uno spettacolo. Si dice ‘uno spettacolo’ soprattutto quando lo si guarda restando dentro al calduccio: ovviamente, proprio al momento di uscire, è scattato il nubifragio sopra le nostre teste.

Esco dunque sotto la pioggia, e con un paio di salti nelle pozzanghere (fortunatamente dotata di sandali impermeabili da fiume) arrivo quasi decente al bus fermo al capolinea, mi siedo e da lì ricomincio a guardare le figure dell’acqua spazzata dal vento fuori dal finestrino.

In quel momento sale sul bus un altro tipo mezzo bagnato, mantellina nera svolazzante da volatile, caschetto da bici, sandali e braghette corte. Chiede al conducente: “Si può portare la bici sul bus?” Ovviamente la risposta è no, come mi son sentita dire altre volte anch’io. Scende dal bus, lo squadro, occhi azzurri pizzetto ed orecchino, “Sembra Rigatti”, dico mentre esce, ma non mi sente.

Allora apro il finestrino, gli grido “Emilio!”, e lui si gira… E’ proprio lui, il mio mito, lo faccio tornare! Intercedo con l’autista usando la mia solita tecnica: “Sono una habituèe del bus, ho la tessera dell’autobus annuale da anni, faccia un’eccezione, se è così gentile da farlo salire scriverà di lei in uno dei suoi libri, è uno scrittore affermato!”. Incredibile, ma funziona: Emilio sale, assicura la bici nell’ampio spazio centrale, e fino alla stazione mi racconta del giro che stava facendo in Val Rosandra, prima di riprendere il treno per Ruda, e del suo nuovo libro; e io gli cito il nostro viaggio di nozze in bici, fatto con questi sandali uso-bici che ho scelto pensando ai suoi suggerimenti, e le piste ciclabili francesi e spagnole…

Bello, eh? Quell’attimo catturato. Peccato che da “Emilio” in poi ho immaginato tutto. L’avessi catturato davvero. Ma ora scrivo alla sua casa editrice e glielo dico. Anche se era un sosia, ormai vale lo stesso. Come una citazione tra scrittori, se così si può dire…

(continua…)

limone bluereflection2 vinca caduta

4 Comments »

  1. davidaola » La donna che visse due volte. E l’uomo che era il sosia di sé stesso said,

    agosto 22, 2007 at 11:20

    […] vero o finto. Per chi non avesse già visto l’inizio di questa storia, consiglio di fare tappa a questo link prima di leggere il paragrafo successivo. Ho scritto alla casa editrice di Rigatti per sapere se […]

  2. davidaola » Attenti a quei due said,

    dicembre 8, 2007 at 23:05

    […] (e infatti, l’incrocio istantaneo poteva sfuggire ad un occhio poco attento; ma la storia la sapete già). Andando a Ruda abbiamo trovato le montagne blu che si stagliavano sul rosa del […]

  3. davidaola » La mostra fotografica è arrivata said,

    gennaio 31, 2008 at 19:46

    […] e dotata di un suo punto di vista tutto speciale. Una marcia in più è stata data dall’incontro con Emilio del luglio scorso, che ha arricchito l’idea in numerose puntate virtuali e artistiche. Ed ora […]

  4. davidaola » Qua e adesso said,

    luglio 7, 2008 at 20:23

    […] rete ci sia una scorciatoia, e che si possa arrivare dappertutto. Lo conferma la storia dell’incontro con Emilio. Il potere è qua, sotto le […]

RSS feed for comments on this post · TrackBack URL

Lascia un commento